Nero per caso

barack-obama-capitolMi colpisce la figura del prossimo presidente americano. Nero, bello, colto, intelligente, credente, ricco. In tanti dicono che in realtà è più bianco che nero, e io sono d’accordo, visto che appartiene a uno strato sociale dove l’unico colore che dà l’appartenenza è il verde dei dollari. Mi colpisce anche la percezione che se ne ha in Italia. Dico giù nella strada, nelle reception, in tram, al bar, cioè dove le finissime analisi politiche dei giornali non filtrano per intero, ma filtra bene, insieme alla faccia del candidato, il loro senso ultimo, riassumibile in poche parole, forse una sola: “cambiamento”. Dicevamo: nero, bello, colto, intelligente, credente, ricco. Nell’ottica del cambiamento, va fortissimo “nero”. Vanno abbastanza forte anche “colto” e "intelligente", perché sarebbero i presunti antidoti alla miserrima idea su G. W. Bush che va di moda qui da noi. Ciò che invece sparisce quasi del tutto è "credente" e “ricco”. Non è che lo si nasconde, eh, è solo che non lo si dice, e quindi non passa. Passa l’immagine di un messia nero, ma senza religione; di un J. F. Kennedy nero, ma privo di censo. Comunque ieri sera alle ore 20 sui principali network USA, il prossimo presidente ha comprato mezz’ora di spazi tv per chiudere la sua campagna elettorale con un lungo e bel discorso. Mezz’ora, non mezzo minuto. Trenta minuti, non trenta secondi. In prima serata. Alla faccia dei pauperisti italiani. Hasta la victoria!

12 commenti su “Nero per caso

  1. anonimo ha detto:

    eppure rischia di vedersi trombato per un dettaglio: continuità nella politica economica internazionale (medio oriente-europa-cina-india).
    personalmente mi aspetto una sorpresa in barba alla minacciata rivoluzione delle pantere nere.
    manca meno di una settimana e, sebbene i sondaggi lo diano avanti, il comitato spende cifre MAI viste…questo fa pensare.
    ho però un ultimo “sentiment”, parrebbe che tu con questo pezzo lo abbia gufato :)))

    saluti dal petisso

  2. ivanferrari ha detto:

    hey nero (bello) colto intelligente credente (ricco) potresti essere tu!!!
    la parentesi vale ovviamente come il meno in matematica..
    ;-D

    io avrei 4 commenti da fare mentre cerco i contenuti della gelmini..
    1. non credo sia tanto “più bianco che nero”, quanto effettivamente nero; credo invece che i neri, come gruppo, abbiano poche speranze di elevarsi (per vari motivi che non sto qui ad elencare) mentre il singolo, nero, ne ha senza dubbio.
    2. la percezione che se ne ha in italia dipende ovviamente dal tipo di occhi che guardano… in uno stato più o meno secolarizzato come il nostro, è chiaro che la parola “credente” sfuma; mi sembra normale, semplicemente perchè le persone non ci danno peso, perchè così abituate.
    3. la religione in USA è importante, ma è tenuta distante dalla politica.. Io tremo alla sola idea che qui la si voglia ritirare in campo.. Non so se hai letto della lapidazione di due giorni fa in somalia.. è chiaro che il parallelo è assurdo, perdonami… ma mi ha fatto venire i brividi, come al solito. Uno stato moderno non può essere basato su leggi divine Vinz..
    4. la mezz’ora è costata una follia; non so se sia segno di vera democrazia non dare un tetto a queste spese, ed avere quindi una sproporzione assurda tra chi ha un portafoglio gonfio e uno che non lo ha (Mac).

  3. vincenzillo ha detto:

    petisso, io gufare obama??? ma quando mai!!! 🙂
    Sì anche a me fa pensare tutto sto spendere e spandere malgrado sondaggi apparentemente favorevoli.
    La continuità nella politica estera dovrebbe far riflettere qualcuno anche qui da noi, cosa che secondo me avviene troppo poco.

  4. vincenzillo ha detto:

    ivan, con il fascino e i fondi che ho a disposizione posso candidarmi al massimo per il condominio… anzi meglio ancora per la scala. 🙂

    2. Non so se sia normale, forse lo è, ma a me non piace che in Italia si guardi agli USA come se fossero solo un’Italia più grande, più ricca, e più cattiva se c’è Bush, più buona se c’è Obama.
    3. Io invece tremo al pensiero di una secolarizzazione come quella prospettata e in parte attuata in Italia dalla cultura oggi più forte, una cultura dove non c’è patria, non c’è Dio se non nel chiuso della tua stanza, non c’è famiglia se non tra le tue quattro mura, non c’è vita senza un’alta qualità della vita.
    4. Il tetto alle spese ci vuole. Ma certo, se lo sfonda Obama, il pericolo per la democrazia USA non è comunque paragonabile con quello costituito dalla sola esistenza della Gelmini.

  5. Il fatto è che il dato di cambiamento, se verrà eletto Obama, è concreto poiché egli, essendosi presentato alle primarie senza un programma, ha “ereditato” il programma politico di Hillary Clinton (con il consenso della Clinton stessa, dopo le primarie). E il programma della Clinton, specie sul piano del sociale e dei diritti civili, è molto radicale e rappresenta una netta inversione di tendenza rispetto alla politica di Bush.

    Emblematica di questa visione è la presenza di Joe Biden nel ticket dei democratici, scelto proprio per il suo ascendente sui “colletti blu” di razza bianca e sulla piccola borghesia bianca. Inoltre, egli è rassicurante per i radical liberals e le femministe perché (diversamente da Obama, molto vicino alle chiese) è un cristiano all’acqua di rose, tanto che il vescovo della sua diocesi ha proibito ai parroci di somministrargli la comunione, per vie delle posizione di Biden a favore dell’aborto e della pianificazione familiare.

  6. fbungaro ha detto:

    1. “Mi colpisce la figura del prossimo presidente americano”: se non è gufare questo… 🙂

    2. Ti propongo un tema che credo ti interesserà:

    a) il sessantotto (inteso nel senso più lato) ha ucciso – o quantomeno posto tra parentesi – il sacro.

    b) ciò ha eliminato dagli orizzonti degli individui il santo. Ciò che è rimasto, occupando l’intero spazio, è il ricco.

    Che conseguenze ne possiamo trarre?

  7. vincenzillo ha detto:

    licenziamento, “il vescovo della sua diocesi ha proibito ai parroci di somministrargli [a Biden] la comunione”.
    Per Biden non è un problema: tanto gliela dà Obama! 😉

    A parte gli scherzi, a me basta che non mi tocchino la guerra al terrorismo. Personalmente, mi sento più protetto dagli USA che da D’Alema.

  8. vincenzillo ha detto:

    fbungaro,
    c) BERLUSCONI SANTO SUBITO!

    Scherzi a parte, io non penso che il ricco sia l’unico modello imperante. Io vedo trionfare il modello del ricco, ma anche quello dello sballato cronico e quello dell’uomo “contro”. E riconduco al 68 (sempre in senso lato), la responsabilità. Infatti il 68 ha fatto forse qualcosa di ancora più profondo che far eclissare solo la figura del santo: ha proposto di far eclissare il “modello” in genere, cioè la necessità stessa di un modello. Il piano era abbatterli tutti per fare emergere quella che veniva spacciata per la vera natura dell’uomo, ossia, scava scava, il buon selvaggio di Rousseau. Via il santo, via anche il buon borghese operoso, ed ecco magicamente apparire una società più giusta. E’ questo dato culturale che secondo me va tenuto sempre presente per capire l’ascesa dei modelli oggi vincenti a livello di immagine pubblica.

    Tu invece che conseguenze ne trai?

  9. nonsonogus ha detto:

    Obama for President.
    Ciao.

  10. vincenzillo ha detto:

    nonsonogus, un saluto anche a te.

  11. anonimo ha detto:

    Dal 2009 anche in Italia andrà di moda il nero.

  12. vincenzillo ha detto:

    #11, dipende dalla categoria merceologica: i soliti bene informati lamentano che per le camicie si porti molto già dalla primavera-estate 2008.

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