Gran Torino: gran bel film

clintTitolo strano, pellicola molto bella.
Clint Eastwood è un vecchio incattivito alle prese con immigrati orientali.

Dopo aver guardato un bel film, per di più con un titolo di sapore italiano, non posso non pensare a come sarebbe andata a finire se lo stesso tema fosse stato affidato a uno sceneggiatore nostrano.
Ecco un ipotetico dialogo tra Sceneggiatore di Grido (SdG), rigorosamente romano, e Produttore Alternativo Affermato (PAA), anche lui, guarda caso, romano.

SdG: Mi dicevi che stai cercando una storia di immigrati.
PAA: Sì, qualcosa di non retorico, eh.
SdG: La vuoi tipo il Bossi? Li prenderemo a cannonate!!
PAA: Ha ha, sì sì.
SdG: Perché la Padaniaaa.
PAA: Molto divertente, davvero. Però adesso parliamo seriamente, che c’ho un aereo tra due ore e con sto traffico…
SdG: Non me ne parlare, stamattina per arrivare qua…
PAA: Immagino che ti dovrai documentare.
SdG: Documentare? Ma per chi mi hai preso? Io sono un artista. Se volevi un impiegato dovevi andare alle poste.
PAA: Scusa non volevo…
SdG: Io certe cose le sento. Mi basta guardare come la gente li schifa agli extracomunitari. Come se non fossero esseri umani.
PAA: C’hai ragione.
SdG: Solo perché c’hanno il colore della pelle diverso dal nostro.
PAA: Vero.
SdG: Che poi a ben vedere, ieri eravamo noi italiani gli emigranti, e oggi ce ne siamo dimenticati.
PAA: Vedo che c’è sintonia tra noi, lo penso anch’io.
SdG: Allora senti se ti piace sto soggetto. Ci sta un vecchio imprenditore, diciamo del nord-est, magari di Varese.
PAA: Veramente Varese non sta nel nord-est…
SdG: Non mi interrompere il flusso di coscienza!
PAA: Scusa.
SdG: Insomma ci sta sto energumeno del nord-est tutto palestrato col tatuaggio del Duce…
PAA: Il tatuaggio mi piace… è molto visivo.
SdG: A un certo punto arrivano sti extracomunitari Rom col camper e si piazzano nel suo cortile, e cominciano a fare tutti sti cibi cinesi che puzzano di merda.
PAA: Che c’entrano i cibi cinesi coi Rom, scusa?
SdG: No, è che sotto casa mia ci stava sto ristorante cinese che mi faceva ste puzze a tutte le ore del giorno e della notte, non se ne poteva più.
PAA: Ah bello l’elemento autobiografico.
SdG: Bello un paio di palle! C’avevano certi brutti musi. Manco l’idioma conoscevano, sti zozzoni ignoranti!
PAA: Eh l’integrazione non è sempre facile.
SdG: Poi a un certo punto sono arrivati certi amici di mio cugino…
PAA: Ah, capisco, di tuo cugino.
SdG: Io quella notte non c’ero, eh. Stavo dalla ragazza mia ai Parioli. Gliel’ha detto pure lei ai Carabinieri, sta tutto nella deposizione con tanto di firma.
PAA: E che è successo?
SdG: Ma niente, due bombe e gli hanno bruciato tutto, involtini primavera compresi. Ma lo sai che sti involtini parevano meglio carbonizzati che cotti giusti?
PAA: E poi, l’hanno riaperto?
SdG: Ma de che? Sono scappati, quei cacasotto…
PAA: Capisco. Senti, il tuo soggetto me lo racconti un’altra volta, che mò vado di fretta.

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