Meno male che c'è Christian Rocca

rocca4Eccolo in una foto dall’alto che, come tutte le foto dall’alto di un
soggetto seduto, lo fa quasi sembrare in sedia a rotelle.

Asciutto, tagliente, informato, intelligente. Che vuoi di più da un giornalista? La sua ironia mi fa pensare che sia sempre possibile guardare il mondo con il giusto distacco e senza acrimonia, difetto che mi attribuisco e di cui mi dolgo. Fantastico come sul suo blog Camillo abbia giocato per mesi sull’attesa salvifica di Obama, culminata in questo post meraviglioso dopo il suo insediamento (clicca qui) che mette alla berlina il suo ambientalismo alla Al Gore.
Pochi mesi fa a Milano, a una riduzione teatrale di Moby Dick svoltasi dentro un’angusta cabina di legno, forse ero seduto vicino a lui, ma non l’ho visto!! Me l’ha detto mia moglie alla fine, quando ormai era troppo tardi, ma a dir la verità non ne era sicurissima. Forse è perfino juventino, ma su questo potrei sbagliarmi.
Comunque, fa parte del mio personale dream team di giornalisti, insieme a Daniele Raineri (di cui ho parlato qui), Fausto Biloslavo (qui), e Toni Capuozzo, di cui parlerò più avanti. Grazie ragazzi.

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Tutto in una frase

golda3Golda Meir, protagonista dell’edificazione dello Stato di Israele

Oggi, mentre tutti si commuovono al ricordo degli ebrei morti nei campi di concentramento nazisti, a me vengono in mente gli ebrei vivi di Israele. Costretti all’ennesima guerra per difendersi dagli attacchi dei terroristi islamici di Hamas, i quali – ricordiamolo sempre – sono addestrati, finanziati e armati dall’Iran di Ahmadinejad, e perseguono come scopo dichiarato la cancellazione di Israele e di tutti gli ebrei dalla faccia della terra. Ebbene, oggi gli ebrei vivi di Israele vengono da molti additati all’opinione pubblica internazionale come mostri, stragisti, a loro volta terroristi, in un surreale e ipocrita rovesciamento della realtà. L’anno scorso, per il sessantesimo anniversario della fondazione di Israele, il Riformista dedicò pagine bellissime ai protagonisti di quell’avventura drammatica e meravigliosa. Anna Momigliano citò una frase di Golda Meir, una frase che dice molte cose, se non tutte, su quella realtà e su quella mentalità:

“Forse un giorno riuscirò a perdonare gli arabi per aver ucciso i miei figli, ma non li perdonerò mai per avermi costretto a uccidere i loro”.

A chi appartiene questo ragazzo?

kaka1La sua maglietta dice che Kakà appartiene a Gesù. E ci piace che lo dica così, ad alta voce, nel momento più bello della partita, quando fa goal o dopo la vittoria finale. Disturba la nostra idea tutta intimistica della religione? Pazienza. Anzi, meglio. Quanto alle sue prestazioni sportive, esse appartengono al Milan di Berlusconi, uno che forse si crede un po’ di casa, quando si parla di Gesù, ma noi gli perdoniamo queste manie di grandezza. Ma Kakà appartiene per una parte anche al calcio italiano. Vederlo giocare è una gioia, anche per me che sono juventino e per mia moglie che è romanista. Classe, forza fisica, generosità, e quella faccia da bravo ragazzo. Ci sarebbe spiaciuto vederlo andare via così all’improvviso. Probabilmente a giugno succederà lo stesso, ma nel frattempo, almeno, avremo avuto tempo di abituarci.

Please don't change*

obama_08_colorSe io fossi un pubblicitario americano e se fossi adeguatamente pagato da qualcuno dei sostenitori più di sinistra del Messia Nero, oggi pubblicherei un annuncio con questo titolo, corredato da un riassuntino veloce di tutte le promesse salvifiche fatte dal Messia Nero durante la sua campagna elettorale. Infatti c’è già chi storce il naso per diverse scelte da Lui compiute, per esempio nella costituzione del suo team, troppo simile a quello che avrebbe messo in piedi McCain, e perfino con uomini di Bush!! È la loro delusione che esprimerei – da bieco scriba prezzolato – nell’accorato avvertimento: “Please don’t change”.

*Upgrade mercoledì 21: questo mio intervento è stato pubblicato anche nelle lettere al direttore del Foglio, edizione cartacea di oggi, e nell’Hyde Park Corner dell’edizione on-line di ieri martedì 20.

L'esistenza degli atei

Dio ha fatto sì che l’esistenza degli atei fosse assolutamente certa, mentre la sua no.
Non è un tipo ironico?*

*E’ da qualche giorno che mi diverto a scriverla e a riscriverla nei rari ritagli di tempo. Mi diverto con poco.

Io non mi fido di questi uomini (ops, dove ho già visto questa immagine?)

muslimsQuesta volta sarò bravo. Non insulterò ferocemente chi sabato a Milano e a Torino ha bruciato bandiere di Israele. Non insulterò ferocemente chi ha innalzato con orgoglio bandiere delle organizzazioni terroristiche Hamas ed Hezbollah. Non insulterò ferocemente chi ha equiparato Israele al nazismo. Non insulterò nemmeno chi a Roma ha lasciato scritte antisemite sulle vetrine di negozi di ebrei. Non lo farò perché voglio restare sereno. Quindi non insulterò nemmeno chi ha trasformato un altro luogo pubblico di Milano, la piazza della Stazione Centrale, in una moschea a cielo aperto. Sarò così bravo che non condannerò nemmeno chi, da parte musulmana, continua a dire che la politica non c’entra niente. No no, per carità. È solo “sostegno al popolo palestinese”. Come se il sostegno di una piazza a un popolo non fosse anch’esso politica. Ma lasciamo perdere, ho detto che non volevo insultare nessuno e non lo farò. Non insinuerò nemmeno che l’ipocrisia dilaghi in ampi settori delle comunità islamiche in Italia, appoggiati e incoraggiati da settori della società e del clero italiani. Non lo farò, se no mi becco del razzista. Lascerò invece la parola all’unico che ha almeno il coraggio di dire la verità a chiare lettere. Un certo Mohamed, di un centro islamico di Milano, riportato dalla Stampa:

"Questa guerra è una guerra contro tutto l’Islam. Lo volete capire o no? Anche gli italiani lo devono capire".

Ecco, l’ha detto. Questo è ciò che pensano in troppi. Questo è ciò per cui si battono. Questa menzogna spudorata. Altro che popolo palestinese. Dei palestinesi non frega niente a nessuno di loro (escluso naturalmente chi ha dei parenti a Gaza, ma devono essere parenti stretti, eh). Se invece mi sbaglio, se così non fosse, allora che ce lo dimostrino: caccino dalle loro manifestazioni i sostenitori dei terroristi, sia tra i musulmani sia tra la feccia dei centri sociali e antagonisti vari. La smettano di fare preghiere in luoghi pubblici. La smettano di dire che la politica non c’entra, perché ormai lo hanno capito anche i sassi che non è vero. Allora, e solo allora, gli crederò.