L'intellettuale spernacchiato

"Fabio Volo non è uno scrittore".
"Silvio Berlusconi non è un politico".
L’intellettuale italiano dixit.

Fabio Volo vendette più di Dan Brown.
Silvio Berlusconi prese voti a milionate.
La realtà italiana dixit.

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10 commenti su “L'intellettuale spernacchiato

  1. T0pGun ha detto:

    – premessa:

    mi piace molto Fabio Volo, lo leggo ed ascolto i suoi Podcast.
    sono intollerante ad ilvio ed alla destra attuale, non mi piace per niente.
    non mi piace, come non mi piace la ridicola non opposizione che c’è.

    fatta questa premessa,
    la qualità di uno scrittore non si vede da quante copie vende,moccia pure vende qualche copia ma non lo ritengo (al meno per quel tipo di romanzetti, poi se ha scritto altro alzo le mani ed ammetto la mia ignoranza) un buono scrittore per questo.

    ilvio ha preso i voti, tutto il resto sono chiacchiere da donnicciuole.
    smettiamola di fare polemicucce da settimanale gossipparo.

    i magistrati facessero i magistrati,l’opposizione costruisse un alternativa valida, i giornali continuino a fare quello che devono fare senza essere tacciati di essere di parte (grande sciocchezza perché una testata giornalistica deve raccontare i fatti oggettivamente e poi evidenziare il suo punto di vista, in base alla propria linea editoriale[secondo me]).

    In conclusione,
    mi fa sempre piacere leggere qualcuno che ha cervello e buon senso(a prescindere se c’è indentità di vedute oppure no), sapere che esiste ancora gente sana (di mente)

    bel post.

  2. ipitagorici ha detto:

    Beh Fabio Volo non è uno scrittore, altrimenti Neri Parenti sarebbe un regista e Ciro Ferrara un allenatore 🙂

  3. vincenzillo ha detto:

    top, grazie.
    Tu però citi la "qualità" e parli di "buono scrittore". Discorso interessante, ma è già un altro livello, più raffinato. Qui io invece metto a fuoco un aspetto più grezzo, più basilare. Per l’intellettuale italiano, saper raccontare una storia e vendere non sono requisiti sufficienti per essere uno scrittore. Bada, non dico un "buono scrittore", ma semplicemente uno scrittore. Così come il prendere voti non è sufficiente, non per essere un "buon politico" o un "buono statista", ma semplicemente un politico. Perché? Perché l’intellettuale che scrive per le pagine culturali ha la mania – un po’ sovietica, per la verità – di distribuire patenti: per la patente di scrittore si metta in fila qui, per la patente di politico è quell’altro sportello. Un vezzo che viene con una certa idea settaria del potere.

    bruno, hehe, lascia stare ciruzzo che ieri mi ha dato un grosso dispiacere.

  4. ipitagorici ha detto:

    Sono d’accordo ma fino ad un certo punto.
    Nel senso, basta pubblicare e vendere per essere uno scrittore, un musicista, un cineasta ?
    Se il livello di quello che fai è davvero basso, secondo me, non meriti le qualifiche di "scrittore, musicista e cineasta".

    Ti metto 3 esempi : Moccia, Carla Bruni, Baricco.

  5. anonimo ha detto:

    E chi è Don Brown? Uno scrittore?

  6. vincenzillo ha detto:

    bruno, "basta pubblicare e vendere per essere uno scrittore, un musicista, un cineasta?"
    Sai, quando si tira fuori la questione del "livello", si entra nella questione del giudizio critico. In base a cosa si dà il giudizio? E’ soggettivo? E’ oggettivo? Quali sono i parametri? Chi è che giudica? Chi ti dà, metaforicamente, il patentino di "bravo scrittore"? Una società letteraria, di autori e critici, che ti riconosce come uno di loro, o addirittura superiore a loro? O misuri l’amore del pubblico? O basta la convinzione soggettiva di chi scrive? O quanto crede in te l’editore? Come vedi, tantissimi fattori, che in ogni autore si mescolano in gradazioni diverse. La storia della critica letteraria e quella del mercato editoriale sono ricche, affascinanti e istruttive.

    Ma il punto di fondo, secondo me, è che se sai raccontare una storia sei uno scrittore. Se riesci a esprimere con le parole ciò che altri esseri umani sentono ma non sanno dire, sei uno scrittore. Il giudizio del "livello" viene dopo.

  7. vincenzillo ha detto:

    #5, come dice la nota canzone: "Don Brown giace nella pentola a pression / ma l’anima vive ancoooor!"
    Ops, quello era John Brown.

  8. T0pGun ha detto:

    in effetti è vero.
    Se sai scrivere e raccontare quello che gli altri sentono, sei uno scrittore.
    condivido questo punto.

    sul "livello" e sul "in base a che cosa si da il giudizio"….pure.

    sono andato troppo avanti 😛

  9. ipitagorici ha detto:

    Effettivamente è un discorso più ampio, da approfondire meglio.
    Però Moccia, per me, non può appartenere alla stessa categoria di Buzzati, Hesse o anche del sopravvalutato Baricco.
    Così come Carla Bruni non può far lo stesso lavoro di Paolo Conte.
    O Cirone Ferrara quello di Gasperini o Ancelotti 🙂

  10. vincenzillo ha detto:

    bruno, su Carla Bruni e Sarkò ho visto in Francia delle bellissime strisce di satira, dove lei era sempre a letto che strimpellava e gracchiava da par suo, con le poppe al vento. In una striscia, Sarkò usciva dalla camera, geloso e sospettoso, ma parlando al cellulare rivelava un’informazione segreta. Udita e prontamente sfruttata dal suo rivale politico, che alla fine sbucava da sotto il letto sul quale la bella Carlà continuava a strimpellare e gracchiare ispiratissima…

    E lascia stare ciruzzo, che non gliene va bene una, ultimamente, povero guaglione!

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