La meravigliosa epopea del petrolio

petrolio21Tra i vari ritagli dei giornali di agosto, quello che mi è rimasto nel cuore è un lungo pezzo firmato da Carlo Stagnaro che parla dell’oro nero. Per uno come me, nato e vissuto in mezzo alle automobili e alla plastica – nonché attento telespettatore di Dallas – c’è di che stupirsi e di che riflettere, nell’epopea che circonda la fonte energetica più importante del nostro tempo. Che è il tempo della velocità e, soprattutto, della libertà. Credo di essermi improvvisamente affezionato alla fonte di energia più odiata dagli ambientalisti. Quasi quasi edifico un altare al "dio della mobilità", per usare l’espressione di Stagnaro:

le sue caratteristiche, vale a dire l’alta densità energetica e il trovarsi allo stato liquido, si sposarono con le invenzioni di Nikolaus Diesel, Karl Benz, e tutti quelli che contribuirono a sviluppare e perfezionare il motore a combustione interna. Sebbene, cioè, il petrolio abbia svolto e possa svolgere pressoché tutte le funzioni che si possono chiedere a una fonte energetica, esso è soprattutto il carburante dell’automobile. Il dio della mobilità.

Io l’ho letto sul Foglio cartaceo, ma fortunatamente l’ho trovato anche tra le carte virtuali dell’Istituto Bruno Leoni (qui).

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