Guarda un po': il riscaldamento del pianeta non è colpa nostra

al-gore-academy-awardsUn documentario della CNN di 25 minuti con scienziati che smontano le panzane più grosse sul riscaldamento globale. Quelle che ormai – dopo essere state divulgate dal premio Nobel Al Gore – sono state fatte passare tranquillamente per verità inconfutabili in tutti i tg delle 20.30, per intenderci.
Una la devo proprio anticipare: l’aumento di CO-2 è una CONSEGUENZA dell’aumento delle temperature. Sì, avete letto bene. Quindi è vero esattamente il contrario di ciò che dicono i catastrofisti. Le temperature aumentano (e diminuiscono) indipendentemente da noi.
Ma le sorprese non sono finite…
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12 commenti su “Guarda un po': il riscaldamento del pianeta non è colpa nostra

  1. profondoblog ha detto:

    In un film di woody allen (il dormiglione) nell’anno 2100 gli scienziati ridono del fatto che nel 1970 dicevano che i dolci, le creme pasticcere, le sigarette facessero male: infatti poi, nel 2100, hanno smentito tutto. Quindi: ogni cosa che viene detta non ha fondamenti certi.

  2. LucaMySelf ha detto:

    Ma certo!

    Il riscaldamento è una CONSEGUENZA del riscaldamento globale, lo sanno tutti. Proprio come noi siamo la CONSEGUENZA dello smog! Io ci sono stato in Amazzonia e la verità l’ho vista: sono gli alberi ad abbattere le persone…

    Logico no? Inconfutabile.

  3. vincenzillo ha detto:

    profondoblog, "ogni cosa che viene detta non ha fondamenti certi."
    Sai, dalla scienza uno si aspetterebbe qualcosa di più. Da anni ci spacciano certe bufale per verità assolute e in più ci chiedono pure interventi politici ed econimici costosissimi. Quindi, quando si scopre che sono proprio bufale, allora vanno tratte le debite conseguenze.

    lucamyself, non è difficile, se ti concentri ce la puoi fare anche tu: l’aumento della CO-2 non è la CAUSA, bensì la CONSEGUENZA dell’aumento delle temperature. Ciò significa che le temperature aumentano e diminuiscono indipendentemente da noi. Ripeto il concetto nel caso ti fossi distratto: indipendentemente da noi. Quindi, le teorie di Al Gore, il protocollo di Kyoto etc. sono tutte bufale, sono inutili e soprattutto inutilmente costose.

  4. reginadistracci ha detto:

    Basta pensare che la temperatura si è alzata relativamente anche negli altri pianeti del sistema solare. Questo innalzamento simultaneo ha una causa semplicissima: l’intensficazione dell’attività solare. Ma di argomenti contro le balle ambientaliste-malthusiane ne ho raccolti a decine, non c’è spazio per elencarli tutti. Il problema è che la gente vuole credere alle balle ambientaliste. Dietro l’ambientalismo, infatti, c’è una visione dell’uomo molto diffusa, che discende dal darwinismo. Darwin ha liberato l’uomo da Dio, affidando al caso il ruolo di creatore della vita. Ma liberandosi di Dio, paradossalmente l’uomo si abbassa al livello degli altri animali. E se l’uomo è solo un animale, deve ridurre tutte le attività (industriali, scientifiche ecc.) che lo distinguono dagli altri animali, andando a vivere nelle foreste in armonia con la natura. In quest’ottica,  la civiltà in se stessa diventa qualcosa di innaturale e malvagio che allontana l’uomo dalla natura e distrugge Gea, la buona madre terra. Alla trasmissione Tatami, alcuni mesi fa, un ambientalista americano ha consigliato a tutti di…. STERILIZZARSI in quanto la razza umana sarebbe "incompatibile con l’ecosistema". Infatti, ambientalismo e  maltusianismo sono due facce dela stessa medaglia.  A questa gente io dico: no, grazie, io mi tengo la civiltà, mi tengo la Bibbia. Infatti nella Bibbia Dio mette l’uomo al di sopra di tutte le bestie e ordina: "Crescete e moltiplicatevi". E così si capisce la natura intrinsecamente anti-cristiana dell’ambientalismo.
    Con questo, non voglio dire che non bisogna rispettare la natura e tenere pulito l’ambiente, ci mancherebbe solo. Non voglio nemmeno dire che tutti gli ambientalisti sono dei fanatici. Molti ambientalisti sono equilibrati e dicono cose sensate. Ma al fondo dell’ideologia ambientalista c’è questo nucleo ideologico anti-umano.

  5. ernestoA ha detto:

    Regina, il tuo legame tra darwinismo e ambientalismo è una delle analisi più strampalate che abbia mai sentito, ed è evidentemente frutto della tua volontà di riportare tutto ciò che non ti piace alla malvagia pianta del darwiniana, a causa della quale "l’uomo si abbassa al livello degli altri animali". E l’idea di progresso che, dall’800 in poi (guarda caso l’epoca di Darwin) ha improntato di sé tutta la civiltà occidentale dove la mettiamo? e il tenace, costante sforzo dell’occidente verso la costruzione di un mondo urbano e industriale? altro che ritorno alla natura, il paradigma culturale fino ad anni ancora relativamente recenti connotava la scienza e la tecnologia – e lo sforzo di migliorare, superare, sottomettere la natura – in modo fortemente positivo. io sono cresciuto con quel paradigma, secondo il quale – lungi dall’essere un animale che bramava di tornare alla natura – l’uomo era il signore del cosmo, nel senso che si riteneva che avrebbe potuto estendere all’infinito l’orizzonte delle sue conoscenze scientifiche. il capovolgimento del paradigma e il passaggio all’attuale, secondo il quale l’uomo è sostanzialmente la malattia della Terra, avvenne per gradi a cominciare dagli anni settanta (del ‘900), quando alcuni divulgatori "scientifici" cominciarono a prevedere l’esaurimento di questa o quella materia prima, e a segnalare il rischio dell’esplosione della "bomba demografica" che avrebbe portato all’ "esaurimento delle risorse del pianeta."  negli anni ’80 il tema su cui il movimento in via di affermazione era il "buco dell’ozono". a poco a poco questa idea dell’uomo come parassita sfruttatore del pianeta Terra ebbe la meglio, per poi dilagare senza più freni adesso che il global warming viene imputato alle emissioni di co2 di origine antropica. ora del paradigma "progressista" non resta più nulla, si tende a rappresentare l’uomo e il suo sviluppo come una iattura per il pianeta e si vagheggia della "natura" come di uno stato ideale che noi, umani rompiscatole saremmo venuti a turbare. ed esiste tutto un filone ecologista che sostiene che la cosa migliore sarebbe l’estinzione della razza umana: è l’ennesima incarnazione dell’odio occidentale di sè (i non occidentali non ci pensano minimamente a queste scemenze). insomma, è triste che l’uomo si consideri alla stregua di un parassita del pianeta, ma Darwin proprio non c’entra nulla. Darwin faceva parte di un altro mondo, un mondo che l’uomo ancora governava con la forza della sua volontà e del suo intelletto.

  6. reginadistracci ha detto:

    Io non voglio ricondurre tutto a Darwin. Come ho detto e ripetuto più volte, io considero la teoria di Darwin come la conseguenza ultima di tutta la filosofia che c’era prima (oltretutto, secondo uno studio recente Darwin era una specie di plagiario: rubò la teoria della selezione naturale dal naturalista Wallace, che gli aveva spedito il suo manoscritto, e attinse a piene mani alla filosofia di Spencer, il primo a parlare di "sopravvivenza del più adatto"). L’idolatria della "Natura" come fonte di tutti i valori è di molto precedente a Susan Sontag, è pure molto precedente al plagiario Darwin. questa idolatria appartiene all’illuminismo. Il grande studioso dell’illuminismo Ernest Cassirer mette in luce che nel diciottesimo secolo la "Natura" è invocata come alternativa alla "religione" di cui ci si vuole disfare. Nel linguaggio illuminista, "naturale" e "ragionevole" sono sinonimi. Parafrasando Hegel, "Ciò che è naturale e razionale, ciò che è razionale è naturale".
    Guarda Rousseau, col suo culto del "buon selvaggio" e il suo odio verso la civiltà, e guarda De Sade. Già Horkeimer e Adorno, nella loro celebre analisi dell’illuminismo, misero in luce delle sconcertanti analogie fra il linguaggio di De Sade e il linguaggio di Darwin. Per non parlare di Nietzsche, che nei suoi scritti (spoecialmente nell’Anticristo) cita apertamente Darwin. Nella "Geneaologia della morale", si scaglia contro la "morale da schiavi" di Cristo in nome di una morale degna dei forti. Insomma, Nietzsche vuole la "legge del più forte", che trae esplicitamente dal concetto di "lotta per la sopravvivenza" e "sopravvivenza del più adatto".
    Dunque io non voglio ricondurre tutto a Darwin. Voglio ricondurre tutto all’illuminismo. Lì io trovo l’origine di tutte le contraddizioni moderne. Ecco la suprema contraddizione illuminista: vuole liberare l’uomo da Dio, per renderlo Dio, e in realtà lo abbassa al livello della scimmia. Quindi tutta la cultura post illuminista è attraversata da questa contraddizione: da una parte tensione prometeica alll’illimitato progresso industriale e scientifico (che implica anche la devastazione scriteriata dell’ambiente), dall’altra un anelito alla natura primordiale che equipara l’uomo agli animali. Ora, l’illuminismo non può trovare un equilibrio fra questi due eccessi contrari. E così, come un pendolo, ora domina un eccesso, ora un altro. Dagli anni Settanta domina l’eccesso anti-umano ambientalista. Oviamente, io ho una opinione precisa, che non pretendo venga condivisa. La mia opinione è che l’equilibrio fra natura e progresso industriale può essere trovata solo nel Cristianesimo.
    P. S. L’ambientalismo moderno parla un linguaggio maltusiano: "siamo in troppi, stiamo consumando tutte le risorse". Ebbene, è significativo che Darwin dichiari esplicitamente si avere elaborato la sua teoria dopo avere letto Malthus. Ecco il darwinismo in sintesi: siccome le risorse sono limitate, solo i più adatti devono sopravvivere.

  7. anonimo ha detto:

    ci risiamo vinz..  🙂
    scusa, solo una battuta amichevolmente polemica: ma se tu non credi a (la maggioranza degli) scienziati, perchè mai dovresti credere a quello che dice la (minoranza degli) scienziati del documentario della CNN? O ci credi o non ci credi alla scienza.. o tu hai fatto delle ricerche di cui il mondo scientifico e noi tutti siamo ancora purtroppo all’oscuro??  😀
    Ivan

  8. vincenzillo ha detto:

    ernesto,
    regina,
    per me il vero punto sull’ambientalismo è proprio quell’idea di progresso che dall’800 impronta di sé la civiltà occidentale. Di quell’idea fa parte il darwinismo, ma anche il maledetto Ruosseau, ma anche Kant e l’illuminismo, ma anche Hegel, ma anche il positivismo, ognuno a suo modo. Di quell’idea fa parte l’inurbamento ma anche, paradossalmente, il suo opposto, il "ritorno alla natura". In che senso? Nel senso che quell’idea di progresso non prevede una "sintesi", una "organicità", una "continuità", tra la tecnica e la natura. Natura e tecnica vengono visti come due assoluti, e se il sogno del positivismo era l’EMANCIPAZIONE DALLA NATURA tramite la tecnica, è comprensibile che, una volta naufragato malamente quel sogno, l’uomo si disamori del falso liberatore (la tecnica) e rivaluti ciò che precedentemente aveva voluto abbandonare troppo precipitosamente. Così, oggi, l’uomo sogna una altrettanto irrealistica EMANCIPAZIONE DALLA TECNICA per tornare alla natura. Una natura, però, mai esistita, edulcorata, vista come età dell’oro, riconquistabile tramite la fuga dalla città, i prodotti bio, slow food, il contadino buono. Miti che cascano a fagiuolo per tutti coloro che avversano la forma di economia accusata di aver portato fuori strada l’umanità: il capitalismo. La verità è che oggi l’uomo non sa più incontrare la natura, bensì solo il suo feticcio. Il feticcio costruito durante più di cento anni di fede cieca nel progresso.
    In altre parole, così come l’uomo si era illuso di poter creare un proprio mondo totalmente artificiale, oggi si illude, vuole illudersi, che la perfetta naturalità sia la vera panacea, la soluzione a tutti i mali e a tutte le storture della tecnica, dell’economia e perfino della società. E’ su questo sentimento, nutrito spesso in buona fede dalla gente, che fa leva, ipocritamente, l’ambientalismo alla Al Gore.

  9. vincenzillo ha detto:

    ivan, io credo agli scienziati che sono contro le teorie di Al Gore e dell’Ipcc per due motivi: 
    1.si accordano meglio con il buon senso.
    2.si accordano meglio con ciò che ho imparato al liceo scientifico.

    Peraltro, sempre amichevolmente, ti ricordo che eri mio compagno di banco, quindi dovresti sapere anche tu le stesse cose 🙂

    Ti segnalo poi, se ti interessa approfondire, o almeno farti venire qualche dubbio su certo ambientalismo:
    -il blog di Piero Vietti sul Foglio: cambi di stagione.
    -Il blog di nullius nella barra dei miei link.
    -Il blog di reginadistracci, sempre nella mia barra.

    Infine, va bene che è una provocazione, la tua, ma perché mi parli di "maggioranza" e "minoranza" degli scienziati? Per me la scienza o è buona scienza o è cattiva scienza. Peraltro, se gli scienziati sono divisi, chi di loro rappresenta "la scienza", per te?

  10. anonimo ha detto:

    mah, anche per me quello in cui credo si basa sul buon senso.. aprire la finestra la mattina e leggere quello che mi succede accanto.. anche perchè io non sono scienziato, quindi non ho altro che questo.. e le nozioni imparate al liceo sono un pò troppo rinascimentali credo..  🙂
    ps: per me la scienza la rappresenta la maggioranza, se il tema non è provabile con  pistola fumante.
    ma aggiungo un’altro fattore, che credo molto significativo: il costo economico. Tu fai bene a sottolineare il costo economico legato al cambiamento invocato. E’ notevole. Anche se in parallelo come saprai si sono sviluppate fiorenti economie che si legano alla rivoluzione verde, ultima in italia la proliferazione dei produttori/venditori di impianti ad energia solare per case/uffici. Ma al di là di questo, mi sembra che un esempio sia illuminante: la macchina ad idrogeno. Questa sarebbe sicuramente un salto in avanti notevole, ma nessuno se l’è filata per quattro decenni, perchè le lobbies petrolifere e automobilistiche hanno bloccato il processo. Ora, gli investimenti collegati all’implementazione del motore ad idrogeno sono poca cosa confronto al sacrificio richiesto per rimetterci in carreggiata e non distruggere il pianeta; ciò nonostante, il discorso viene recepito a livello di comunità scientifica, di governi, di cittadini, a livello globale. In un mondo ormai quasi senza dio, dove l’economia decide, beh, è un risultato poderoso. Indice ulteriore del fatto che o la maggioranza dei cittadini del pianeta sono deficienti, o qualcosa di estremamente grave da correggere c’è. Le lobbies sono ben famose per non cedere davanti a un nichelino improduttivo. Se si piegano, cina inclusa, beh, uno spazio almeno al dubbio fossi in te lo riserverei.. 
    ivan

  11. anonimo ha detto:

    Scusate, non vorrei disturbare un si’ dotto dialogo meteorologico.
    La mia ignoranza in materia mi lascia privo di un’opinione precisa. Non parliamo poi del poderoso affresco filosofico di Vincenzo che sembra – dico, sembra, neh? – rimandarci tutti ai bei tempi dell’ancien regime.
    L’unica cosa di cui sono certo è che le risorse non sono illimitate, neppure quelle rinnovabili.

    Mi chiedevo invece se reginadistracci si sia resa conto di aver  dimenticato questo in bagno.

    Baci a tutti
    Franco

  12. vincenzillo ha detto:

    ivan, "rimetterci in carreggiata e non distruggere il pianeta".
    Bah. Nei blog che ti ho segnalato c’è anche qualcosa a proposito dell’allarmismo come tecnica di comunicazione portata avanti dagli ambientalisti, dagli anni 70 in poi, almeno. Da "Il mondo si congelerà domani!" a "Il mondo si scioglierà domani!" il passo è insospettabilmente breve (vedi in particolare il blog di Piero Vietti). 
    Altra cosa, invece, sono le vere questioni ambientali: inquinamento, smaltimento dei rifiuti etc.

    franco, in estrema sintesi io dico che l’errore del positivismo è stato di avere assolutizzato il progresso, identificandolo con l’emancipazione dell’uomo dalla natura tramite la tecnica; e che l’errore dell’ambientalismo è di limitarsi a rovesciare i termini, demonizzando la tecnica (industria + capitalismo). Per me sarebbe il caso, invece, di cercare l’organicità, o quantomeno di indagare il rapporto tra uomo, natura e tecnica, su basi diverse. Posso chiederti perché mai tutto ciò sarebbe "ancien regime"?

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