La sentenza dello zio Gaspare

PISSLa sentenza è inappellabile e beffarda: “La sinistra si è dissolta come la pisciazza di Giufà”.
A emetterla, mio zio Gaspare. Uomo, anzi siciliano, di sinistra. Di più. Un siciliano di sinistra deluso. Perché specifico che è siciliano? Perché per apprezzare fino in fondo la sua sentenza – e capire perché ieri pomeriggio noialtri siamo finiti sotto il tavolo da giardino per le risate – bisogna conoscere qualcosa della cultura, del clima e della lingua siciliana. Per esempio bisogna sapere che Giufà è un personaggio della cultura popolare, descritto meravigliosamente dalla seguente definizione: “Giufà: una ne pensa, cento ne fa”. Poi bisogna ricordare che in Sicilia fa molto caldo, specie quando soffia lo scirocco. Quindi viene naturale immaginarsi la soddisfazione dipinta sul volto del nostro Giufà mentre svuota la vescica controvento, incurante degli schizzi, con il torrido alito dell’Africa che fa evaporare all’istante le gocce cadute sulle erbacce secche, sulle zolle spaccate, sui piedi sporchi, sulla tela dei pantaloni indurita dal sole. Infine, va notata la sfumatura decisiva. Non bastava accostare l’immagine bassa dell’urina al destino di quella parte politica che per decenni si è arrogata la difesa non solo degli interessi dei lavoratori, ma di qualcosa di ancora più nobile: la giustizia. La giustizia in sé. Non bastava nemmeno abbassare ulteriormente l’urina a “piscia”. No. Alla piscia viene aggiunto pure il dispregiativo: "pisciazza"! Grazie zio, solo un siciliano poteva arrivare a tanto.

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Su Gheddafi mi sbagliavo

Avevo scritto nel post precedente (qui) che la Libia non è un paese democratico e che non ha grandi prospettive di diventarlo in futuro. Mi sbagliavo. Alla Libia non serve diventare democratica, perché lo è già da lungo tempo. E’ molto più democratica dell’Italia e degli altri paesi occidentali. Sì, ha sostenuto e tuttora difende il terrorismo, ma democraticamente. Sì, è antisemita, ma democraticamente. La democrazia rifulge nel discorso pronunciato da Sua Altezza all’Università La Sapienza di Roma, sotto lo sguardo compiaciuto del rettore della Sapienza. Da certa gente abbiamo solo da imparare.
Qui c’è il post di ernesto, che cita l’ottimo articolo del Corriere sul grande discorso.