Il razzismo dell'ONU e delle ONG

handout-ngo-forumQuesto poster è di una ONG ed era bene in vista durante una conferenza dell’ONU.
Dice: “Se avessi vinto io? Di positivo c’è che non
esisterebbero né Israele né spargimento di sangue palestinese”.

Da persona nata e cresciuta in occidente negli ultimi 30/40 anni, pensavo che la propaganda antisemita non fosse più lecita. Anzi, che fosse addirittura illegale. Roba da conventicole neonaziste, da sfigati nostalgici di Hitler. Che ingenuo. La propaganda antisemita c’è eccome, e sapete chi la fa? L’ONU. L’ONU??? Sì, proprio l’ONU, l’istituzione nata dopo la guerra per fare in modo che orrori come la shoah non fossero più possibili, oggi fomenta l’odio contro Israele e contro gli ebrei. Lo testimonia, tra le altre cose, il poster di una delle ONG – non sono riuscito a scoprire quale – che si spacciano per paladine dei diritti umani, ma che in realtà propagandano idee esplicitamente antisemite. Questo poster era bene in vista durante la conferenza organizzata dall’ONU a Durban l’anno scorso. Naturalmente, il tema era proprio il razzismo. In pratica, dice che Hitler qualcosa di buono lo avrebbe pur fatto, alla fine, sterminando tutti gli ebrei. Complimenti a loro e ai creativi che hanno messo il loro genio al servizio di questo schifo ideologico.

Ne parla Giulio Meotti sul suo blog (qui) e un altro blogger (qui), il cui blog può essere usato come punto di partenza per scoprire tante altre cose interessanti, come questa (qui).

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8 commenti su “Il razzismo dell'ONU e delle ONG

  1. ipitagorici ha detto:

    scandaloso questo volantino, anche per l’organo che lo emana…

    Bruno.

  2. Censorina ha detto:

    Sto comprendendo un pò per volta che non è per niente facile interpretare la realtà così, come ci viene proposta. Da persona semplice (anche se con una certa istruzione) ho sempre creduto che le parole servissero per spiegare, ma mi sto accorgendo che molte volte servono per nascondere. Lo comprendo da post come il tuo e altri che vanno a fondo delle situazioni.
    Una cosa che mi ha sconvolta un pò in questi giorni è l’ aver letto che le ONG e anche quelle governative usano solo una minima parte dei fondi loro donati per aiutare le popolazioni. Sarà vero? Io do un aiuto mensile fisso a una di queste, peraltro di nascosto da mio marito che è sempre stato contrario.
    Ora mi sto chiedendo: quanti daranno ancora contributi dopo queste notizie?
    Scusa se ho spostato un pò l’ argomento, ma volevo conoscere il tuo pensiero.

  3. PV64 ha detto:

    Eh eh… sull'”ARTE della Provocazione” tu potresti tenere dei Master alla Sapienza….!!
    ciaoooo
    :-DD

  4. vincenzillo ha detto:

    bruno, già.

    paola, sulle ONG il discorso è interessante ma sterminato, anche perché non sono tutte uguali. Certo non è facile capire fino a che puno ci si possa fidare di loro. Io, in generale, per natura e per esperienza diffido dalle persone chi mi si presentano dicendo che sono buone e giuste, quindi sono contento quando si fa chiarezza sull’ideologia e anche sui bilanci delle ONG. Tante ONG si sono costruite nel tempo la loro immagine di “paladine degli oppressi”, dove gli “oppressi” sono le popolazioni più povere e gli “oppressori” sono i governi occidentali e le multinazionali, cioè i ricchi. Questa visione da Robin Hood è falsa, distorta. Non che i governi e le multinazionali siano dei santi, naturalmente, ma i primi veri responsabili delle popolazioni più disagiate sono i loro stessi governanti, gente spesso corrotta e spregevole. Ebbene, le ONG spesso e volentieri finiscono per appoggiare dittatori e dittatorelli, o fingono di non vedere gli orrori dei terroristi, e contemporaneamente gettano fango sull’occidente. Facendo il gioco di tutti quei farabutti.
    Il conflitto tra Israele e i palestinesi è un esempio lampante. I palestinesi, in quanto poveri, sono considerati automaticamente nel giusto. Gli israeliani, invece, essendo ricchi, sono considerati automaticamente nel torto.

    PV, e tu sull’arte della vignetta!

  5. anonimo ha detto:

    a proposito di ONG, mi permetto di segnalare il mio post sul bel libro di Linda Polman, “L’industria della solidarietà“. casca, come si diceva un tempo, a fagiuolo.

    ernesto unlogged

  6. vincenzillo ha detto:

    ernesto, se la metti così, allora mi permetto a mia volta di segnalare una tua opera in cui è rintracciabile un chiaro riferimento, seppure virato sul grottesco, all’operato delle ONG: il tuo romanzo I compagni del fuoco (che in libreria non c’è più, che volevo regalarlo a un amico un mese fa e non ho potuto!)

  7. anonimo ha detto:

    beh, se a Milano non si riesce ad averne una copia siamo messi bene…

    ernesto

  8. vincenzillo ha detto:

    ernesto, non escludo che ordinandolo mi sarebbe arrivato, ma non ho neanche chiesto perché mi serviva subito. un instant gift.

Per 6 mesi questo blog assume la presidenza dell'Ue. Sono ammessi solo commenti sinceramente europeisti

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