Quanto mi piace Johnny Cash

johnnycashWhen I was just a baby my mama told me: "Son,
always be a good boy, don’t ever play with guns".
But I shot a man in Reno just to watch him die
now every time I hear that whistle I hang my head and cry…*

Johnny Cash. La sua vita di continue cadute e risalite. Cantante baciato dal successo e dall’amore, uomo combattuto tra la fede e un tenace demone interiore chiamato droga. Il suo spettacolo per i detenuti della prigione di Folsom, nel 1968. Gente caduta cui sarebbe stato un delitto negare la speranza di risalire. Un paio d’anni fa ho visto l’emozionante film biografico "Walk the line" (titolo fuorviante in italiano "Quando l’amore brucia l’anima" (!!)), poi un lungo documentario su di lui su un canale canadese, altrettanto emozionante. In questi giorni mi esalto ascoltando una versione recente di un suo pezzo, "Folsom Prison Blues", di quei tamarri di Everlast.

http://www.youtube.com/watch?v=JW4eAHsaq-0&feature=related

*Quando ero piccolo mi mamma mi disse "Figliolo,
fai sempre il bravo, non giocare mai con le pistole".
Ma io ho ucciso un tizio a Reno solo per guardarlo morire
e ora quando sento il fischio [del treno che passa fuori dalla prigione]
mi metto le mani nei capelli e piango…

Quella fede intraducibile

dollaroRiflettevo sulla bellezza della frase inglese "Keep the faith". Già titolo di una canzone di quel tamarro di John Bon Jovi, ma piena di significato per chiunque voglia conservare la speranza malgrado tutto. Ma vale davvero per chiunque, o solo per i credenti e per i preti? Non si può negare, poi, che ci sia anche una questione linguistica e culturale. In italiano la parola "fede" assuma un sapore diverso che in inglese. Me ne sono reso conto quando mi sono chiesto come si possa tradurre quell’espressione. Forse "Abbi fede"? Tutt’altra cosa, è evidente. Più dimessa, meno incisiva, con meno slancio, quasi con una punta di rassegnazione, di fatalismo, se non di scetticismo o addirittura di sarcasmo, come se chi ha fede fosse tutto sommato un credulone. Anche in inglese c’è inevitabilmente un sapore religioso nella parola, solo che un cantante americano può usarla senza cadere nel ridicolo (in ambito anglofono mi sovviene anche l’album dei Depeche Mode "Songs of faith and devotion"). Non si può dire lo stesso per un cantante italiano. Un Lucio Dalla o un Bocelli possono permettersi di trattare il tema religioso, ma per il resto, parole come fede o speranza non sono proprio di casa nelle canzonette pop nostrane. Vuoi mettere con l’appeal di un rancoroso e denunciante "Mondomarcio", tanto per dire. O la disillusione ad alto tasso alcolico di un Vasco Rossi. Ma torniamo alla fede e al conservarla, il "keep". Proprio non riesco a trovare l’equivalente. Conserva? Preserva? Mantieni? Tieni? Tenere una posizione. Tenere un fortino. Quindi difendere. Difendi? Bah. Non è che suoni molto. Negli USA, Dio, la natura e la nazione hanno tra loro un rapporto stretto. "In God we trust", c’è scritto sulle monete. "God bless America" è la formula rituale con cui si conclude qualsiasi discorso elettorale di qualsiasi candidato. Buon per loro. Io invece non saprei ancora bene come tradurre "Keep the faith".

Ambiente – Buone notizie

panoramicaeffetto-notte-mimmo-paladinoNo, il pianeta non è ancora salvo. No, il pensiero regressivo, quello che vorrebbe fermare tutto se non addirittura tornare indietro a un fantasmagorico mondo felice con i ruscelli, i pastorelli e i caprioli che cantano all’unisono pallosissime melodie new age, tiene ancora banco in tv, sui giornali e in radio. Ma perlomeno ho trovato qualcuno che temevo non esistesse. Uno che tratta certi temi con pragmatismo, con realismo, con tante informazioni, ciascuna inserita al posto giusto, nel momento giusto, nel quadro giusto. Addirittura, con buon senso. Si chiama PortoReale e il suo blog l’ho linkato qui a fianco come “nullius”. Per chi ha tempo e passione, vale la pena visitarlo, in particolare le categorie "Ambiente & Energia", "Eco-bufale", "Eco-criminali". Sorpresa: su temi come il clima, gli OGM, l’energia e altri, si arriva a posizioni ben diverse da WWF, Greenpeace, Lifegate, Slow Food e simili. E naturalmente dai Verdi. A ciascuno giudicare liberamente.

Treviso – un genio a capo della CGIL

barbiero150Primo: negare l’evidenza.
Secondo: rovesciare la realtà.
Terzo: delegittimare l’avversario.
Quarto: ripetere le prime tre mosse allo sfinimento.
Una volta plagiato da certe regole, sei fottuto. Esse diventano la tua seconda natura. Se sei cresciuto con una certa forma mentis, puoi anche arrivare a posizioni di buon senso come quella della CGIL di Treviso, oggi riportata da molti: "Stop a nuovi ingressi [di immigrati]. Prima regolarizziamo quei 13 mila che vivono da clandestini nella nostra provincia. Poi fermiamoci". Puoi dirlo, sì, ma poi la tua dose di buon senso si esaurisce inevitabilmente, e viene fuori la tua seconda natura, la belva ideologica nutrita con anni e anni di duro lavoro, e tu, segretario Barbiero, non puoi fare a meno di uscirtene con un magistrale: "Se la Lega è d’accordo con me, ben venga, significa che si sono convertiti alla linea della CGIL". Barbiero, Lerner ti ama già.

Bellezza che non sfiorisce

gloria-guida-5050I film di Gloria Guida sono invecchiati molto più rapidamente di lei, invecchiati irrimediabilmente. A nulla vale il recupero da parte del gusto trash, fenomeno finto-popolare ma in realtà profondamente radical chic, che oggi alimenta anche il mercato dei dvd in edicola. Buon per Gloria, che spero ne tragga qualche guadagno. Guadagni che finora non mi risulta siano mai stati da lei spesi in correttivi all’incessante opera della natura. Anche perché la natura l’ha favorita e lei è rimasta bella, splendida direi, una vera gioia per gli occhi. E sono pronto a scommettere che rimarrà tale anche da vecchia, e anche se dovesse prima o poi ritoccarsi.

Fascisti ad Harvard e in Africa. A Milano invece no

Harvard UniversityL’università di Harvard ha sfornato nel tempo molti uomini illustri, tra cui 7 presidenti degli USA, tipo J. F. Kennedy e Gerorge W. Bush. Ci ha studiato anche il pallido Obama. Ebbene, oggi il fascismo strisciante è strisciato perfino in quel gioiello di democrazia, in quella fucina di menti democratiche. Infatti, è stato deciso che in tempi di crisi economica si possono tagliare gli stipendi ai professori. E sono pronti a farlo. Ma come?? E i prof? Che aspettano a ribellarsi, a scendere in piazza, a occupare il McDonald’s, la stazione dei Grey Hound, la strada ferrata per il west? Probabilmente attendono l’arrivo di Di Pietro e di Epifani per rinfrescarsi le idee sulla vera democrazia. Intanto, i fascisti prendono piede anche in Africa, come testimoniato dal messaggio lasciato su un forum da una studentessa africana, una faccetta nera venuta in Italia e già disillusa: "… ho vissuto nel terzo mondo. Uno immagina che tutto sia uno schifo, ma dove vivevo le università pubbliche sono selettive. Se non hai punteggi alti non entri. Visto che è il governo che paga entra solo chi ha voglia e cervello per studiare. Terzo mondo, magari fosse così pure qua". Che brutta gente, eh? Selezionano. Selezionano la razza! Saranno senza dubbio i nipoti dei coloni fascisti d’Abissinia degli anni 30. Unico raggio di luce in questa tenebra reazionaria è la democrazia di chi domani a Milano minaccia di bloccare la stazione Centrale. Che bella gioventù! Sono pronti a impedire a chissà quanta gente di andare a lavorare o di tornare a casa, se non otterranno il biglietto a prezzo "politico" per andare a Roma a protestare. Se ne fregano degli altri cittadini, se ne fregano dei passi avanti nel confronto tra governo e università, se ne fregano dei passi indietro fatti dalla Gelmini. Dio li abbia in gloria. Il Duce sarebbe fiero di loro.

Quando la sinistra riscoprirà il territorio

salotto-pratoIn Trentino vince il Pd e sale la Lega, anche a scapito di Fi. Questi fatti, uniti ad altre indicazioni simili venute dalle ultime politiche e dalla vittoria di Alemanno a Roma, mostrano una strada che potrebbe salvare la politica italiana nel suo insieme dal tunnel senza uscita in cui si è infilata nel dopoguerra. Una strada per la verità già indicata più di vent’anni fa dalla Lega Nord di Umberto Bossi. Questa strada si chiama territorio. Semplicemente territorio. Chissà se i radical chic del Pd, dopo aver disprezzato tutti i "parvenu" con incredibile miopia, e dopo averli indicati al pubblico ludibrio come portatori di inguaribili malattie sociali, umane e civili, saranno capaci di imparare la lezione. Chissà se usciranno dai loro salotti per tornare a parlare con la gente. Io credo di no, e credo che questo significherà la loro fine come classe politica. Presto o tardi saranno spazzati via e sostituiti da un Berlusconi o da un Bossi di sinistra. Prendiamo un D’Alema. Potrebbe anche arrivare l’anno prossimo alla presidenza del Parlamento europeo, ma solo per inerzia, grazie alla spinta delle burocrazie. Politicamente, invece, potrebbe essere già morto oggi, stasera sul tardi o al massimo domani mattina presto. Intanto ieri notte il povero Lerner non riusciva nemmeno a dire la parola "territorio" senza storpiarla con una smorfia terrificante, non so bene se dovuta all’arrotamento convulso della "erre" o alla parola di per sé, che nella sua mente forse è sinonimo di "Lega", e dunque di un insulto alla politica e alla morale. Chissà.

Qui c’è l’ottimo post di corto maltese sul tema.

Chi ti ha dato la patente?

gad lernerImmaginiamo un mondo senza automobili. Anzi, togliamo pure i camion. No, non sono impazzito, non è un sogno ecologista, fatemi proseguire. Tra le conseguenze della sparizione degli autoveicoli ci sarebbe l’improvvisa inutilità delle patenti B e C, con la conseguente chiusura di una quantità immensa di scuole guida. Decine, centinaia, migliaia, forse milioni di persone a spasso in tutto il mondo. Ecco, ora immaginate un’Italia senza razzisti e senza fascisti. Non è facile immaginarsela, eh, perché ogni giorno un sacco di persone colte e simpatiche ci urlano dalla tv che l’Italia ne è piena, anzi che lo siamo tutti. In ordine alfabetico i primi che mi vengono: Bisio, Crozza, Dandini, Fazio, Fo, Lerner, Santoro, Ovadia, Vauro. Certe sere un vero assedio. Ebbene, in un’Italia del genere verrebbe meno la necessità di due patenti, quella di Antirazzista e quella di Antifascista. Patenti attualmente rilasciate in esclusiva dai signori appena ricordati e dai politici amati dai signori appena ricordati. Patenti che oggi servono ancora per lavorare in campi come il cinema, come ha detto bene recentemente Michele Placido da Vespa. Patenti che ti permettono di oltrepassare i limiti dell’assurdo senza venire multato. Per esempio puoi dare del razzista a Berlusconi proprio nel momento in cui la sua battutaccia dimostra nella maniera più chiara possibile che la sua mentalità è lontanissima dal pregiudizio razziale. Ma si sa, l’artista deve avere fiuto per certe cose, ed ecco la corsa per avere la patente, salire a bordo del carrozzone dei beoti e destreggiarsi tra i luoghi comuni più beceri. Ora, in un’ipotetica Italia senza fascisti e senza razzisti, e dunque lontanissima dall’Italia attuale, per carità, sorgerebbe un problema etico di non facile soluzione: che cosa farebbero tutti quei signori?

Upgrade 12 novembre: il giorno dopo questo post, sul Manifesto, quotidiano comunista, l’editoriale si intitolava "Patente di razzismo". Guarda a volte il caso! A chi veniva rilasciata lo lascio indovinare a voi: Maroni o il KKK?