Quelli che non se ne vanno mai e quelli che si vergognano sempre

Ottima iniziativa di una signora di Lecce, che ha mandato un assegno di 15 euro al quotidiano Libero (qui) chiedendo di aprire una sottoscrizione per aiutare alcuni illustri personaggi italiani a fare ciò che minacciano da anni: andare via dall’Italia per colpa di Berlusconi. Certo, si dirà, non sono mica i soldi a trattenerli qui, visto che i soldi non mancano a nessuno di loro: Umberto Eco, Milva, Nanni Moretti, Battiato e tanti altri. (L’ultimo dei super-indignati è Fabrizio Corona (qui), verginello che pare scoprire solo oggi i mali dell’Italia. Peraltro, anche la sua Belen forse dovrà lasciare l’Italia, ma perché le è scaduto il permesso di soggiorno. L’alternativa è sposare Corona, ma inguaiato com’è, chi se lo piglia, povero ragazzo? Il caso di lei è diverso. Per puro istinto umanitario mi offro io di assumerla come colf)*. Dicevamo. E’ vero, non sono i soldi il problema, ma un gesto simbolico, un piccolo incoraggiamento, forse può servire a fargli capire quanto siano benvoluti lorsignori.

Io, poi, ci aggiungerei anche tutti quelli che, pur non minacciando di andarsene – non tutti, almeno – non perdono occasione per attaccare con la lagna che "si vergognano di essere italiani". Persone comuni, tra cui anche molta gente istruita, non solo volti noti. Cambiate nazionalità, o almeno provateci. Cominciate magari pagando almeno le tasse all’estero e non in Italia, come fa l’editore di Repubblica Carlo De Benedetti, il giornale di riferimento dell’80% di voi (fonte: A.O., A Occhio). Insomma, fate quello che volete, ma non dite più quella stronzata, vi prego.

*parentesi aggiunta dopo l’intervento tempestivo di franco.

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Questa voce è stata pubblicata in italia, odio.

13 commenti su “Quelli che non se ne vanno mai e quelli che si vergognano sempre

  1. T0pGun ha detto:

    Oddio…accostare Umberto Eco a Milva………non è un operazione azzeccata.
    Nanni Moretti faceva bei film,faceva, se se ne va è meglio magari gli torna l’ispirazione.
    Il maestro Battiato, predica molto bene. non so come razzoli(a me fa venire in mente quei comunisti con maglione di cachemire e borsello louis vuitton…).

    Libero bel giornale, per coprire gli armadi.
    feltri non mi piace per niente.
    non vi dico che utilizzo se ne potrebbe fare.

    my two cents.

    a parte le eventuali divergenze di opinioni, bel post.

  2. anonimo ha detto:

    Ti stai riferendo a Fabrizio Corona, vero?
    La citazione è sua.
    Ieri in tutti i telegiornali.

    Franco

  3. vincenzillo ha detto:

    top, l’accostamento è solo per la cosa che hanno in comune: la volontà – sempre minacciata e mai attuata – di andarsene. Che se ne vadano, così poi magari gli viene la nostalgia. E se non gli viene, pazienza.
    Quello che non sopporto è il disprezzo che mostrano nei confronti di una malintesa italianità, perché evidentemente loro identificano l’essere italiani con la persona che in quel momento occupa la carica di presidente del consiglio o con lo stronzo che salta la fila o con lo stronzo che non paga le tasse o chessò io.

    franco, miseria ladra, è vero, è proprio lui, lo aggiungo subito.

  4. ipitagorici ha detto:

    Tralasciando Berlusconi, lo stronzo che salta la fila (o che ci prova) è l’italiano tipico, ovvero la maggior parte degli italiani ci prova.
    Che ci sia qualcosa che non va nella mentalità italiana dominante mi pare evidente, dall’approssimazione all’eccezione, dalla furberia al tentativo continuo di scavallare e aggirare le regole.

  5. Veramente io conosco un sacco di gente che già se n’è andata, e altra che sarebbe contenta di andarsene (ma non c’entra Berlusconi, c’entra la scarsità di opportunità professionali e di mobilità sociale, oltre al costante ritardo del Paese in termini di progresso). Diversi parenti, amici, conoscenti, ex colleghi. Io stesso ho cominciato a fare dei colloqui di lavoro all’estero, con tutto che il lavoro lo trovo abbastanza bene anche qui (quattro diverse offerte solo nell’arco del 2009).

  6. vincenzillo ha detto:

    bruno, "che ci sia qualcosa che non va nella mentalità italiana dominante mi pare evidente".
    Certi vizi degli italiani sono sotto gli occhi di tutti, ma io non credo più a quel ritratto macchiettistico di chi vuole ridurre Berlusconi a specchio di tutti e soli i vizi degli italiani, e dipingere i suoi avversari come specchio di virtù. Questa rappresentazione regge ancora solo perché le chiavi della rappresentazione pubblica ce le ha in mano la sinistra anti-berlusconiana, e non devo nemmeno stare a citarti lo stuolo di conduttori tv, giornalisti, artisti, intellettuali. Ma prima o poi quel ritratto stancherà. E, prima o poi, come vedi, vengono fuori anche i vizi di chi lo avversa (cito a caso: le magagne della finanza rossa, l’Agnelli evasore ma con stile, i candidati IDV messi sotto processo da MicroMega). E prima o poi i commentatori più avveduti capiscono che quel ritratto è falso e controproducente (vedi la svolta del Corriere). L’unico per cui non c’è davvero speranza è Scalfari, ma pazienza.

    licenziamento, il caso di chi se ne va per i motivi più vari, spessissimo il lavoro, è diverso. Per questo nel post mi riferivo espressamente solo a chi dichiara di "voler andare via dall’Italia per colpa di Berlusconi".
    Il caso di un mio mio grande amico è emblematico. Lui se n’è andato scommettendo tutto sulle proprie qualità e vincendo la scommessa. Pur essendo anti-berlusconiano, non se n’è andato perché era anti-berlusconiano, ma perché sapeva benissimo che in Italia con le sue sole qualità non sarebbe mai arrivato dov’è arrivato all’estero. Ma se in Italia i mondi dell’arte e della produzione cinematografica – dove lui adesso opera – sono dominati da atteggiamenti settari, non è certo per colpa di Berlusconi, dato che quei mondi sono pieni di illuminati di sinistra. Tutti doverosamente e orgogliosamente anti-berlusconiani, naturalmente.

  7. ipitagorici ha detto:

    Ma io non parlavo assolutamente di Berlusconi, parlavo solo dei costumi italici. Che poi ci siano settori dominati da potentati di sinistra è vero, anzi è verissimo. Tipo le università.

  8. vincenzillo ha detto:

    bruno, sui costumi italici si apre un capitolo gigantesco, anch’esso connesso con la rappresentazione pubblica. C’è, infatti, una minoranza di illuminati che si è assunta il compito di stigmatizzare gli orrendi vizi italici per poi estirparli a forza: "cambiare le teste" degli italiani. Tali illuminati, grazie al cielo, hanno già identificato i mali e approntato delle cure mirate:

    -essere cattolici è male, quindi essi creeranno un popolo di protestanti (meglio ancora se calvinisti, perfetto se atei);
    -essere di fatto tolleranti con lo straniero non basta: devono essere loro, gli illuminati, a stabilire qual è il grado di tolleranza consono a un paese civile;
    -essere campanilisti che schifo, ma anche essere patriottici è ridicolo: bisogna improvvisamente innamorarsi tutti della costituzione;
    -no individualisti, sì altruisti;
    -no papisti, sì anti-clericali.

    Non sto nemmeno a dirti che non sono d’accordo né con la diagnosi né con la presunta cura.

  9. ipitagorici ha detto:

    Vinceee ! ma tu parti sempre per la tangente !
    Quello che dici è giusto ma i costumi italici che aborravo sono di livello molto più basso ! Insomma sei non riusciamo ad essere corretti nelle piccole cose è palese che non lo saremo nelle grandi

  10. vincenzillo ha detto:

    bruno, è vero, tendo un po’ a partire per la tangente, è un mio difetto.

    "se non riusciamo a essere corretti nelle piccole cose è palese che non lo saremo nelle grandi".
    Il principio è giusto: ognuno deve cominciare a fare bene nel suo piccolo. Tuttavia mi permetto di notare un paio di cose:
    1. Essere corretti nel proprio piccolo deve diventare conveniente, oltre che giusto. E soprattutto non dovrebbe mai essere – come spesso è – addirittura controproducente. E questo è un compito insieme politico e culturale. Non solo politico e non solo culturale.
    2. Mi chiedo: qual è l’"utilità sociale" di tutti quegli illuminati che nel giudicare la società usano criteri che sembrano fatti apposta per fomentare le loro quotidiane indignazioni e per farli sentire migliori? A che ci serve la loro rappresentazione della società come un cumulo di scorretti, visto che è falsa, ed è un insulto continuato che produce giusto risentimento nei confronti di chi lo propone sistematicamente? (Peraltro, il risultato politico è che il centro-sinistra cala, quello culturale è che l’intellettuale viene rigettato dal popolo. Contenti loro.)

  11. ipitagorici ha detto:

    Il mio era un rimbrotto amichevole, meglio precisarlo in questi giorni 🙂

    Sul punto 1 sono d’accordo, spesso rispettare le regole e comportarsi bene risulta controproducente. Sinceramente quando io devo parcheggiare la macchina e giro mezz’ora mi arrabbio molto vedendo qualcuno sulle striscie o sui posto dedicati agli handicappati. Sempre per rimanere nel piccolo esempio.

    Sul punto 2  parzialmente d’accordo. Per me la maggioranza della gente si comporta scorrettamente, non parlo di destra o sinistra (io provengo da una famiglia dove si raccontava sempre la battuta sulla bicicletta, quindi potrai capire quanto apprezzi la sinistra).

  12. LultimoZar ha detto:

    Mi prendo un pezzo di questo spazio…

    Io me ne sono andato dall’Italia più di 2 anni fa per fare un’esperienza all’estero, più precisamente Russia.
    Alla base della mia scelta la realizzazione di un sogno, la ricerca perchè no anche di me stesso, il desiderio di un’esperienza intrigante a 360°.

    Non mi piace sputare sull’Italia, anzi posso dire che da quando vivo all’estero ami maggiormente il mio paese perchè mi accorgo di quanto bello è, il paesaggio, il clima, la cucina, la moda, ecc…

    A tutti consiglio un’esperienza all’estero per accorgersi di quanto bello c’è nel nostro stivale.

    Forse sono troppo preso da questa esperienza a tal punto che l’Italia non mi manca per niente, ma sono felice di avere queste origini.
    A volte penso che l’Italia è miglior paese dove nascere.

    Però sono incazzato con la politica italiana che non valorizza il nostro paese e i suoi cittadini.
    Pertanto se qualcuno decide di lasciare l’Italia a mio avviso fa bene.
    Abbiamo quasi tutto e potremmo veramente essere una grande potenza internazionale… invece poco viene fatto.

    пока

    Andrea

  13. vincenzillo ha detto:

    andrea, mi fa piacere sentire qualche voce positiva e sono contento per te.

    Sento sempre più gente dire che all’estero noi italiani siamo apprezzati e che possiamo avere esperienze anche molto buone.

    In quest’ottica, andare via dall’Italia è pienamente legittimo. Anche avercela con la politica italiana è pienamente legittimo. Infatti è vero che la politica italiana non è ancora capace di riconoscere e valorizzare appieno le potenzialità dell’Italia e degli italiani.

    Ma la società si sta muovendo e, malgrado la paralisi causata da decenni di immobilità, io voglio credere che prima o poi le cose miglioreranno. Per chi rimane qui, c’è "solo" da tener duro.

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