L'accusa preventiva di razzismo

gad lernerIn piazza e in tv l’insulto non è più “Capitalista!”, ma “Razzista!”. Per la gioia di terroristi e scafisti.

Qui da noi, in occidente, l’accusa di razzismo è un’arma molto potente. La sua potenza sta tutta nelle immagini evocate, veri e propri mostri che si agitano nella nostra coscienza: le sanguinose battaglie civili americane, l’olocausto, Hitler. Fuori dall’occidente, invece, non è così per tutti. Per i fondamentalisti islamici, che negano l’Olocausto e sono razzisti contro gli ebrei, l’accusa di razzismo è solo uno strumento retorico, che hanno imparato da noi e che usano efficacemente contro di noi.

Ma partiamo dalla nostra piccola, cara Italia. Un’arma così potente andrebbe maneggiata con cura, e invece c’è chi ne fa uno strumento di propaganda politica. L’emblema di questo atteggiamento è Gad Lerner. Lo prendo come emblema, ma anche come caso paradossale. Infatti, pur essendo ebreo e occidentale, e quindi vittima sia del razzismo sia dell’anti-occidentalismo, continua imperterrito a dare una mano ai suoi carnefici.

L’accusa di razzismo è uno dei cardini retorici delle sue uscite pubbliche e del suo programma tv per intellettuali di sinistra. Per Gad e i suoi affezionati, se hai qualcosa da eccepire sui comportamenti di certi immigrati, o sull’immigrazione senza limiti, sei un razzista. Essi sanno bene che l’accusa di razzismo ha delle conseguenze. Vediamo quali. Sul piano personale, ti inibisce. Ti fa sentire sporco e cattivo. Oppure ti fa incazzare. Oppure ti fa sprecare tutto il tempo del tuo intervento in tv solo per discolparti da un’accusa infondata.

Poi c’è il piano culturale, strettamente legato. Finché ci si sente sporchi e cattivi, è difficile uscire dall’isolamento, mettersi insieme ed elaborare un pensiero diverso da quello dominante in campo culturale. A questo problema, per fortuna, sta ponendo rimedio la politica. Nel tempo, infatti, le vittorie di Lega, An, Fi, hanno segnalato con forza che c’è una parte del paese che non ne può più della religione di Gad Lerner.

A tutta questa gente deve essere data un’alternativa. Chi è giustamente incazzato deve trovare un riconoscimento sociale e politico. Altrimenti lo sbocco naturale sarà la violenza. Strano che a non capirlo siano proprio quelli che in passato si sono battuti così strenuamente per i più deboli, per i senza tutele, per il proletariato. Strano che non vedano in Francia, in Inghilterra e in Olanda il fallimento del multiculturalismo fondato sul relativismo. Non sarà, forse, che la loro cecità sia dovuta ai loro vecchi schemi ideologici? Più che un dubbio, una certezza.

Serve, invece, un pensiero che sradichi il presupposto falso, ideologico, che ammorba da decenni il nostro dibattito pubblico e le nostre scuole: noi siamo i colpevoli, gli immigrati sono le vittime. Quindi loro hanno tutti i diritti di venire qua e reclamare la loro parte. Loro hanno perfino il diritto di diventare terroristi e di ammazzare occidentali e israeliani. Viceversa, noi a loro non possiamo chiedere nulla. Sono nostri creditori da qui all’eternità. E così, per esempio, fermare l’orrendo commercio di uomini tra la Libia e l’Italia sarebbe ingiusto. Fare sloggiare chi occupa abusivamente appartamenti che spettano a italiani sarebbe ingiusto. Impedire che vengano assegnati posti all’asilo a figli di clandestini sarebbe ingiusto.

Al fondo di questa idea ci sono i rimasugli della vecchia strategia dell’U.R.S.S., che aveva capito bene come sfruttare la sinistra occidentale come proprio cavallo di Troia. Il messaggio dell’U.R.S.S. era semplice e chiaro: il capitalismo è la radice di tutti i mali. Il capitalismo genera tutte le guerre e tutte le ingiustizie del pianeta. A quei tempi, la soluzione proposta era la rivoluzione comunista, che avrebbe portato alla “Pax sovietica”. Oggi sono cambiati i musicisti, ma la musica è sempre la stessa. L’U.R.S.S. non c’è più. I rivoluzionari, quelli veri (Cuba etc.), sono in triste declino (ma non innocuo, purtroppo). I rivoluzionari finti, i salottieri, i fighetti, sono diventati tutti terzomondisti, ambientalisti, pacifisti, equi & solidali etc.

E chi c’è, oggi, al posto dell’U.R.S.S., in funzione anticapitalista? Il fondamentalismo islamico. I fondamentalisti islamici negano l’Olocausto. Del razzismo, di per sé, non gliene importerebbe nulla. Anzi, essendo razzisti loro per primi contro gli ebrei, sarebbe meglio che stessero zitti. E invece, infiltrandosi tra gli immigrati loro compaesani, fomentano l’odio contro di noi. Parlano, gridano, accusano. E indovinate chi fa da cassa di risonanza? L’Onu. Ma su questo tornerò in altro post. E oltre all’Onu, naturalmente, Gad e i suoi soci. Che non ci urlano più “Capitalista!”, ma “Razzista!”.
Per la gioia di terroristi e scafisti.

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6 commenti su “L'accusa preventiva di razzismo

  1. xunder ha detto:

    Ciao Vince
    purtroppo l’odio ideologico è perseguito con straordinaria lucidità. Non sono cechi, altrochè. Devono odiare qualcuno per sopravvivere. pensa che la sinistra comunista ormai è attaccata al mito della resistenza perchè il resto (operai in primis) non li controllano più.

  2. vincenzillo ha detto:

    xunder, vero, anche gli operai li abbandonano.
    Devo dire, però, che in questi giorni di campagna elettorale in tv, c’è qualcosa che mi mette di buon umore: la dicitura di un partito, non ricordo quale, “comunista e anti-capitalista”.

  3. E’ il PCL, Partito Comunista dei Lavoratori.

  4. vincenzillo ha detto:

    licenziamento, grazie della segnalazione.

    Vedo sul sito del PCL una cosetta gustosa:
    la campagna per “nazionalizzare le aziende in crisi”. Cioè, tutte tranne la telefonia mobile.

  5. reginadistracci ha detto:

    Questo e quello dell’oggettivista, sono i miei post preferiti sull’argomento razzismo. In effetti, si potrebbe dire che oggi esiste un nuivo tipo di razzismo: il razzismo verso gli italiani e più in generale verso gli autoctoni europei. Questo razzismo si esprime con un insulto: razzisti! Dae a quelcuno del razzista, è il nuovo razzismo.
    Hai notato che Lerner si comporta quasi come un terapoeuta freudiano? Lui sembra dire al leghista di turno invitato alla sua trasmissione: tu credi di non essere razzista ma a livello inconscio lo sei, e ion ti aiuto a guarire portando questa pulsione dell’es alla coscienza.
    E notare un’altra strategia della sinistra: chiunque osa priomettere più protezione dall’immigrazione clandestina “parla alla pancia della gente”. Come a dire che se uno pretende di essere protetto dai razziatori rom o rumeni, allora è uno irrazionale che ragione con la pancia, se ragionasse con la testa capirebbe che dietro la violenza degli immigrati ci sono delle ottime ragioni sociali (sperequazioni fra nord e sud del mondo eccetera).

  6. vincenzillo ha detto:

    regina, “tu credi di non essere razzista ma a livello inconscio lo sei”.
    Sì Lerner ce l’ha sta cosa. Mi ricorda un celebre storico dichiaratamente di sinistra, Villari, che una volta a Porta a Porta, parlando della storia della resistenza, disse a Pansa una cosa del genere: “Pansa, tu non lo sai, ma in fondo anche tu sei d’accordo con me”. Che sia una forma mentis di origine stalinoide?

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