Strisce su Gaza

Un mesetto fa ho citato in un mio post un articolo del Foglio in cui Giulio Meotti raccontava del festival del fumetto antisemita in Iran (qui). Oggi sul suo blog del Foglio, Meotti mostra alcune delle vignette antisemite – un po’ piccole, in verità, ma comprensibili – con cui è stata raccontata la guerra di Gaza dai media arabi cosiddetti "moderati" (qui). E se questi sono i moderati, figurarsi gli estremisti!

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3 commenti su “Strisce su Gaza

  1. PV64 ha detto:

    Beh… in effetti…. poi però si offendono delle vignette “nostre”!!
    ciaoo
    :-DD

  2. anonimo ha detto:

    il punto contraddittorio è: se gli arabi ritengono che gli ebrei si siano inventati Auschwitz e il resto per poter impunemente complottare e spadroneggiare nel mondo, perché poi ci fanno le vignette?
    devo dire, poi, che non le trovo particolarmente estremiste, anzi sono piuttosto simili a quelle che spuntano sui giornali europei ogni volta che Israele intraprende un’operazione militare di qualche portata. anche il discorso: “gli ebrei stanno facendo ai palestinesi quello che i nazisti fecero agli ebrei” è ampiamente diffuso in Europa, e si può tranquillamente fare a cena senza che nessuno vada di traverso il boccone. personaggi pubblici, soprattutto intellettuali e scrittori, fanno abitualmente ricorso al paragone. il premio nobel José Saramago ebbe il buon gusto di farlo in Israele, nel 2002 credo, durante un intervista con un giornalista di Haaretz, il quale ebbe la prontezza di ribattergli: “Ah si? E quante camere a gas ha contato nei Territori?”

    ernesto unlogged

  3. vincenzillo ha detto:

    pv, purtroppo siamo noi che gli permettiamo di fare gli offesi.

    ernesto, a me invece le vignette non paiono contraddittorie, perché anche assumendo che Auschwitz fosse un centro benessere, l’immaginario nazista a cui attingono è comunque universalmente condiviso. Il succo del discorso, anche nelle vignette, è sempre lo stesso: è inutile che piangiate, i veri nazi siete voi. Delirio.
    Sull’altro punto, invece, secondo me bisogna stare attenti. Il fatto che a noi ormai suoni come un discorso normale, tanto che “si può tranquillamente fare a cena senza che nessuno vada di traverso il boccone”, non significa che, in realtà, non sia estremista. Quando da noi gli intellettuali stronzi come Saramago o Dario Fo dicono certe boiate o firmano certi appelli, ricordiamoci sempre che per loro è solo cabaret, per altra gente invece è questione di vita o di morte.

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