La vita, la morte e lo Stato. Appunti per il dopo Eluana

morte3io[1]C’è un aspetto fondamentale della questione, che Gianni Baget Bozzo identifica esattamente con queste parole: "Nel mondo dei media e della cultura, il sentimento popolare e cristiano è ormai espulso". Vero. Nell’ambiente intellettuale che conosco e frequento, tra pubblicitari, giornalisti, "operatori" vari nell’ambito editoriale, lo si annusa a pelle. Le opinioni preconfezionate su certi temi danno luogo a dialoghi già scritti in partenza, battuta per battuta. La posizione popolare e quella cristiana sono bollate in partenza come "medioevo". Difficile opporre argomenti. E così può accadere di sentire la stessa persona dire in una frase che la vita e la morte di Eluana sono questioni assolutamente private in cui nessuno deve mettere becco, e la frase dopo sostenere che il padre di Eluana ha fatto benissimo a fare del suo caso un caso pubblico. Ora, la contraddizione è evidente, ma la persona non se ne accorge nemmeno. Perché? E’ semplice. Perché in realtà si sta riferendo a due cose ben distinte. Quando dice che nessuno deve intervenire, si riferisce al Papa, al mondo cattolico, alle suorine, al giudizio istintivo, di pancia, della gente comune. Cioè, al nemico della sua posizione progressista. Invece, quando elogia la battaglia del padre di Eluana sta dicendo che serve una legge dello Stato che in qualche modo disciplini la morte delle persone. Cioè, l’eutanasia. Quindi, riassumendo: il Papa e le suorine stiano alla larga; lo Stato sia il benvenuto. Io sarò medievale, ma tutta sta voglia di burocrazia mi inquieta. Non quanto il dolore, non quanto la morte. Ma mi inquieta.

17 commenti su “La vita, la morte e lo Stato. Appunti per il dopo Eluana

  1. mezzastrega ha detto:

    Io ancora non ho capito perchè se ne è fatto un caso mediatico, c’è stata una precisa volontà in questo, e non me ne sono occupata a sufficienza da capire quale.
    Comunque… se la burocrazia (che anche a me fa un po’ paura) dovesse proteggere il diritto alla vita come quello ad una morte decorosa, forse non mi dispiacerebbe.
    Non sto con lo stato nè con le suorine, credo che ognuno la vede e vive a modo suo… la vita in generale e la morte, e quel che c’è in mezzo

  2. vincenzillo ha detto:

    “c’è stata una precisa volontà in questo”.
    Sì, e la direzione che vedo io è quella verso l’eutanasia.

    “se la burocrazia (che anche a me fa un po’ paura) dovesse proteggere il diritto alla vita”. Per me, il diritto alla vita è protetto molto meglio da una cultura che metta in primo piano il valore sacrale della vita. Laddove questo tipo di cultura – cristiana o no -manca, allora si comincia a parlare di un intervento della burocrazia. Ma è già troppo tardi.

  3. T0pGun ha detto:

    ciao.

    Secondo me la decisione del padre, presa in 17 anni è privata e lì nessuno ci deve mettere becco (opinione fallibilissima la mia, ci mancherebbe).

    Il padre di Eluana ha fatto bene a rendere il caso pubblico affinchè si parli di questo argomento.
    Io sono con lui, ma a prescindere di questo, parlare del problema e renderlo pubblico, non vuol dire far passare la sua posizione per buona e condivisibile da tutti.

    può darsi che la collettività dia una piega inaspettata e si esprima in maniera difforme.
    il punto è, rendere la cosa pubblica ed accendere un vivacissimo dibattito, mette in mano alla collettività la possibilità di scegliere, di prendere coscienza del problema.

    Lo Stato Vaticano (stato estero altro elemento ricorrente nelle opinioni pre confezionate, e pur tuttavia oggettivamente rilevabile) entra in un merito che non gli compete.
    come guida spirituale non so se abbia solo il diritto o forse anche il dovere di dare delle risposte ai suoi fedeli, ma lo stato Italiano e chi ne è parte, non per forza deve essere un fedele.
    quello che la chiesa dice ai suoi fedeli non deve influire su chi non lo è.

    è quì che entra in gioco una legge laica di uno stato di tutti(cattolici, musulmani,buddisti e atei), nel tentativo, di regolamentare nella maniera più condivisa possibile da tutti (condivisione impossibile da ottenere al 100% è ovvio).
    Cosa che negli ultimi 17 anni non si è fatta e si è poi tentato di fare malamente in tempi ristrettissimi, perchè l’opinione pubblica incalzava.

    Poi secondo me ci concentriamo tutti su aspetti secondari.
    Per concentrarci sulle cose necessarie dovremmo vivere in uno stato non influenzato da poteri “alt(r)i” (altra risposta pre confezionata ma purtroppo riscontrabile nella realtà).

    Eluana no c’è più, non tornerà adesso e non sarebbe tornata in ogni caso anche se avesse continuato a ricevere assistenza.

    Io non sono un giurista,e per capire qualcosa mi sono dovuto rifare a questo post

  4. mezzastrega ha detto:

    e secondo me è il contrario… se la famiglia di Eluana avesse voluto l’eutanasia, come la chiami tu, bastava che se la portasse a casa, dicendo al mondo “me ne occupo io” e la lasciasse morire… Perchè invece tutto questo bordello?
    Ma davvero tutti pensano che non sia successo un sacco di volte anche nelle rianimazioni, che si lasciasse morire una persona?
    Pensa un momento se questa cosa fosse successa 100 anni fa: sarebbe sopravvissuta tanto a lungo?
    L’avremmo in quel caso chiamata eutanasia?

    E poi scusa, ma questo mi fa infuriare: il governo si smuove per una vita. Benissimo
    E perchè nessuno interviene su tutte quelle vite che perdiamo per errori sanitari? che spesso sono dovuti a turni mal fatti, mala gestione delle risorse, disinteresse, demotivazione?
    e parliamo di migliaia non di una.
    Ogni vita ha diritto al rispetto, ma forse le migliaia dovrebbero venire prima di questa singola.

  5. T0pGun ha detto:

    mezza strega hai perfettamente ragione.
    e hai aggiunto un elemento importante, se la famiglia e il povero padre in particolare, avessero voluto, avrebbero potuto farlo senza clamori.
    ma poi non ci sarebbe stato dibattito, non ci sarebbe stata crescita.

  6. xunder ha detto:

    a parte il fatto che un padre che debba decidera della vita o della morte di un proprio figliolo mi mette paura. a parte il fatto che il Papa,secondo il mio stupido parere, non fa altro che ribadire la dottrina della Chiesa. a parte tutto, far morire di fame e sete non aiuta a lenire il dolore. direi che è disumano.

  7. vincenzillo ha detto:

    topgun, anch’io sono contento del dibattito, e anche dei toni accesi.
    Tra le sfaccettature del problema (culturale, politica, giuridica, umana) a me quella che interessa di più è quella culturale, che per me sta alla base di tutte le altre. Il punto centrale per me è ciò che Ferrara e altri chiamano “cultura della vita”. Noi dobbiamo chiederci quanto la nostra cultura – con tutte le sue belle parole, con tutti i suoi bei “diritti” – sia davvero dalla parte della vita. Io credo che il materialismo, tanto nella sua versione capitalistica quanto nella pseudo-alternativa costituita dal defunto comunismo, non lo sia. Così come non lo è lo spiritualismo alla “new age”, per intenderci. Entrambi, nei fatti, portano a glorificare una libertà vuota, l’individualismo, anzi il solipsismo.

    Ora, sappiamo bene che non si può ragionare in astratto: l’Italia ha una sua storia particolare, non c’è sentimento nazionale, c’è stato lo Stato Pontificio, c’è stata e c’è ancora la dura contrapposizione tra certa sinistra e mondo cattolico, o tra liberali intransigenti e cattolici intransigenti. Tuttavia per me non si deve cadere nella facile trappola creatasi in tanti anni di anticlericalismo: ricondurre tutte le istanze cattoliche, che sono in realtà innanzitutto istanze religiose, culturali, sociali, a un’origine puramente politica, e cioè al Vaticano. (E naturalmente parlo da laico, perché “laico” non è sinonimo di “ateo”. Un laico può benissimo essere cattolico, e se si mette in politica può benissimo difendere istanze cattoliche.) In conclusione: oggi, crollate le ideologie e con tutti i progressi della tecnica, ci sarebbe un gran bisogno di una o più “culture della vita” cattoliche o non cattoliche. Ma io una cultura della vita alternativa a quella cattolica, oggi come oggi, non la vedo.

  8. vincenzillo ha detto:

    mezzastrega, “se la famiglia di Eluana avesse voluto l’eutanasia, come la chiami tu, bastava che se la portasse a casa, dicendo al mondo “me ne occupo io” e la lasciasse morire… Perchè invece tutto questo bordello?”
    Perché il padre di Eluana, consapevolmente o no, si è fatto portatore per l’Italia di un’istanza culturale e politica che percorre tutto l’occidente: la legalizzazione dell’eutanasia.

    “perchè nessuno interviene su tutte quelle vite che perdiamo per errori sanitari?”
    Non lo so, e anche a me piacerebbe che si facesse qualcosa di efficace.

  9. vincenzillo ha detto:

    xunder, “un padre che debba decidera della vita o della morte di un proprio figliolo mi mette paura”.
    A me ha fatto capire molte cose una considerazione dell’amico zamax:

    “Qui siamo di fronte a un problema di libertà, e di libera volontà. Ma non è quella del padre di Eluana, né quella della sua famiglia. La tutela paterna, o di chi per lui, obbedisce a un ordine naturale che è giusto rispettare e può estendersi molto nei suoi poteri quando si eserciti su una persona incapace per menomazioni fisiche o mentali di provvedere a se stessa, finanche a dover prendere decisioni rischiose e potenzialmente fatali, in caso di grave malattia, in ordine alle cure da scegliere. E ciò in accordo con la ragione e lo stato di necessità. Ma non può estendersi a quello che è, di fatto, un potere di vita e di morte. In quel caso la famiglia, che di norma deve essere difesa vigorosamente dalle ingiustificate intrusioni dello Stato, regredirebbe allo stato pre-civile di tribù o di clan.”

    Ti invito a leggere tutto il post, che per un curioso caso ha lo stesso titolo di quello da me pubblicato poche ore prima:

    http://zamax.wordpress.com/2009/02/09/ho-firmato-lappello-per-eluana

  10. borisbattaglia ha detto:

    Perché ti inquieta la morte?

  11. ernestoA ha detto:

    giuro che non capisco la contrapposizione tra il Papa, le suorine etc e lo Stato: dopo la scomparsa della DC (eh già) in Italia il Parlamento è stato praticamente appaltato al Vaticano. a parte qualche raro e petulante laicista, onorevoli e senatori sono tutti cattolici: quindi la legge sarà necessariamente quella che più piace al Papa e alle suore. dov’è il problema?
    dire che la chiesa è fuori dai media, poi, è ridicolo.
    da G. Paolo II in poi la Chiesa fa ballare i media al tempo delle sue dichiarazioni quotidiane: non c’è telegiornale che non si apra con le dichiarazioni del Papa, o della CEI, o di questo o quell’altro prelato. non sarà certo qualche pensoso editoriale di Barbara Spinelli o un articolo di Eco su Micromega ad alterare gli “equilibri.”

  12. vincenzillo ha detto:

    boris, forse la morte mi inquieta perché non la capisco.
    A te non inquieta?

    ernesto, la contrapposizione diventa evidente se focalizzi sulla necessità o meno di una legge. Da una parte c’è la cultura cattolica che – per estremizzare – su certi temi cosiddetti “eticamente sensibili” potrebbe benissimo fare a meno dell’intervento legislativo dello stato. Dall’altra parte, invece, una cultura che, non avendo una proposta altrettanto forte in campo etico, ha necessità assoluta dello stato per vedere legittimate le sue istanze, le sue mille battaglie per i “diritti”. (Micromega incarna alla perfezione tutte le sue contorsioni mentali, tutto lo spirito puramente distruttivo, anticlericale, libertario, ma alla fin fine, senza vere risposte).
    “dire che la chiesa è fuori dai media, poi, è ridicolo.”
    1. Prova a fare un calcolo approssimativo dei minuti in cui la cultura cattolica è presente in qualsiasi forma (incluso Don Matteo) nell’intero palinsesto di tutte le reti.
    2. In realtà per me Baget Bozzo non dice esattamente questo. Anche quando dice che la chiesa “non può fare campagne mediatiche”, sta dicendo che non verrebbe sostenuta dal mainstream culturale, apertamente ostile a qualsiasi sua iniziativa.

  13. mezzastrega ha detto:

    io, forse perchè lavoro in ospedale, forse perchè non temo la morte, forse perchè ho un mio personale concetto della vita, forse perchè sono deviata… quella di eluana non la chiamo eutanasia.
    L’eutanasia è quando una persona che respira, mangia e il cuore gli batte autonomamente, decide che vuole morire, ad esempio per i dolori non gestiti dalla terapia del dolore. In pratica è un anticipare la morte naturale.
    Eluana non era in grado di sopravvivere autonomamente, non era in grado di ingoiare, era necessario un presidio medico per alimetarla. Saranno sfumature, ma per me sono importanti.
    Sono convinta che ci debba essere una legge chiara che permetta a ciascuno di noi di decidere per se in una situazione del genere. E questa vicenda dovrebbe portarci in questa direzione.
    Perchè ogni caso è a se e si potrebbe discuterne per l’eternità, senza metterci tutti d’accordo.
    Ci sono persone che vogliono che le scoperte vengano usate a tutti i cosi, ci sono persone che le rifiutano in toto.
    Personalmente trovo confondente che la chiesa e lo stato rifiutino assolutamente l’applicazione di alcune cose (cellule staminali e ingengeria genetica ad esempio) e pretenda l’applicazione di altre… E con questo non voglio dire che sono per l’una o l’atra cosa, dico solo che è tutto molto ambiguo. La facciano questa legge… tanto poi se ci troviamo all’estero le nostre volontà non verranno rispettate…

    Le persone hanno anche diritto ad essere degnamente accompagnate alla morte, non hanno solo il diritto alla vita.
    Hanno il diritto ad una vita decente, non di fame e malattia perenne.
    Sono certa che ognuno ha vicino qualcuno che soffre e non se ne preoccupa nessuno… Perchè questi non sono casi mediatici?
    Perchè tutta l’italia si è scandalizzata per questo caso e siamo invece indifferenti a tanta gente che muore di stenti, di lavoro, o per puro disinteresse?

  14. ernestoA ha detto:

    mah. Vincenzo, forse guardiamo due televisioni diverse. io non solo vedo i tg aprire sempre sui pronunciamenti della chiesa sulle più varie materie (dall’etica al conflitto mediorientale, alla crisi economica, alle poltiche sull’immigrazione), ma vedo trasmettere fiction su Wojtila, su Paolo VI, su Padre Pio, su Lourdes, su Papa Giovanni, su Papa Luciani… e poi Gesù, Giuseppe e Mosé… e sicuramente dimentico qualcosa. non ho idea della qualità di questi prodotti, ma sicuramente i contenuti che esprimono non sono avversi alla chiesa e alla sua dottrina. tra l’altro, pare siano anche molto seguiti.
    ed è questa, la cultura che conta per assicurarsi il consenso, quella popolare.

  15. vincenzillo ha detto:

    mezzastrega, hai ragione, ogni caso è un mondo a sé. Ci sono sempre mille fattori da tenere presenti, intrecciati in diversi modi: la vita, la morte, il dolore, il singolo, la famiglia, la comunità, la tecnica, la medicina, la politica, lo stato. Secondo me concentrarsi troppo sugli aspetti giuridici e politici allontana dal punto vero, che è l’aspetto culturale, e in particolare la questione del senso della vita e della morte. Pensa alla medicina. Tempo fa certe cose non si potevano fare. Di fronte al dolore fisico e alla morte l’uomo era e si sentiva impotente. Oggi invece l’uomo ha a sua disposizione strumenti incredibili, potenzialmente benefici. Eppure il risultato è che, fisicamente, il dolore è diventato più sopportabile, ma nello stesso tempo, culturalmente, è diventato indecente. La vita di chi soffre o è menomato non è più degna di essere vissuta. Perché? Il dolore è debolezza, la debolezza dovrebbe chiamare la compassione. Cum patire, patire insieme. Invece tu malato, tu debole, sei solo. A meno che non ci sia la famiglia o le suorine. Ma se per la famiglia tu sei scandalo, allora rimangono solo le suorine. Non lo stato, perché non è compito suo. Non la medicina, perché non è compito suo. Per questo, oggi più che mai, serve una cultura che continui a ricordarci il senso delle cose. E intorno a me io non vedo altra cultura di questo tipo al di fuori di quella cristiana.

    Ps. Chi meglio di te che lavori in ospedale può sentire a pelle la solitudine del malato? Io ho fatto il servizio civile in croce rossa. L’ospedale è un ambiente deprimente, inquietante. Trasmette solitudine e disperazione. Anche se la cura funziona, non vedi l’ora di fuggirtene via.

  16. vincenzillo ha detto:

    ernesto, tra le tante persone che conosco nel mondo dei media, quelle che non si riconoscerebbero nell’affermazione “il Papa è medioevo” si contano sulle dita di una mano. Certo, questo non fa dei media uno strumento anticlericale, posseduto dal demonio. E le fiction da te ricordate sono sicuramente potenti e influenti. Ma pensa invece a come vengono affrontate certe cose nei talk show, il santuario del politically correct. Secondo te, tra tutti i miliardi e miliardi di personaggi televisivi, ci sarebbe qualcuno, oltre al grande Vespa, che appoggerebbe esplicitamente una campagna della Chiesa su qualche tema? Invece, su quanto fosse “giusto” porre fine alle sofferenze di Eluana e del padre, un Costanzo (come del resto tanti altri) mi ci gioco le palle che non si è fatto scrupoli a farsi capire.

    Come cartina al tornasole, prendi anche l’atteggiamento assolutamente prevalente nei confronti del reality. Chi è contro i reality in sé e per sé diventa automaticamente bigotto. Non sia mai! E infatti non lo è nessuno. Nessuno. Particolarmente penosi sono i preti gggiovani, i preti di strada, i preti de sinistra, che si prestano al gioco. Anatema su di loro.

  17. anonimo ha detto:

    No, Vince, me mi inquieta la vita.
    sciao
    boris

Per 6 mesi questo blog assume la presidenza dell'Ue. Sono ammessi solo commenti sinceramente europeisti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...