Difendere la privacy è difendere la libertà

“In nessun paese al mondo si fa l’uso impudico, svergognato, dissennato, feroce e illiberale che si fa da noi delle trascrizioni di conversazioni private”.

“La questione non è di dettaglio particolare, ma di senso generale. (…) La sfera privata con i suoi diritti e le sue garanzie fu difesa dai migliori e più grandi scrittori e pensatori della libertà dei moderni. E’ la quintessenza del modo liberale di vivere in occidente. E’ l’aspirazione estetica dell’artista, del militante antitotalitario o anche semplicemente di chi persegue un disegno originale e non uniformabile di vita e di lavoro. E’, la privacy, (…) una beatitudine della parte più libera e ‘refrattaria’ dell’esistenza umana alla quale è folle rinunciare per qualunque motivo”.
(Giuliano Ferrara, il Foglio di oggi).

Parole che profumano di libertà.
Sentite, invece, il ritornello opposto:

“Chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere”.

Ritornello che, a prima vista, può suonare ragionevole, ma che in realtà nasconde un pericoloso tranello. Così dicendo, infatti, sotto sotto si sposta indebitamente la linea di confine che c’è tra l’individuo, lo stato e la società, a danno dell’individuo. Infatti, la tendenza dell’individuo a preservare un proprio spazio inviolabile – tranne in caso di pesanti indizi o addirittura di crimini provati – viene messa fortemente in discussione. Il sentimento naturale e sacrosanto della privacy diventa improvvisamente sospetto. Coltivarlo, difenderlo, viene fatto passare per l’ammissione indiretta di una colpa. Anche se questa colpa, nei fatti, non esiste. Infatti, secondo la logica di quel ritornello, chi difende la propria privacy ha qualcosa da temere, e dunque qualcosa da nascondere. Così, l’uomo che difende la sua libertà è automaticamente colpevole per il solo fatto di non piegarsi all’imposizione sociale e statale della trasparenza assoluta. L’accusa non ha più nemmeno l’onere della prova, perché lo stato di accusa è la norma sociale e il solo stile di vita tollerato è la rinuncia a una grande fetta di libertà. Il bravo cittadino, nell’ordine di cose implicato da quella frasetta, è chi sacrifica il suo spazio privato trasformandolo in uno spazio violabile a proprio piacimento dallo stato e dalla società nella loro funzione di tribunale permanente, onnipresente, occhiuto. Il tanfo, qui, è inequivocabile: totalitarismo.

Aggiungo: in Italia, la durata infinita delle intercettazioni e le storie di persone innocenti condannate sui media e poi assolte dai tribunali hanno ampiamente dimostrato che anche chi non ha nulla da nascondere ha parecchio da temere.
Ragazzi, occhio agli occhiuti!

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22 commenti su “Difendere la privacy è difendere la libertà

  1. T0pGun ha detto:

    io penso che si sia andato veramente oltre.troppe limitazioni, troppi ostacoli agli inquirenti.io mi sarei limitato ad impedire che un certo tipo di intercettazioni venissero rese pubbliche, penalizzando le testate giornalistiche che ne facessero uso criminoso e propandistico, ma lasciando massima libertà alla magistratura di intercettare per smascherare un crimine.bisogna assolutamente tutelare la privacy degli individui, e lasciare liberi di lavorare gli inquirenti (il che non equivale a lasciarli liberi di fare il cavolo che gli pare come fossero dei padreterni).si è andato oltre, le intercettazioni filtrate della conversazione privata con la d'addario non sono state perdonate.per equità devo dire, che non mi è piaciuto il fatto che quella conversazione sia stata pubblicata.è un giornalismo da guardoni, di chi da un lato vorrebbe una tv più "colta" e condanna i programmucoli della de filippi, salvo poi fare un giornalismo in alcune occasioni di pari livello.interessanti invece altre intercettazioni (una ce l'hos alvata su un hd vecchio che devo recuperare) in cui il presidente del consiglio chiama per sistemare giovanotte promettenti.Ripeto, una modifica che impedisse di mettere alla berlina gratuitamente il privato di un individuo ci voleva.Ci voleva una regolamentazione seria che tenesse a bada gli istinti da superuomini di magistrati eccessivamente zelanti, ma quello che si è fatto è un abuso, secondo me.

  2. T0pGun ha detto:

    ho mancato di dire una cosa, che secondo me dovrebbe essere doverosa.nel momento in cui un politico, un amminsitratore locale, un dipendente pubblico, un dipendente NOSTRO, viene scoperto con le mani nel sacco e giustamente condannato, le intercettazioni che lo inchiodano dovrebbero essere assolutamente pubbliche.a me ha fatto piacere sentire di quei pezzi di gentiluomini che se la ridevano del terremoto in abruzzo e credo che rendere pubblico quella intercettazione sia stato un atto di trasparenza importante.un atto che ha permesso al cittadino di sapere, di svergognare chi si leccava i baffi sulla morte altrui.

  3. ipitagorici ha detto:

    Questa legge è indifendibile a mio parere. Si butta via il bambino con l'acqua sporca per difendere gli interessi dei soliti noti.Se viene approvata sarà la prima volta che firmo per un referendum…

  4. vincenzillo ha detto:

    top, i giornalisti che pubblicano certe porcherie (a sinistra come a destra) non sono solo guardoni: sono complici di certi magistrati. Insieme, essi fanno un uso politico delle intercettazioni. Questa è una verità lampante, che però su giornali come Repubblica non compare MAI. E il silenzio su una verità non è forse la dimostrazione che il bavaglio, da quelle parti, se lo mettono da soli?Il governo poteva fare una legge ancora migliore? Non ne dubito. I magistrati devono poter usare un mezzo utile come le intercettazioni.Aggiungo, però, che so per certo che anche molti magistrati ritengono che la reazione del governo è in qualche misura giustificata dagli abusi di loro stessi colleghi.sul link: ho vinto la repulsione verso tutte quelle "k", ho vinto la repulsione verso l'offesa gratuita ad Alfano, ma alal fine non ne è valsa la pena: infatti non ho trovato altro che il solito allarme per la democrazia falsato dalla totale assenza di condanna verso la barbarie mediatico-giudiziaria.bruno, la questione da me sollevata va oltre la legge. Io da cittadino trovo mostruoso che i media possano tranquillamente rovinare la vita degli innocenti (ma anche dei colpevoli, se è per questo) e che la difesa della privacy possa essere presa per un'ammissione di colpa. Eppure oggi è così, ed è il frutto di una ventina d'anni di barbarie. E per uscire da questo orrore, purtroppo, non c'è nemmeno la scappatoia di un referendum.

  5. anonimo ha detto:

    certo, se non ci fosse come sempre la certezza che l'iniziativa del governo muove dall'esigenza di parare il culo al leader maximo o a qualcuno dei suoi, della legge si potrebbe discutere con più calma e razionalità. guarda caso, a dispetto della prosa alata di Ferrara, questa legge in difesa dei principi liberali dell'occidente arriva dopo che il presidente del consiglio (per questioni di mignotte) e alcuni suoi collaboratori (per questioni sia di mignotte che di corruzione) sono stati pubblicamente sputtanati. fosse successo, che so, a un Ottaviano Del Turco qualsiasi, i sacri principi non sarebbero bastati a smuovere il governo.il continuo coinvolgimento personale e diretto di Berlusconi inquina ogni processo legislativo, ormai: sono anni che il parlamento lavora solo per lui, dal Lodo Alfano al "processo breve". comunque proviamo a discutere della legge in sé.credo che la prima cosa da fare sia distinguere tra uso delle intercettazioni nelle indagini e uso delle intercettazioni da parte dei giornali.- limitare in modo rigido la durata delle intercettazioni durante un'indagine mi pare francamente inaccettabile, poiché evidente che soltanto chi sta conducendo l'indagine ne conosce l'andamento, la portata e i bisogni. il fatto che per avere tre (3) giorni in più un magistrato inquirente debba ottenere l'autorizzazione di tre diversi soggetti è, dal punto di vista operativo, assurdo.- idem dicasi per le altre limitazioni in fase di indagine: tipo si può intercettare solo negli ambienti in cui si svolgono i reati e simili. ma che senso ha?altro discorso per la pubblicazione… e qui arriva il vero punto dolente.in 44 anni di vita non ho mai visto rispettato quella cosa strana chiamata "segreto istruttorio". sempre, dalle procure sono filtrati documenti, verbali di interrogatorio, trascrizioni di intercettazioni, tutto.ai tempi di "Mani Pulite" Pinco Pallino veniva interrogato il venerdì pomeriggio e il sabato mattina i verbali erano già sulle pagine del Corriere.a memoria d'uomo, nessun membro di una qualsiasi procura è mai stato punito per queste plateali violazioni. i giornali ovviamente gongolano, perché le intercettazioni fanno vendere. e pure le procure gongolano, perché una bella lenzuolata sul Corriere al momento giusto fa guadagnare popolarità e sfrutta l'effetto mediatico sull'opinione pubblica per rafforzare la tesi dell'accusa.i giornalisti si fanno belli quando pubblicano estratti di intercettazioni, verbali etc, si sentono tutti Woodward&Bernstein. in realtà, dato che pubblicano solo quello che arriva dalle procure e nei tempi voluti dalle procure, in questo caso sono soltanto strumenti.ora, volendo porre fine a questo abuso, è evidente che la cosa giusta da fare non era minacciare i giornali e gli editori con multe stratosferiche, carcere etc, ma fare in modo che alle procure passasse il vizietto delle fotocopie e delle copie dei nastri.ma, come al solito, si è scelta la soluzione più facile e più ingiusta, perché si punisce qualcuno per qualcosa che avrebbe il diritto di fare (i giornali hanno il diritto di pubblicare ciò di cui vengono in possesso, al limite si beccheranno una querela per diffamazione), mentre non si menziona neppure l'altro aspetto del problema, che è davvero sconcertante.ernestoA

  6. ipitagorici ha detto:

    La difesa della privacy è un'ammissione di colpa solo per gli ignoranti che non sanno come funziona il processo penale e solo per coloro che sono interessati al gossip. Fra l'altro mi sembra anche semplice notare che chi sta facendo di tutto per far passare questa legge è proprietario dei media televisivi e di molti gruppi editoriali, che vendono milioni e milioni di copie…Sarebbe stato semplicissimo individuare e punire i colpevoli della diffusione scorretta delle intercettazioni, non si è fatto per avere una scusa per difendere i soliti noti e questa volta si è davvero esagerato. Su questa questione non penso che potremo essere mai d'accordo.

  7. vincenzillo ha detto:

    ernesto, condivido le tue obiezioni sul merito delle intercettazioni. L'unico appunto che ti faccio è che la piena arbitrarietà di chi conduce le indagini, pur essendo di per sé un principio molto ragionevole, è anche la fonte dell'abuso. E dunque mi chiedo: che altro può fare il legislatore, se non imporre un qualche tipo di limiti temporali?"a memoria d'uomo, nessun membro di una qualsiasi procura è mai stato punito per queste plateali violazioni."Questo è il vero punto. E qui il mio sconcerto è forse ancora più grande del tuo, perché so da fonte certa che rintracciare i colpevoli è possibile già oggi. Ripeto: è già possibile. Tecnicamente, si può fare. Eppure, come dici giustamente anche tu, questo aspetto centrale "non si menziona neppure". E quindi, per la dura legge dei media, è come se non esistesse. Perché questa verità viene nascosta, e da chi? Chi nasconde questa verità è la stessa metà d'Italia che strepita contro il bavaglio: il quotidiano la Repubblica, Unità, le procure politicizzate, i pm a caccia di notorietà, IdV, e, di fatto, Finocchiaro insegna, il Pd; i giornali del centro-destra dicono qualcosina in più, ma poi sguazzano anche loro nelle vendite da intercettazione illegale; il PdL sembra saperlo, ma non riesce a dirlo con sufficiente credibilità. Cosa non facile per nessuno, non solo per Berlusconi, quando hai contro i più noti e dunque più "credibili" (!!) tra i magistrati stessi, ma forse non è impossibile. Forse.

  8. vincenzillo ha detto:

    bruno, sì sarà difficile essere d'accordo.C'è un aspetto, però, che ci tengo a sottolineare. Tu dici:"La difesa della privacy è un'ammissione di colpa solo per gli ignoranti che non sanno come funziona il processo penale".Purtroppo non è così. Il virus è molto diffuso anche tra chi conosce bene il funzionamento del processo. In questi anni, infatti, si è distorta la prospettiva. Media sciatti, distratti e ignoranti hanno diffuso abbondantemente il messaggio vincente, e cioè la regola del sospetto universale. Un politico o un imprenditore, per quanto potente e influente, se cade nella rete non ha nessuna possibilità di difendersi dai media, a meno che non ne possieda qualcuno di quelli grossi (da qui viene la corsa ad accaparrarseli, non solo da parte di Berlusconi). L'unico vero argine a questa barbarie è il garantismo. E cioè la mentalità opposta a quella dominante da Mani pulite in poi. Oggi anche per menti illuminate, ma non garantiste, l'unica regola è il sospetto, e non è più l'accusa a dover tirare fuori le prove della colpevolezza, bensì l'accusato a dover tirare fuori le prove della sua innocenza. Illuminati, forse, ma barbari.

  9. ipitagorici ha detto:

    Beh criticare il modus operandi dei media da parte del premier mi pare perlomeno ironico, visto che controlla 5 canali televisivi dei 7 più diffusi… basta vedere i dati dei TG di Raiset per rendersene conto.Poi di fronte ad un'accusa mossa da un PM l'imputato ha il dovere di fornire prove a suo discarico, un'intercettazione è fondamentale per reprimere reati molto importanti, non si parlava di sicurezza in campagna elettorale ? Chissà come mai anche tutta questa fretta di approvare ora… non è che si sono intercettazioni da non fare ?Il diritto alla privacy è importante, deve essere contemperato con il diritto all'informazione e il dovere del PM di intraprendere l'azione penale (aspetto che sembra essere dimenticato)… invece adesso questi ultimi 2 vengono sacrificati, è come sterminare tutti i conigli per salvaguardare i pur legittimi interessi delle carote !

  10. vincenzillo ha detto:

    bruno, spero di avere capito male, ma nel tuo commento c'è scritto: "di fronte ad un'accusa mossa da un PM l'imputato ha il dovere di fornire prove a suo discarico".Il dovere di fornire le prove ce l'ha l'accusa. Se le trova, vince, se invece non le trova, tutti a casa. Nelle società libere, infatti, si è innocenti fino a prova contraria. Non: colpevoli fino a prova contraria. Quest'ultimo è il motto di Di Pietro, di Travaglio, di Repubblica e di Stalin.Innocente fino a prova contraria. Più questa base si assottiglia, più i tribunali si riempiono di teoremi, di teoremi fondati su altri teoremi, mentre da fuori giungono le urla belluine della folla assetata di sangue e aizzata dai formulatori di teoremi. Scene che non si dovrebbero più vedere. Poveri noi.

  11. ipitagorici ha detto:

    Mi sono espresso male, di fronte all'esercizio dell'azione penale ( la cui fondatezza è in molti casi controllata dal giudice) l'imputato ha l'onere di fornire prove contrarie a quelle fornite dal PM (o meglio contrarie agli elementi di prova che diverranno prove in dibattimento).La presunzione d'innocenza esiste, peccato che lo stesso governo Berlusconi non se lo sia ricordato in occasione dell'introduzione di alcuni riti speciali nel 2008, che ledono fortemente i diritti di difesa.Poi tu scrivi se il Pm trova le prove vince… a meno che non intervenga una norma che riduca la prescrizione da 15 a 10 anni e il processo duri 10 anni e 2 mesi… fra l'altro un processo già iniziato…

  12. vincenzillo ha detto:

    bruno, "l'azione penale ( la cui fondatezza è in molti casi controllata dal giudice)"I giudici dovrebbero, allora, essere obbligati a riferire a un'autorità – e a pagare in prima persona – sui tanti casi giudiziari che non si descrivono in altro modo che con l'accanimento, e che non si spiegano in altro modo che con l'uso politico della giustizia, o la ricerca di notorietà, o entrambi. Perché l'errore è umano, l'accanimento è diabolico, ma non punire l'accanimento è incitazione al satanismo.Sull'accorciamento della prescrizione io la vedo così: è un mezzo tattico applicato da uno stratega (il politico) che sfrutta un terreno di guerra del tutto stravolto dalla parte avversa (durata eccessiva dei processi).

  13. ipitagorici ha detto:

    Guarda la durata eccessiva dei processi, problema di tutti, si risolve non con la prescrizione accorciata, che permette un liberi tutti ingiustificato, ma iniettando risorse nella macchina giudiziaria. Non si può modificare molto il codice di procedura penale perchè ogni riduzione dei temini processuali è un calcio al diritto di difesa. E poi il nostro è un sistema accusatorio !Sinceramente sul caso Mills io non ho visto un particolare accanimento, visto la profondità delle prove.E poi qua si fa sempre di tutta l'erba un fascio, la giustizia non funziona ? Legge sulle intercettazioni. Insomma non c'entra un benemerito belin, non si centra il nocciolo della questione.Per la cronaca, l'esercizio dell'azione penale è una cosa, il processo è altra cosa. Se il PM ritiene che gli elementi raccolti porteranno ad una condanna in dibattimento esercita l'azione penale (anche perchè è un suo DOVERE), il GIP controllerà la fondatezza e se non ci siano motivi per archiviare(408-411) e poi si passa all'udienza preliminare che esiste appositamente per valutare ancora la fondatezza, non c'è questo controllo giurisdizionale quando ci sono i riti speciali(oltre che nel processo a citazione diretta di fronte al giudice monocratico), e proprio su alcuni di questi, nel 2008, c'è stato una, a mio parere, ingiustificata aggressione dei diritti di difesa. Non vorrei andare troppo nel tecnico che non so se ti può interessare.Insomma vedo molta contraddizione nell'azione del governo, a prescindere da ogni tipo di valutazione sulle norme in questione.

  14. vincenzillo ha detto:

    "vedo molta contraddizione nell'azione del governo".Anch'io, se è per questo. Non so, però, chi vincerebbe la gara delle contraddizioni, se loro o certi magistrati."la durata eccessiva dei processi, problema di tutti, si risolve (…) iniettando risorse nella macchina giudiziaria".O "iniettando" gente che le sa usare? Mettendo ai vertici bravi dirigenti, non bravi magistrati. Sì Guardiola, no Maradona. Sì Leonardo, no Donadoni.

  15. ipitagorici ha detto:

    Ribadisco iniettando fondi… in modo tale da assumere cancellieri, ausiliari, e completare gli organici…Ovviamente io sono Maradoniano doc…

  16. T0pGun ha detto:

    Scusa vincenzillo, non ho mai un secondo.ti devo rispondere quì ed anche in un altro post. (maledetto splinder che non support i feed ai commenti!)commento presto scusa ancora.

  17. vincenzillo ha detto:

    bruno, no dai, maradoniano? Il maradoniano, come figura calcistico-antropologica, pensa che ci sia sempre bisogno di più soldi dallo stato. E' così, per lui, che si combatte il potere.top, preferisci perdere tempo con le cose serie della vita che con me!!??

  18. T0pGun ha detto:

    scusa ti ho anteposto. shame on me :Pmi dispiace essere rimasto però indietro.ho letto tutto ma temo riuscirò sicuramente a perdermi molto più di qualche punto.la sinistra è connivente, lo ripeterò fino alla morte.l'intercettazzione resa pubblica è una minaccia troppo grande per gli affari di molti mascalzoni, senza distinzione di schieramento.è fuori di dubbio, che debba esserci una regolamentazione per me.è fuori di dubbio che la privacy debba essere tutelataè fuori di dubbio che si è innocenti fino a prova contraria.su questi tre punti non si deve minimamente discutere secondo me.il potere che ha berlusconi è evidente, ci sono però anche altri che non appaiono, e poi il punto non è questo. se cominciamo a parlare di questo cominciamo a fare il solito batti becco con i soliti argomenti pre confezionati.a noi non importa questo, a me no almeno.l'intercettazione di un politico che chiama per avere favori grazie all'influenza che ha, deve essere resa pubblica.perché se si è innocenti fino a prova contraria bisogna essere tutelati, ma quando poi c'è la prova che hai commesso un fatto, la punizione deve essere giusta, proporzionata al reato ed esemplare.sapere come si parlano ai piani alti e come si scambiano i favori e che tipo di favori è un atto di trasparenza importante per il cittadino, uno strumento per noi fondamentale per capire le dinamiche del poter corrotto (senza distinzione di schieramento, sia berlusconi o un pezzo grosso di sinistra non mi importa!).queste sono parole tratte da un editoriale di Saviano che condivido e che ho pubblicato sul mio modesto Blog.riporto anche un intercettazione di 3 anni fa, tra berlusconi e sacca.non si parla di chi sa che, piccoli favorucci per sistemare qualche avvenente signorina, qualche servile complimento, ma di una gravità morale da tenere in considerazione.anticipo che pubblico il video solo per l'audio.le immagini montate ed i commenti non mi piacciono ma non sono riuscito a trovare solo l'audiohttp://www.youtube.com/watch?v=_zWFKDPX6l4questo tipo di intercettazioni e quelle che rimandando a fatti ancora più gravi DEVONO essere pubbliche.il dipendente pubblico che decide delle nostre esistenze non si deve sentire un privilegiato ma deve rendere conto a noi.io voglio sapere il  presidente del consiglio cosa dice al telefono al di fuori della sua vita privata. vita privata che deve essere BLINDATA.ma telefonate come quella che ho postato mostrano tutto il marcio di cui siamo circondati e non possono essere considerate violazione di privacy.perché per me a destra ed a sinistra vogliono impedire solo questo tipo di intercettazioni motivando e mascherando, gettando fumo negli occhi a noi.non ci sono se, non ci sono condizionali, non ci sono precisazioni.quello che si dicono questi due personaggi in questa intercettazione è grave.chiedo scusa per il commento forse un po lungo e per aver tralasciato tanti punti.Buona serata.p.s.  link anche un articolo del corriere che con maggiore capacità di sintesi, arriva subito al nocciolo parlando di Opacità del poterehttp://www.corriere.it/editoriali/10_giugno_12/opacita_potere_64a21030-75df-11df-9eaf-00144f02aabe.shtml

  19. T0pGun ha detto:

    p.p.s. maradoniani, guardiolani, donadoniani…..l'italia è lippiana, lo dico in senso negativo.però veramente, mi trattengo sennò andiamo fuori tema e poi sul calcio scatta un flame per colpa mia.

  20. vincenzillo ha detto:

    top, "quando poi c'è la prova che hai commesso un fatto, la punizione deve essere giusta, proporzionata al reato ed esemplare."Perfetto. Oggi, però, in Italia, questo bel principio è ampiamente disatteso non solo dai politici furbi, ma anche da certi magistrati e da certi giornalisti (oltre che dalla malattia cronica della giustizia). Di più: siamo al paradosso per cui quei magistrati e quei giornalisti riescono a farsi credere paladini della giustizia. Ora, finché la realtà delle cose non sarà evidente a tutti, è impensabile che le cose possano cambiare. Ciascuna parte andrà avanti per la sua strada.Sulle raccomandazioni di signorine varie, è molto pericoloso metterla sulla "gravità morale" (come fa anche Travaglio il Puro), perché se passa il principio che le intercettazioni vanno pubblicate in base alla "gravità morale" siamo davvero al totalitarismo. Piuttosto guardo al danno prodotto, e io credo che raccomandazioni di quel tipo facciano lo stesso danno che fa tutte le sere la televisione, dove viene premiato chi non sa fare niente, chi è lì solo per litigare o per mostrare le tette. Con grande felicità di tutti gli autori, i produttori, i direttori. E tutto questo accade già sotto gli occhi di milioni di italiani, senza bisogno di alcuna intercettazione.Chiudo sull'"opacità del potere". In parte l'opacità rimarrà sempre e anzi, deve rimanere. E' giusto e sano che rimanga. E' una questione di equilibrio tra opacità e trasparenza, non di trasparenza assoluta, perché trasparenza assoluta è totalitarismo.

  21. T0pGun ha detto:

    bah.per me trasparenza assoluta è democrazia.non mettiamola sul piano morale, ma secondo me rendere pubblico che un presidente del consiglio chiama il presidente della tv pubblcia per sistemare due belle giovinotte amiche di chi sa chi, è positivo.non è una bella cosa questa telefonata e si deve sapere.vabbè il mio punto di vista.vado che ho da rimanere indietro con gli ultimi due post :Dbuon fine settimana.

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