Shalom? No, Shabbat

Gerusalemme, 1 gennaio 2010. Primo giorno.
Ieri sera, in pieno Shabbat, i primi israeliani con cui abbiamo parlato nel modernissimo aeroporto di Tel Aviv sono stati gli scortesi autisti di shuttle collettivi. Almeno il prezzo era molto buono, 100 NIS in due, 20 euro, per essere trasportati direttamente in albergo a Gerusalmme, distante 40 km. Viaggio in navetta con coppia di americani e cinque o sei ebrei. Ultimi a essere portati a destinazione, in mezzo a un nebbione che non avrebbe sfigurato sulla Milano-Torino. Oggi sveglia tardi, venti minuti a piedi su strada che costeggia una stupenda valletta verde con ulivi e resti antichi, a sud della porta di Jaffa. Colazione nella zona commerciale subito fuori dalla porta. Negozi e bar, come in centro commerciale occidentale. La città, compresa la parte moderna e compreso il centro commerciale (!), è tutta costruita in pietra bianca (la "pallida pietra locale" della guida), come le mura della città vecchia. L’effetto è così diverso da quello delle nostre città, dove ben pochi edifici sono coerenti con quelli a fianco. Questo senso di uniformità è nello stesso tempo piacevole e quasi respingente, come se non mi appartenesse, perché troppo distante dai nostri canoni abituali. Mercatini in David Street, meno caotici dei suk arabi, ma altrettanto ricchi. Cri (mia moglie Cristiana, ndr) apprezza molto la maggiore discrezione e minore aggressività dei commercianti. Prendere maglietta verde Israel Defence Forces, con simbolo della spada + ramo di ulivo. Passeggiata sui tetti. Gruppo francese in preghiera. Ebrei che usano i tetti per spostarsi e per chiacchierare. Guardie, poliziotti, soldati. Già una quarantina da ieri sera, più di uno col mitra. Santo Sepolcro. Pochi istanti nella celletta, Cri si è commossa, io un po’ di claustrofobia. Impressionante pensare che sotto quella lastra di marmo è stato sepolto Gesù. Pochi metri più in là, la pietra su cui fu deposto e unto. A ridosso, due cappelle sovrapposte: sotto, cappella di Adamo, dove fu sepolto il primo uomo; sopra, il Golgota, la roccia dove fu eretta la croce (oggi è degli ortodossi). Il SS è una basilica usata dalle diverse ramificazioni del cristianesimo: cattolici romani, ortodossi, armeni, copti, greci. Abbiamo assistito ad almeno quattro brevi funzioni nell’arco di un’ora. Processioni, preghiere, canti, iniziati e finiti senza preavviso in punti diversi. Anche architettonicamente è un aggregato di forme diverse. Pietra consumata, pareti annerite dall’incenso. Senso di stratificazione, presenza umana, vitalità, caos. L’organo, per via della posizione incongrua, all’esterno dell’area circolare, dà l’impressione di essere stato abbandonato in un angolo della soffitta. Quando lo senti suonare è quasi una sorpresa. (…) Passeggiata serale, partita a carte, amaro, partita di biliardo. Cercare foto di Haaretz di venerdì 1 gennaio, con mamma che protegge i due bambini col proprio corpo, come una leonessa.

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