A sua immagine e somiglianza

michelangelo_creazionejohnny-depp

Che differenza c’è tra le due immagini? Facile: a sinistra, nella Cappella Sistina, c’è un uomo, Adamo, e c’è Dio che per amore gli dona la vita. A destra invece c’è solo un uomo, il divo Johnny Depp. Divo, appunto, cioè uomo divinizzato. Ebbene, oggi, grazie alla fecondazione artificiale, abbiamo fatto un passo ulteriore rispetto ai tempi in cui Mircea Eliade identificò i divi come i nuovi miti che incidono profondamente nella nostra realtà contemporanea. Oggi la gente può coltivare la speranza di avere un figlio identico a loro. E non serve nemmeno il loro intervento diretto, la loro unzione, il tocco dei loro polpastrelli o la loro fecondazione tramite un rituale di accoppiamento (a cui molte donne che conosco si sottoporrebbero volentieri). Basta, invece, un mero sosia che, per soldi, venda il proprio seme ai medici del laboratorio californiano che, per soldi, lo venderà alle coppie etero o alle coppie gay o alle mamme single o ai papà single o agli uteri in affitto che da qui all’eternità ne potranno fare richiesta. E Dio? Sembra che ancora non si sia presentato nessun sosia. Del resto, dopo i Dieci Comandamenti (1956) la sua stella si è un po’ eclissata. E poi, si sa, tutti i suoi sosia sono in clinica psichiatrica.
L’articolo del Giornale con la notizia (qui).

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