Come diventare parlamentare del PdL spendendo sui 28.000 euro. E divertendosi un mondo

falo1Acquistare tutte le copie esistenti dell’ultimo libro di Vauro.
Diciamo 4.000? A 7 euro l’una fanno 28.000 euro.
Portarle in una bella piazza storica.
Edificare una pira.
Far benedire la pira dall’arcivescovo.
Far cospargere la pira di benzina da un gruppo di bambini rom in tenuta ignifuga.
Far allontanare i bambini rom dalla pira.
Mettere in mano alla più piccola delle bambine rom un fiammifero acceso.
Mentre la bambina scaglia il fiammifero, sorridere davanti alle macchine fotografiche di quotidiani e riviste nazionali.
Sullo sfondo delle fiammate spettacolari, rispondere pacatamente alle domande provocatorie di Sandro Ruotolo di fronte ai milioni di telespettatori di Annozero.
Iscriversi al PdL e candidarsi alle prossime elezioni.

Il brutto è immorale / 2

bottaE se vi dicessi che in questa foto c’è una chiesa? Difficile da credere, eppure è così. È quell’enorme bocchettone multiplo per l’aria, in primo piano. Corredato dal favoloso campanile-ciminiera sulla destra. Si trova a Torino e l’ha progettata un altro dei nostri architetti geniali: Mario Botta. (L’ho trovata sul blog TOlove).
Un amico un giorno ha definito tali opere “un forte incoraggiamento all’ateismo”. Non trovo parole migliori per questo terribile sfregio alla tradizione cristiana.

A proposito di tradizione. In questi giorni ho pensato all’Abruzzo. Lì sono venute giù tante chiese e c’è stato chi ha pensato di ricostruirle tali e quali, in omaggio alla tradizione. Io però mi sono detto: cosa avrebbero fatto, in un caso del genere, nelle epoche in cui nasceva e si sviluppava la nostra meravigliosa tradizione? Quando, cioè, la creatività non era soffocata e trovava spazio perfino laddove spazio non c’era? Semplice: avrebbero ricostruito nello stile dell’epoca corrente, non in quello originario. Avrebbero adoperato lo stile che, pur rispettando la tradizione, rispecchiava il presente ed era proiettato verso il futuro, anzi verso l’eterno. Ma allora, perché le chiese d’Abruzzo non vengono ricostruite nello stile di oggi? Sarebbe un forte, tangibile segno di speranza. Poi però mi sono chiesto: sì ma qual è lo stile di oggi? Questa chiesa di Botta mi ha tolto ogni fiducia nel presente e nel futuro. Se questo è ciò che abbiamo oggi, allora meglio la replica del passato. In attesa di tempi migliori, di stili migliori.

(Qui c’è il primo post sull’argomento)

Eravamo io, Montanelli e Ferrara

foglioIeri sul Foglio, tra le lettere al direttore, spiccava quella di un affezionato lettore, io.
Lo spunto era una citazione di Indro Montanelli tratta dall’ultima lezione da lui tenuta all’Università di Torino, il 12 maggio 1997, riportata nell’edizione online del Foglio:

Se io avessi 40 anni di meno, tenterei di nuovo di fare un giornale. Ora qualcuno si meraviglierà, ma seguirei la strada aperta dal mio arcinemico Ferrara con il Foglio. Quel giornale è probabilmente ciò che avrei dovuto fare io con la Voce, che non ebbi la forza e la possibilità di fare.

La mia lettera, scritta sull’onda della commozione, era la seguente:

La bella citazione mi ha ricordato, chissà perché, il mio primo anno di università. Ero agli inizi, e anche il Foglio era agli inizi. Ricordo che lo compravo prima di entrare a lezione. Ci trovavo molta intelligenza, pure troppa, non capivo tutti i riferimenti. La cosa che non poteva sfuggire, invece, era l’assoluta diversità. Il Foglio era diverso da tutti gli altri giornali, fin dal formato, e io, leggendolo in un feudo della sinistra come la Statale di Milano, mi sentivo diverso. Grazie.

Berlusconi Silvio, Saviano Roberto, Obama Barack

scolarettoUna volta erano uomini, ora non più.
E’ impossibile parlare di loro con misura, formulare giudizi che tengano conto di luci e ombre.
Berlusconi è il male, per i suoi detrattori. Il messia per certi suoi sostenitori.
Obama e Saviano, invece, sono il bene. E – buon per loro – pare che di detrattori non ne abbiano.
Qualche futuro studente di comunicazione potrà fare una bella tesi e stabilire quanto di certi fenomeni dipenda dal personaggio stesso, quanto dal suo modo di porsi, quanto dal suo ambito d’azione, quanto dai media, quanto dalle condizioni storiche generali.
Io registro con un certo divertimento il fenomeno. Mi colpisce perché in Italia è talmente diffuso, talmente intenso, talmente accettato, da far sembrare quei 3 personaggi qualcosa di realmente soprannaturale.
Forse, per recuperare un po’ di distanza e di lucidità, può aiutare un espediente abbastanza idiota: leggere il loro nome al contrario, come si faceva nell’appello a scuola. Perché tutti saremo d’accordo che, almeno dietro i banchi di scuola, anche loro 3 fossero dei semplici esseri umani.
Si scopre così che Berlusconi Silvio fa errori ed è pieno di difetti, errori e difetti potenziati da una natura dirompente. Ciò, tuttavia, non toglie nulla ai suoi enormi meriti storici, sia come imprenditore sia come politico.
Saviano Roberto ha l’enorme merito di aver risvegliato l’attenzione di tutta l’Italia sul problema camorra. Ma lo ha fatto usando anche lo strumento assai scorretto del plagio. Come la mettiamo su questo punto?
Obama Barack è il simbolo di un possibile cambiamento positivo per l’America e per il mondo. Ma ha già bombardato 4 volte il Pakistan, proprio come avrebbe fatto Gorge W. Bush. E si è genuflesso davanti al re saudita, cosa che non avrebbe mai fatto nemmeno il petroliere George W. Bush.
O dovrei dire Bush George W.?

Voltaire e il terremoto in Abruzzo

notre_dame_de_paris_facadeOggi avrei voluto sfogarmi contro i camerieri parigini. Brutta razza. O parlare della splendida messa delle Palme a Notre Dame dove mi sono infilato quasi per caso con mia moglie. Del credo in latino, del padre nostro in latino. Fa effetto ascoltarli proprio nel cuore della patria che onora Voltaire e Rousseau nel suo Pantheon laico. Ma è successo che ieri, di ritorno dal viaggio, mi ha sconvolto il terremoto in Abruzzo. Sarà che ero stanco, sarà che L’Aquila è una città bellissima, sarà che mia moglie ha un ramo abruzzese. Ma mi ha toccato. Mi sono ritrovato a immaginare cosa significhi veramente essere costretto a passare la notte fuori, terrorizzato. Non poter tornare dentro le mura di casa tua. Per anni. A cena ci siamo ritrovati a parlare del perché. Perché, se Dio è buono, permette certe cose? Io naturalmente l’ho buttata subito sul colto e sul filosofico, tanto per trarmi d’impaccio. Le ho detto che, se non ricordavo male, un’opera di Voltaire traeva spunto proprio da un terrificante sisma avvenuto a Lisbona, e via con pensieri su Dio, la natura, il caso… con la nostra mente limitata non possiamo arrivare a capire certe cose… Sì, ok, dice mia moglie – che non si fa fregare facilmente – ma finora io non ho mai trovato una risposta del tutto convincente. Già. La cena finisce, le domande rimangono lì. Non resta che dedicare a quegli sventurati le nostre preghiere fatte a Notre Dame. Che malgrado tutto il dolore, non perdano mai la fiducia.

Strisce su Gaza

Un mesetto fa ho citato in un mio post un articolo del Foglio in cui Giulio Meotti raccontava del festival del fumetto antisemita in Iran (qui). Oggi sul suo blog del Foglio, Meotti mostra alcune delle vignette antisemite – un po’ piccole, in verità, ma comprensibili – con cui è stata raccontata la guerra di Gaza dai media arabi cosiddetti "moderati" (qui). E se questi sono i moderati, figurarsi gli estremisti!