Luttazzi divorato dalla bestia ridens

Della faccenda di Luttazzi e dei suoi plagi di comici americani ha parlato Christian Rocca (qui). Della sua brutta fine, “divorato” dai suoi stessi fan, si sono interessati i WuMing (qui). Io l’ho saputo perché l’ha segnalato Ernesto Aloia su Facebook. Di Luttazzi si era parlato anche in questo blog per elogiarlo (qui) e per stroncarlo (qui). La faccenda mi interessa non solo in sé, ma perché è rivelatrice della mentalità che permea il dibattito pubblico italiano, compresa la rete e compresi i WuMing. Autori che fanno serenamente ricorso a concetti del tutto fuorvianti come “Italia berlusconiana”, ma che forse si cominciano a interrogare su un altro concetto base, quello di “incorruttibile paladino”. Avrei voluto postare da loro il seguente commento, ma hanno deciso di chiudere il thread.

So che da queste parti non avrò terreno fertile, ma oso lo stesso dire che per me il vizio di fondo è culturale ed è tutto nei due miti su cui si regge il discorso pubblico, oggi, in Italia. Compreso il dibattito (davvero scarno, per la verità) sulla satira. Due miti ormai sedimentati, ma falsi e pericolosi. Il primo è l'"Italia berlusconiana", il secondo è l'"incorruttibile paladino". Nel post ci si fa le domande giuste sul secondo, ed è già un buon inizio.

Per capire perché Luttazzi è finito divorato dalla bestia non bastano i suoi errori. Bisogna, invece, interrogarsi su questo vizio culturale di fondo. La bestia, infatti, è stata creata e aizzata attraverso quei due miti pericolosi. Per anni e anni, il discorso, ridotto all’osso, è stato sempre e soltanto questo: “L’origine di tutti i mali italiani è Berlusconi, contro di lui ci vuole la rivoluzione”. Quindi il Puro contro il Male assoluto. Non c’è posto per altri ruoli, nel dibattito, tantomeno in rete. Dappertutto la Rivoluzione e i suoi fari: i tribuni, la “vera opposizione”, la satira: tutto si tiene. Tutto aizza la bestia.

Luttazzi intuì che parecchi suoi fan lo vedevano come Puro e la cosa non gli piacque. Non fino in fondo, almeno. E forse fu per questo che provò a specificare chiaramente che lui NON è moralmente migliore né di Berlusconi né di ogni altro suo bersaglio. Ma la bestia non accettava altro che “un incorruttibile paladino”, e quindi non lo ha ascoltato, perché così le è stato insegnato a pensare. Così, ora che Luttazzi ha perso il suo vecchio ruolo per colpa dei suoi errori, non poteva che finire a interpretare l’unico altro ruolo contemplato nel dibattito, quello del Male assoluto. Così funziona il dibattito in Italia. E la rete non fa eccezione, anzi peggiora le cose.

In definitiva, Luttazzi è caduto nelle fauci della bestia che anche lui ha contribuito in qualche modo a nutrire, insieme a tanti altri comici, giornalisti, intellettuali, politici. Che, lungi dal porsi le vere domande, procedono tuttora a vele spiegate, incuranti della realtà e negando l’evidenza. Del resto, è così che piace alla bestia.”