Il dado è tratto

duomo-islamCerte immagini ti colpiscono allo stomaco, prima ancora che al cuore e al cervello. Che cosa significa quando centinaia di mussulmani occupano senza autorizzazione il sagrato del Duomo di Milano e di altre chiese in Europa, poche ore dopo l’attacco dell’esercito israeliano contro i terroristi di Hamas? Se ne possono dare tutte le interpretazioni che si vuole, una più capziosa dell’altra, ma l’atto simbolico in sé non lascia spazio a dubbi: non è una preghiera, è una sfida. Una sfida rivolta a noi, lanciata direttamente dentro casa nostra. Sì, perché i terroristi di Hamas hanno dei difensori che abitano qui, e che ci odiano. La maggior parte sono arabi, ma c’è anche una parte di europei che li appoggia. Gli organizzatori di questo evento dal fortissimo impatto simbolico – evento, lo ripetiamo, non autorizzato – sono l’imam di viale Jenner, già condannato in primo grado e in appello per aver organizzazato atti di terrorismo, e gli estremisti di sinistra, la parte "sovietica" della nostra politica extraparlamentare, da Rifondazione Comunista giù giù verso est. Questa miscela surreale di ideologia comunista, e cioè di materialismo ateo, di anti-sionismo, di ribellismo, di pacifismo (!!), di anarchismo, più il fanatismo religioso unito all’anti-semitismo, produce oggi atti carichi di violenza simbolica contro i luoghi di culto cristiani e contro i simboli di comunità cittadine. Ma dalla violenza simbolica si passerà ad altro tipo di violenza? Dipende dal grado di pressione.
Per capire a che punto di pressione siamo, è molto interessante, e preoccupante, seguire anche altre ripercussioni degli eventi di Gaza a livello planetario in queste ultime ore. Migliaia di volontari della galassia di Al Qaeda sono pronti a partire dall’Indonesia e dall’Iran per unirsi ai terroristi. Donne, uomini, giovani studenti, pronti a farsi esplodere per odio dell’occidente, per odio degli ebrei, e per amore della morte, come ha detto qualcuno di loro. Come li dobbiamo chiamare? “Martiri” li chiamano i mussulmani. E molti dei loro difensori nostrani li chiamano allo stesso modo. “Azioni di martirio” è una espressione usata sia da Al Jazeera sia da certi media occidentali. “Resistenti” è un’altra parola ipocrita che nasconde la verità. Noi che siamo così bravi a nascondere la verità dietro le parole, saremo ancora in grado di leggere il reale significato di certi atti e di reagire in tempo e come si conviene?