Eravamo io, Montanelli e Ferrara

foglioIeri sul Foglio, tra le lettere al direttore, spiccava quella di un affezionato lettore, io.
Lo spunto era una citazione di Indro Montanelli tratta dall’ultima lezione da lui tenuta all’Università di Torino, il 12 maggio 1997, riportata nell’edizione online del Foglio:

Se io avessi 40 anni di meno, tenterei di nuovo di fare un giornale. Ora qualcuno si meraviglierà, ma seguirei la strada aperta dal mio arcinemico Ferrara con il Foglio. Quel giornale è probabilmente ciò che avrei dovuto fare io con la Voce, che non ebbi la forza e la possibilità di fare.

La mia lettera, scritta sull’onda della commozione, era la seguente:

La bella citazione mi ha ricordato, chissà perché, il mio primo anno di università. Ero agli inizi, e anche il Foglio era agli inizi. Ricordo che lo compravo prima di entrare a lezione. Ci trovavo molta intelligenza, pure troppa, non capivo tutti i riferimenti. La cosa che non poteva sfuggire, invece, era l’assoluta diversità. Il Foglio era diverso da tutti gli altri giornali, fin dal formato, e io, leggendolo in un feudo della sinistra come la Statale di Milano, mi sentivo diverso. Grazie.

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7 commenti su “Eravamo io, Montanelli e Ferrara

  1. anonimo ha detto:

    Ai tempi di Montanelli – e anche dopo con Feltri – il Giornale veniva fatto avendo come benchmark Il Manifesto. Era quello il riferimento simmetrico. Il Foglio di Ferrara e’ nato ispirandosi in tutto al Manifesto degli anni settanta.
    Ieri sera da Fazio c’era Ghini che ricordava un attivo nel PCI dei 70 in cui aveva visto in azione il giovanissimo Ferrara capace di contrapporsi con dovizia di argomenti addirittura ad Amendola. Diventerà segretario del partito aveva pensato il giovane attore.
    Chissà ome si possono mettere in relazione queste annotazioni.

  2. xunder ha detto:

    Ciao Vince Garzillo
    becco sempre i tuoi commenti sul Foglio ma mi sono perso questo.

    Complimenti!

  3. vincenzillo ha detto:

    xunder, questo è uscito sul cartaceo, tra le lettere. Prima su Hyde Park online e poi sul cartaceo. Alla prossima!

    #1, contravvengo alla regola di non rispondere agli anonimi, ma solo perché l’argomento è troppo sugoso, per me.
    Dunque, i punti per me sono tre. Primo, la biografia di Ferrara; secondo, la storia della fine delle ideologie novecentesche; terzo, più in generale, il rapporto tra idee e idologia.
    Siccome gli ultimi due sono argomenti che meriterebbero due trattati, e siccome dal tuo commento mi sembra che traspaia un certo interesse e una certa conoscenza del personaggio – non scevri da una leggerissima ironia – forse non troverai del tutto inutile leggere anche la sua versione dei fatti, che trovi qui:
    http://www.ilfoglio.it/ritratti/923

  4. anonimo ha detto:

    Ma il link porta alla (auto)biografia di Ferrara.
    Il mio commento era molto più candido di come lo hai interpretato.
    Mi piacerebbe che tu riflettessi sul fatto che “Il Foglio era diverso da tutti gli altri giornali, fin dal formato.” Questo sembrava a te, comprensibilmente.
    Ma si rifaceva all’esperienza, anche grafica e formale, del Manifesto, che era nato dal più grande e doloroso scisma del partito comunista dei 60 e si era nutrito delle furibonde vicende del tumultuoso periodo 1967-74.
    Se diamo per assodato che c’e’ soluzione di continuità nell’esperienza esistenziale e professionale di Ferrara (non si dà in natura) questo ci potrebbe rivelare molte cose su come le cose sembrano e su come, invece, forse sono.

  5. anonimo ha detto:

    Ovviamente: “che NON c’è soluzione di continuità“.

    Sorry

  6. anonimo ha detto:

    Letto l'(auto)biografia di F. Grazie. Come sempre un bel pezzo di letteratura.
    Ma, di nuovo, sull’argomento si potrebbe scrivere in cento altri modi, da cento altri punti di vista.
    E cento cose mancano all’appello, cento nomi, cento fatti.

  7. vincenzillo ha detto:

    #1, 4, 5, 6, il fenomeno Ferrara, così come Bondi o altri, mi interessa moltissimo per vari motivi. Mi interessa anche la storia del Manifesto a cui accenni. Ma arrivati a questo punto mi piacerebbe anche sapere con chi sto parlando. Se ti va e se ti fidi di me, scrivimi pure in privato.

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