Matrimoni, crisi e divorzi

unwedding-2Mentre Fiat si sposa con Chrysler e forse anche con Opel, praticando una poligamia che non lascia ben sperare per la futura felicità di coppia, un’altra coppia si scioglie. E che coppia. Confesso di non aver seguito molto quest’ultimo episodio del romanzo popolare di Silvio e Veronica. So solo di frequentazioni poco decorose del marito, festicciole di compleanno, regalini, so di una moglie che giustamente lamenta l’assenza del marito in occasioni simili quando si trattava dei figli, e poco altro. Potrei aggiungere un verso alla mia immortale apologia del Berlusca: "A te che non hai saputo salvare il tuo matrimonio". Ma che ne so io delle vicende private? Al massimo, come dicevo, mi interessano come romanzo popolare, narrazione su un personaggio fuori dall’ordinario. Per il resto, una parte della mia attenzione e del mio sarcasmo si concentra su un’altra crisi, la crisi economica. Una crisi che costringe milioni di famiglie italiane a un esodo terrificante dalle città. 9 milioni di veicoli in marcia nel fine settimana. Code di decine di chilometri – ci ho messo quasi 2 ore ad andare a Varese dai miei! Da qualche parte ho trovato una stima di più di 2 persone per ogni veicolo. Fanno più di 20 milioni. Più di un italiano su tre. Sarà che vedo intorno a me sempre più ricchezza. Sarà che non conosco di persona gente davvero povera. Sarà che i licenziamenti che sento in giro, anche nella pubblicità, mi preoccupano, ma non mi angosciano. Eppure io mi chiedo se questa crisi sia davvero così mostruosa per profondità e per estensione – almeno in Italia – o se i tanti allarmi non abbiano il loro fondamento in quell’arte di lamentarsi che – essa sì – sembra non andare mai in crisi.

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