Per una storia vera e condivisa

LittoriaUna settimana fa parto per una vacanza a Creta con un albo gigante di Tex e, per la prima volta nella mia vita, con un solo libro, scelto la sera prima in un raptus di decisionismo: la Regola di san Benedetto. Naturalmente è finita come doveva finire: non ho toccato né l’uno né l’altro. Mi sono appassionato, invece, al libro portato da mia moglie. La quale lavora nella casa editrice che ha vinto per la terza volta di fila lo Strega (Mondadori) e si è portata il vincitore di quest’anno, Canale Mussolini di Antonio Pennacchi (qui autopresentazione su youtube). Ma non nell’edizione normale, che le masse leggeranno quest’estate sotto l’ombrellone, con la copertina e tutto il resto, bensì in una per uso interno, che si chiama scopertinato. Forse è proprio questo fatto che mi ha consentito di passare sopra alla mia naturale ritrosia verso i libri premiati. Ripensandoci, "appassionato" forse è troppo. Ci sono cose che non mi convincono fino in fondo. Altre sì, però, e comincio da alcune (di altre magari parlerò in futuro).

Primo: c’è una storia. Il che non è poco, per un libro italiano. In più, è pure bella e istruttiva.

Secondo: il vero soggetto della narrazione è il "noi". Non l’"io". Questo ne fa una narrazione epica, altro salto di qualità rispetto ai soliti raccontini piccoli piccoli degli autori nostrani. Il "noi" si riferisce in primo luogo a una famiglia. Una famiglia contadina del ferrarese trasferitasi per necessità in Agro Pontino, molto numerosa, italiana e fascista.

Ed ecco che il "noi" si allarga anche all’ideologia, che è il terzo aspetto che mi preme sottolineare. Il fascismo raccontato dall’interno e dal basso, senza né esaltazione né complessi. Con molto disincanto, pure troppo, forse. Ma soprattutto, come episodio della storia italiana, parte importante di una storia vera e condivisa, non come un presunto "male assoluto" da rimuovere, come ha detto anche il nuovo leader della sinistra antifascista Gianfranco Fini.

Interessante infine, e molto, la caratterizzazione del fascismo come fenomeno di sinistra. Sì, ragazzi, il fascismo – come oggi è Fini – fu culturalmente di sinistra, mettiamocelo in testa. Purtroppo noi, educati dal pensiero unico e deviati dal falso mito resistenziale, perfino a distanza di decenni fatichiamo a vedere l’impronta smaccatamente proletaria e rivoluzionaria del fascismo. "La terra ai contadini!". La vera differenza rispetto al socialismo fu l’interventismo, quel nazionalismo che il socialismo internazionalista non aveva, ma per esempio un altro socialismo, il nazional-socialismo, o nazismo, sì. Per cui, quando i soldati tornarono dalla Prima Guerra mondiale, furono snobbati dai socialisti e buttati nelle braccia del socialista nazionalista Mussolini. "La terra ai soldati!". Aggiungeteci il capo del governo e il re, e il pastrocchio è fatto.

Annunci

9 commenti su “Per una storia vera e condivisa

  1. anonimo ha detto:

    va da sè che alla povera moglie è rimasto il texone, già letto, e la regola di San Benedetto che, se permettete, non è lettura da ombrellone. e quindi sono stata costretta a comprarmi Zorba il greco, che letto sulle spiagge cretesi ha il suo perchè. Ad ogni modo prima di dire se condivido giudizio del marito devo leggere, quindi aspettare che lui finisca di leggere.ciao

  2. ipitagorici ha detto:

    Il solito privilegiato, pure le versioni migliori dei libri :)Comunque mi ispira parecchio questo libro, quando scende il prezzo lo compro e me lo leggo.Il fascismo partì in un modo e finì in tutt'altro, avrò avuto pure una carica culturale di sinistra ma pochi si arricchirono e fu il trionfo dello status quo…Chiesa, Monarchia, Borghesia, Esercito… tutto il contrario di quello che pensava il giovane Mussolini…

  3. vincenzillo ha detto:

    moglie, ringrazia il cielo che ti ho concesso di non sventolarmi durante la lettura!bruno, in realtà lo scopertinato è peggiore, da un punto di vista estetico: la copertina è un foglio bianco, le pagine sono tutte bucherellate nella parte bassa, e incollate alla bell'e meglio. ma forse è proprio questa sua "ruvidità" il gusto.

  4. ipitagorici ha detto:

    Allora cambio frase, sempre il solito privilegiato, pure i lbri aggratis ! L'ho svogliato oggi in libreria, ribadisco l'ipotesi di acquistarlo quando calerà il prezzo. Anche il secondo classificato "Acciaio" mi è sembrato interessante dalla trama…

  5. vincenzillo ha detto:

    Quello che mi respinge – temo irrimediabilmente – in Acciaio, è il pesantissimo fetore di operaismo + adolescenzialismo di bassa lega che emana.

  6. ipitagorici ha detto:

    Ma l'hai letto ? Dalla trama mi sembrava interessante, chissà prima o poi uno sguardo approfondito…Ho scritto una castroneria prima ! Ho sfogliato il libro, non svogliato…Comunque noto che alla Feltrinelli a Genova c'è la migliore temperatura della Regione, ci sono anche le poltroncine, penso proprio che inizierò a leggere libri interi a sbafo 🙂

  7. vincenzillo ha detto:

    L'ho sfogliato (o svogliato :)) e mi è bastato per sentire il fetore che ti dicevo.

  8. anonimo ha detto:

    ho letto 100 pagine e posso dire che è un capolavoro, "il mulino del Po" del ventesimo secolo.A. QuadrantiP.S. Le pagine che descrivono la reazione dei fratelli Peruzzi (Temistocle, Pericle, Turati, Treves e Bissolata, i nomi sono una delizia) alla distruzione del pagliaio sono quasi futuriste, una meraviglia!

  9. vincenzillo ha detto:

    andrea, è vero, un gran narratore.

Per 6 mesi questo blog assume la presidenza dell'Ue. Sono ammessi solo commenti sinceramente europeisti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...