Appunti per una nuova politica (con risposta di Ferrara)**

Al direttore – Il dibattito suscitato dalle sue posizioni mi fa pensare a  come potrebbe essere la politica futura in Italia. Oggi il presunto "rispetto", la presunta "correttezza", spaccia troppe cose fondamentali per mere "questioni di coscienza" non attinenti alla politica. Vita, morte, bene, male, sono o non sono attinenti alla politica? E’ questa la domanda oggi ineludibile. E la risposta che la politica non può decidere il bene e il male, se no è teocrazia, è superata. Superata dal connubio tecnica-relativismo, e dal potere che questo connubio esercita sulla vita. Sulla vita dell’individuo e sulla vita della natura. Bisogna rendersi conto che il relativismo, al di là delle intenzioni dei singoli propugnatori, spinge verso un solo risultato: la vittoria dei tecnici, siano essi banchieri, finanzieri, scienziati, medici. In altre parole, la vittoria del Nulla. La politica italiana però sembra non capirlo. Preferisce anestetizzare se stessa e i cittadini, o al limite giocare sull’ambiguità. Ambiguo è stato il centrodestra di Fini (legge 40) e Berlusconi (mancato apparentamento con la lista pazza). La sinistra invece, orfana del dogma sovietico, ha abbracciato quasi senza riserve il relativismo. Il risultato è che – salvo eccezioni – l’alibi delle presunte questioni di coscienza ha spazzato via dall’arena politica questioni fondamentali, su cui invece sarebbe bello e civile scannarsi politicamente. E sarebbe anche bello e civile che da questo bagno di sangue uscissero posizioni politiche di tipo identitario che, mischiandosi con le altre di ordine più pratico ed economico, andassero a formare il nocciolo di posizioni politiche finalmente moderne. Utopia?
Vincenzo Garzillo, via web

Risposta di Ferrara: Teocrazia appunto no, basta fare come se Dio ci fosse. Non è poco.

*Pubblicata oggi sul Foglio.
**Upgrade lunedì 4: ho preso pure la coccardina rossa del "Greatest hits", perché nel frattempo era uscita anche online su Hyde Park Corner.

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Amicizia è: pizza, calcio e filosofia

nomosIl mio amico Alberto è un tipo molto serio, quadrato, teutonico direi. Non a caso ha sposato una tedesca di Germania e ha fatto con lei un pampino bellissimo, che porta un nome non proprio latinissimo: Yannick. Eppure, diversamente dai tedeschi di Germania, ha anche un sorriso furbo, molto latino, e una risata a tratti mefistofelica. Ci unisce, oltre a un’intelligenza fuori dal comune e ai ricordi di anni di studio all’università, la passione per il calcio e per la filosofia. Ieri ci siamo incontrati per guardare insieme il trofeo Tim, triangolare del tutto inutile tra Juve, Milan e Inter. E alla fine lo abbiamo anche visto in un bar gestito da simpaticissimi pugliesi in corso Como, un posto che peraltro non c’entrava assolutamente niente con corso Como. Ma prima, pizza e filosofia. Dopo una breve premessa, per me ludica ma per lui sconsolata, sullo sfascio della sinistra italiana, dal Pd a Rifondazione Perpetua, siamo saltati a due nostri idoli: Ernst Jünger e Carl Schmitt. Ah i nazistoni, orrore! Ah i nostalgici, ah i reazionari, orrore! Due geni. Due tedeschi dal discorso quadrato, ma ricco anche di improvvise impennate e vertiginose discese negli abissi. Analogie, parallelismi, immagini che svelano più di quello che dicono. Un’incredibile capacià di sintesi. Dono raro oggi che trionfa l’analisi, la separazione dei campi, dei saperi, dei linguaggi. Finito il trancio di pizza, lui mi legge un passo di "Terra e mare" di Schmitt sui pirati, visto che sul mio blog ha letto della mia passione (qui). Tornato a casa mi viene voglia di riaprire "Il nomos della terra", sempre di Schmitt, tomo Adelphi costato una fortuna. La filosofia del diritto non è una scienza astratta. Si misura con le figure fondamentali del nostro abitare il mondo: la terra, il mare, l’aria. Si cala nei panni degli antichi romani, dei barbari, dei conquistadores, dei marinai e dei pirati che si scontrano sui vascelli in mare aperto. Dell’Europa e dell’America. Delle armi e dei luoghi della guerra. Delle guerre prima, durante e dopo le guerre tra Stati. "L’ordinamento eurocentrico finora vigente del diritto internazionale sta oggi tramontando. Con esso affonda il vecchio nomos della terra. Questo era scaturito dalla favolosa e inattesa scoperta di un nuovo mondo, da un evento storico irripetibile. (…) Il pensiero degli uomini deve nuovamente rivolgersi agli ordinamenti elementari della loro esistenza terrestre. Noi siamo alla ricerca del regno di senso della terra". Brividi e lacrimucce.

Le scimmie sì che sono umane

Oltre a non saper disegnare, in questi giorni non ho nemmeno voglia di scrivere. Dunque mi limito a buttare lì abbozzi di pensieri e di storie. Una mi è venuta in mente leggendo alcune folli dichiarazioni sull’estendere i diritti umani alle scimmie, naturalmente nella Spagna di Zapatero. Ora, che idea di uomo deve avere chi partorisce una fesseria simile? Non parlo di Zapatero, ma di un certo Singer e di chi gli dà retta. Alcune scimmie possiedono il 95% del nostro patrimonio genetico, dicono. Vero. E allora? Le scimmie sono uomini, per caso? Non mi risulta. E’ in occasioni come queste che mi accorgo di quanto sono conservatore dentro, e soprattutto di quanto sia importante che qualcuno continui a chiedersi che cos’è che ci rende uomini, senza fermarsi al solo patrimonio genetico, senza dar retta al solo materialismo.

RASTAFASCIO. Il primo fumetto senza fumetti

(Dedicato a boris battaglia, fumettaro e anarchico come pochi)

Look rasta. Residenza fissa: centro sociale. Inspira fumi, tracanna intrugli, ascolta la musica d’ordinanza. Sembra uno dei tanti, ma non lo è. Perché ha appena scoperto di avere le stesse idee politiche di una ministra. Una ministra di destra. Uno sporco “fascio”! Che ne sarà di lui??

Episodio 1 – Er fùrmine der uèbbe

Interno di un centro sociale non meglio identificato.
Sopra un angolo campeggia un brandello di lenzuolo lercio con la scritta a pennarello multicolore “Internet Korner”.
RASTAFASCIO sta armeggiando con l’unico computer, vecchissimo e mezzo scassato, nel vano tentativo di andare sul web.
Vicino a lui c’è un suo amico, FUMETTARO ANARCHICO, riconoscibile dalla matita anarchica che in ogni vignetta ritroviamo in una posizione diversa, ora nella tasca davanti, ora nella tasca di dietro, ora sopra l’orecchio, ora dentro l’orecchio. La matita anarchica è sempre segnalata da apposita indicazione a margine.

RASTAFASCIO
Ahò, er modem anteguera se stà a bloccà ogni du secondi. Me pare er traffico de Roma quanno ce stà er presidente Busce!

FUMETTARO ANARCHICO
E tu daje una spinta, no?

FUMETTARO ANARCHICO sferra un calcione rabbioso alla colonna del computer sotto il tavolo.
Sul monitor compare la pagina del blog giorgiameloni.garbatella.it

FUMETTARO ANARCHICO
Hai visto che con le bbuone maniere…

FUMETTARO ANARCHICO dà un altro calcione al computer.

RASTAFASCIO
Ahò, ‘a Fumettà, e datte una carmàta, che nun riesco manco a leggere.

FUMETTARO ANARCHICO (minaccioso)
‘A Rasta, invece de ringrazzià, me stai a dare ordini? Ma nun ce lo sai che sono anarchico io? Lo sai dove te li puoi mettere i tuoi ordini? Eh??

RASTAFASCIO
Ehi fratello, grazie. Pis en lov.

FUMETTARO ANARCHICO
Pis en lov un par de palle.

RASTAFASCIO continua a leggere senza più badare a FUMETTARO ANARCHICO.

FUMETTARO ANARCHICO (sospettoso)
Senti un po’, me dici che stai a fà sur blogghe de una fascista? 

RASTAFASCIO
Me stò a informà. Che è vietato?

FUMETTARO ANARCHICO
Te stai a informà? Tipo de che?

RASTAFASCIO
Tipo che ce stà l’idea della connessione Uai Fai. Mica male come idea.

FUMETTARO ANARCHICO
Sarebbe a dì?

RASTAFASCIO
Ma gnente, dice che vorebbe dare l’accesso pubblico ai ggiovani per accedere a prezzo aggevolato ar uèbbe.

FUMETTARO ANARCHICO
Ma chi? La fascista? Ma famme er piacere!

FUMETTARO ANARCHICO dà uno spintone a RASTAFASCIO, che cade dalla sedia, e si siede al suo posto.

RASTAFASCIO, rialzatosi, sbircia il monitor da dietro le spalle di FUMETTARO ANARCHICO.

RASTAFASCIO
Anvedi. Ma quinni pure le canzoni de Bbob Marle me posso scaricà.

FUMETTARO ANARCHICO
Ma nun capisci? È solo una bbieca manovra elettorale tipica de sti fascisti. Prima te danno er uèbbe, poi se pijano er voto tuo con la forza.

RASTAFASCIO
Bbhè però Bbob Marle mica era fascista.

FUMETTARO ANARCHICO
E che vor dì?

RASTAFASCIO
Vor dì che se può scaricà de tutto, mica solo Carzetta nera. Basta raggionà.

FUMETTARO ANARCHICO (in collera)
Ma che stai a dì? Ma quale raggionà!! Stai a ggiustificà una fascista?

RASTAFASCIO
Manco per gnente, morte ar fascio, viva l’anarchia pis en lov!

FUMETTARO ANARCHICO (furioso)
Ma quale pis en lov?? Niente pis en lov! Io non sono come voi! Io sono anarchico, io sono libbero!! Libberooooo!!

FUMETTARO ANARCHICO buca il monitor del computer con un pugno.
Ma rimane fulminato.
Cade a terra con il braccio carbonizzato e fumante.

Due barellieri della Croce Rossa portano via FUMETTARO ANARCHICO ancora delirante.

RASTAFASCIO
Bella prova, l’unico computer che funzionava. Mò siamo pure isolati dar monno.

Interno dell’ambulanza.
FUMETTARO ANARCHICO è sdraiato sul lettino, attaccato alla flebo.
Accanto a lui, RASTAFASCIO.

RASTAFASCIO
A Fumè, senti un po’ ma così tanto per sapello: quanno se vota la prossima vorta?

FUMETTARO ANARCHICO trasale e lancia un’occhiata di forte sospetto a RASTAFASCIO.

FINE

Amo i pirati, non c'è niente da fare

tai-panL’aveva capito il mio amichetto Alberto Girola, che sfruttava questa mia debolezza e mi lasciava apposta per dei quarti d’ora come un pirla davanti al citofono prima di aprirmi la porta e lasciarmi salire a casa sua a vedere Capitan Harlock. Bastardissimo! Poi vennero i romanzi di Sandokan, poi "Sinbad il marinaio" da "Le mille e una notte", poi un’altra versione spaziale con "Il pianeta del tesoro", poi "Cantando dietro i paraventi" di Olmi, poi Hugo Pratt, poi Pirati dei Caraibi. Poi scopro che il disegnatore Gipi, già da me recensito molto positivamente sul Giornale (pensate, un berlusconiano che recensisce positivamente un anti-berlusconiano su un giornale filo-berlusconiano: roba da venire gettati in mare con i polsi legati dietro la schiena!), sta lavorando da tempo a una storia di pirati (qui). I disegni come sempre sono bellissimi, non vedo l’ora di leggerla. Infine ieri guardo in tv "Tai Pen" (un riassunto si trova cliccando qui). Protagonista un mercante scozzese in terra cinese, Dirk Struan, grande amante di soldi, potere, donne, che è stato anche corsaro nelle acque dell’Estremo Oriente per l’Impero britannico. Un mostro abominevole? Per tanti aspetti forse sì. Ma che fascino, ragazzi, che stile. Di sicuro non mancano le affinità con molti altri pirati, tra cui il pirata italiano più odiato e più amato dei tempi moderni: Silvio Berlusconi. Un giorno approfondirò la questione in un saggio: fenomenologia di un pirata italiano. La copertina naturalmente sarà una foto del Berlusca con la bandana bianca in testa. bandanaPer un giudizio su Dirk Struan, comunque, bisogna tenere nel giusto conto un fatto fondamentale: laddove prima c’era solo uno scoglio maledetto, grazie anche a lui e alla sua ambizione megalomane ora sorge Hong Kong, città meravigliosa a detta di tutti quelli che conosco che ci sono stati.
Mi ha colpito in particolare ciò che dice Struan in un momento di particolare difficoltà della sua vita, a un passo dal tracollo finanziario:

Ho bisogno di amici. Anche di amici pericolosi.

Per gli amanti dei pirati c’è di che meditare…

Brevi dal mondo, dall'Italia e da casa mia

Bono Vox ai paesi ricchi: "Avete tagliato i soldi ai poveri".
Il fisco a Bono Vox: "Sei fortunato che non tagliamo le mani agli evasori".


Finalmente un fatto concreto: Berlusconi sta davvero ripulendo Napoli dai rifiuti.
I giornali, perfino quelli berlusconiani, si vergognano a dirlo forte. I lettori non sono abituati ai fatti.*


Alberto D’Ascola in arte Alborosie, cantante rasta, annuncia che in Italia c’è il fascismo.
Per questo, lui sceglie di rimanere a vivere in Giamaica. Ce ne faremo una ragione.


Su Eluana, il Manifesto lamenta "le sgradevoli interferenze laiche".
Quindi i laici non possono parlare, il clero figurarsi. Ormai al Manifesto non rimane che un interlocutore: Dio**.


Sempre sul Manifesto: "Che Guevara modello pacifista".
Ma perché mi ostino a cercare battute migliori?


Ho messo i più grandi disegnatori del mondo a fare quello che preferiscono in assoluto: niente.
Così la settimana prossima posterò a mio nome la prima a storia a fumetti senza fumetti.


Buon fine settimana!

*Ringrazio Corto Maltese per la segnalazione.
**Pubblicata sul Foglio, Hyde Park Corner.

"Una sepoltura decente ad ogni soldato"

BARA2b1L’esercito israeliano ha un impegno preciso con il popolo, e lo ha mantenuto ancora una volta. Ha riavuto le salme di Ehud Goldwasser ed Eldad Regev, soldati sequestrati da Hezbollah circa due anni fa. Per farlo, ha dovuto trattare con un’organizzazione terroristica e liberare in cambio 5 terroristi tra cui un infanticida, prontamente festeggiati dai loro con poster e inni. Si tratta indubbiamente di una sconfitta diplomatica, non si dovrebbe mai trattare con i terroristi. Ma Israele è una realtà difficile da comprendere, e forse una considerazione di Anna Momigliano oggi sul Riformista può aiutarci a farlo. L’esercito israeliano non è un’istituzione qualunque, bensì "il cuore della società". Non c’è destra né sinistra che tenga. Ci sono contestazioni anche molto dure, ma non c’è mai sterile polemica, né cori infami e schifosi. Chi conosce la storia sa che Israele è una democrazia sotto assedio fin dalla sua fondazione. Per questo motivo "Tutti in Israele hanno qualcuno nell’esercito: un figlio, una figlia, un marito riservista, o tutte e tre le cose. Per tutti, dai soldati alle loro famiglie, è fondamentale sapere che il governo farebbe qualsiasi cosa per riportarli a casa, vivi o morti". E allora li si riporta a casa tutti, vivi o morti. 10, 100, 1000. O anche solo 2.