Se questo è un prete

don_gallo

Il pensiero di don Gallo è la risposta alla domanda che tutti,
almeno una volta, ci siamo fatti leggendo il Vangelo:
ma perché proprio il "gallo" come simbolo del rinnegamento di Gesù?

Tralasciamo il fatto che doveva essere la presentazione di un libro e invece è stato un comizio politico. Tralasciamo le opinioni politiche espresse. Tralasciamo il pantheon delle divinità evocate (tra cui Dio non c’era ma De André ovviamente sì). Tralasciamo la retorica becera del “prete da strada”, degna del peggior politico. Tralasciamo l’autocompiacimento per il turpiloquio. Tralasciamo il mio desiderio di chiamare un esorcista. Tralasciamo – per par condicio – anche i meriti dell’uomo, che pare salvi i ragazzi dalla droga. Tralasciamo tutto, tranne il punto chiave, quello che lui stesso ha indicato come la sua vera missione in terra e ha così definito: il “diritto al piacere”.

Ora, non bisogna essere laureati in teologia per avvertire nel “diritto al piacere” posto a fondamento di tutto un forte sentore di inferno. Non, naturalmente, la grandiosità di un Lucifero alla testa della rivolta, bensì il solito minuscolo libertinaggio post-sessantottino. Malinconico rovesciamento del cristianesimo ad uso del singolo svincolato da ogni rapporto con il soprannaturale, con il mistero, con l’origine. Ovviamente, tutto nel nome di Cristo, del vero Cristo che solo don Gallo e i suoi amici conoscono. Salvo un dettaglio. Nella loro prospettiva, Cristo non serve più a un fico secco.

Il “diritto al piacere”, infatti, corrisponde a una precisa immagine della Bibbia: Eva che cede alla tentazione del Serpente. Con un piccola, insignificante variazione rispetto all’originale: lungi dall’essere punita e scacciata dall’Eden con Adamo, Eva viene premiata e fonda una nuova religione. Una religione in cui il fine supremo dell’uomo è il piacere. Il male e il dolore sono totalmente svincolati dal rapporto con Dio e diventano fatti di natura esclusivamente umana. I figli e le figlie di Eva sono addolorati solo perché oppressi dal bigottismo della Chiesa, dalla società repressiva e dai governi di centro-destra.

Da ciò discendono almeno due conseguenze: la prima, di carattere sociale, è che l'officiante di tale religione diventa automaticamente eroe delle menti più libere, più illuminate e più anticonformiste d'Italia, tra cui noti artisti, intellettuali e cantanti. La seconda, di carattere teologico, è che Cristo poteva pure risparmiarsi la fatica di morire e di risorgere per noi. Non c'è più nessun peccatore da redimere, nessun peccato di cui farsi carico. Gesù, si presume, è venuto solo per ispirare De André. Morto De André, Gesù cerca lavoro. Ma tranquilli, a sistemarlo ci penserà don Gallo.
 

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20 commenti su “Se questo è un prete

  1. anonimo ha detto:

    Don Gallo è quell'"eroe" che lo scorso Natale ha fatto un bellissimo presepe in cui c'erano più Gesù Bambini: "quello bianco, quello nero, quello cinese, quello palestinese", peccato ne mancasse uno solo "quello ebreo", il quale, incidentalmente, corrisponde a quello descritto nei Vangeli. Ma cosa sono 4 libracci ammuffiti a confronto alla mente illuminata di don Gallo (e di De Andrè)?

    Cordialità

     

    Attila

  2. vincenzillo ha detto:

    Attila, dai, apri la mente, basta con i preconcetti giudaico-cristiani, basta con i libri, basta con il solito Gesù bambino eurocentrico!

  3. anonimo ha detto:

    Ah don Gallo don Gallo.

    Don Budget Bozzo, quello si'!

  4. vincenzillo ha detto:

    Tra Baget Bozzo e il personaggio in questione, non ho dubbi.

  5. ipitagorici ha detto:

    Sinceramente non capisco l'attacco a De Andrè del primo commentatore e il "pare" vicino al salvataggio di ragazzi drogati. Personalmente non amo Don Gallo ma, senza dubbio, quello che fa per gli sbandati, le prostitute, i tossici, a Genova lo fanno in pochi…

  6. quadranti ha detto:

    Perchè tralasciare la politica? Ho visto un filmato sul G8 di Genova finire con un comizio di Don Gallo che, pugno chiuso ben disteso, terminava con il grido "Hasta la victoria siempre!".
    Non c'è dubbio, non crediamo nello stesso Dio.

  7. anonimo ha detto:

    Dio?

  8. vincenzillo ha detto:

    bruno, il mio "pare" viene da quel briciolo di distanza che considero sano tenere nei confronti di santi e martiri della rivoluzione, dato che le mie informazioni in merito – come quelle di molti – hanno come fonte solo l'agiografia da tempo circolante su di lui. Suppongo, però, che almeno nella sostanza sia tutto vero e dunque gli faccio i miei complimenti, da quel punto di vista. A essere cinici si potrebbe dire: meglio no-global che morti.

    andrea, ho tralasciato la politica per non scrivere un post di 8 pagine e per potermi, invece, concentrare sul punto fondamentale, che per me li raccoglie tutti. Da quel "diritto al piacere" discendono, secondo me, le posizioni espresse a valanga, che vado ad elencarti volentieri:
    -viva gli immigrati clandestini.
    -viva l'anticoncezionale.
    -viva l'eutanasia.

    La visione della società è questa:
    -una volta sì che l'Italia era un bel posto, oggi invece siamo tutti brutti sporchi e cattivi.
    -se i ragazzi sono drogati, siamo tutti corresponsabili.

  9. anonimo ha detto:

    Che cosa è preferibile?

    Morte agli immigrati clandestini?
    (Così neh! tanto per parlare..))
    Ciao

    Franco

  10. vincenzillo ha detto:

    Franco, per me è preferibile che i clandestini non ci siano proprio e che gli immigrati regolari abbiano un nome e un cognome. Come noi nativi, né più né meno. In pratica, una politica realista. Esempio: i fascistoni attualmente al governo hanno concluso trattati con la Libia che hanno quasi bloccato i flussi. Certo ci sono ancora sgradevoli effetti collaterali, tipo meno morti a galla nel mediterraneo e meno benessere per gli scafisti, ma confido che si porrà rimedio anche a questo.
    Tu che pensi sul tema?

  11. anonimo ha detto:

    Penso che quanto dici non corrisponda alla realtà.

    Alla prossima.

    Franco

  12. ipitagorici ha detto:

    Beh riguardo al commento 10… ci sono sicuramente meno sbarchi ma non mi pare cosa buona e giusta fare accordi(pagati profumatamente) sul trattamento di PERSONE con quel liberale di Gheddafi, visto come muore la gente nel deserto libico.
    La mia non sarà realpolitik però a tutto ci dovrebbe essere un limite…

  13. vincenzillo ha detto:

    Franco, gli accordi sono stati siglati. I flussi dalla Libia sono fortemente diminuiti. Questi sono fatti, non opinioni.

    bruno, esatto: "a tutto ci dovrebbe essere un limite". anche all'immigrazione clandestina. E anche al trattamento umanitario che gli scafisti riservano ai loro "clienti".

  14. xunder ha detto:

    certi preti che credono di convertire i cuori a Gesù travestendosi da politici sempre contro qualcuno o qualcosa, ad esempio il povero Berluska che secondo Don Gallo non merita neppure il perdono cristiano, mi irritano. temo che facciano danni alla fede.

    Alex

  15. anonimo ha detto:

    Eli Eli lamma sabaktani!

    (Gheddafi è un genio).

    Ma è meglio smetterla: don Gallo, Gheddafi, un dio incerto tra credere in Che Guevara o nell'Impregilo,

    Clandestini che scompaiono pagando la polizia libica e appaltando il deserto (e ricompaiono altrove, come per magia). E malati terminali e gundun come se piovesse.

    Mi fermo qui.

    Saluti a tutti.

    Buon sabato e miglior domenica.

    Franco

  16. vincenzillo ha detto:

    Alex, certi figuri alimentano la fuorviante, mostruosa mitologia di Che Guevara come Cristo moderno, cui dedicai un post tempo fa:

    http://vincenzillo.splinder.com/post/16490260/Cristo+non+%C3%A8+Che+Guevara

    (rileggendolo mi accorgo che meriterebbe un bell'approfondimento, prima o poi lo farò)

  17. ipitagorici ha detto:

    Vincenzillo, non mi pare di aver detto che NON serve un freno all'immigrazione clandestina ! Il freno serve, eccome, ma esistono vari modi per attuarlo, fare accordi con la Libia del liberale Gheddafi non mi sembra il modo più eticamente valido (ed economicamente, visto la pecunia che doniamo)… Se vogliamo affidarci alla violenza per risolvere il fenomeno allora facciamo come la Spagna del compagno Zapatero, fucilate e tanti saluti ! (sono volutamente iperbolico)

  18. ClaudioLXXXI ha detto:

    Io sinceramente mi sono un po' rotto le scatole di sentir giustificare queste ambigue figure pretesche con la scusa "sì però salvano i tossici".

    Sarà pure vero, ma che vuol dire? Lunga vita ai tossici salvati, però al tempo stesso figure come don Gallo in-tossicano la Chiesa, seminano confusione nei fedeli su quali sono i compiti del sacerdote, insomma fanno un sacco di guai.
    Andasse a fare l'operatore sociale punto e basta, o ancor meglio l'agit-prop, e lasciasse l'abito da prete a chi vuole fare il prete davvero.

  19. vincenzillo ha detto:

    bruno, per fermare i flussi dalla Libia non ci sono molte strade. La migliore sarebbe alzare il livello di benessere nei paesi d'origine dei flussi, ma si dà il caso che i leader di quei paesi usino perfino i soldi dei nostri aiuti umanitari NON per migliorare l'economia ma per i cavoli propri. A quella bella gente, peraltro, va tutto il sostegno, di fatto, di don Gallo e di quelli come lui. Data questa situazione, a un governo non resta che agire in un altro punto della "catena". Gheddafi non va di moda né nei salotti buoni né nel mio, ma io non vedo alternative. Se non si fa nulla, il poblema si scarica direttamente su di noi. Con grande gioia di don Gallo e degli scafisti e pure di Gheddafi, ma non mia.

    Claudio, "Andasse a fare l'operatore sociale punto e basta, o ancor meglio l'agit-prop". Esattamente.

  20. PietroFratta ha detto:

    Chiedo scusa anticipatamente se non ho letto tutti i commenti.
    Credo che già dal titolo sia riposto il nocciolo dell questione: Don Gallo può essere una bravissima persona, e visto quello che fa, lo è, indubbiamente. Ma ci sono tantissime brave persone che non sono cristiani. Il punto è: don Gallo è prete? La figura di Gesù bambino – ebreo – è insufficiente per il suo credo, e necessita di altri bambini con altri colori per far trasmettere il messsaggio di pace della Natività? C'è necessità delle sue aggiunte, perché Cristo non è sufficiente? O di qualche integratore ideologico, perché Cristo da solo non ce la fa, non basta?
    Un'ultima nota.
    Quando si deve parlare del Papa e del preservativo, su Vanity Fair si chiama Don Gallo e simili. Il quale, nell'ultimo intervento sul giornale, dice la sua. E da cui si evince una cosa: non sa nemmeno cosa ha detto il Papa a proposito del condom; ha letto i titoloni dei giornali e basta. Dice lui, che cosa ha detto il Papa. E poi lascia la sua soluzione.
    Non mi pare un buon segno, fra gli altri: non conoscere quel che dice il tuo Papa e fingere un confronto inutile.

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