Erri De Luca bara sui sogni. Per questo merita disprezzo*

de luca(Aggiornamenti al post precedente)
La presentazione del libro "Io, l’uomo nero", intervista a un ex terrorista di Ordine Nuovo, è stata annullata in seguito all’articolo di Miriam Mafai da me citato nel post precedente. Non faccio in tempo a gioire per la notizia che scopro ulteriori dettagli, agghiaccianti, sulla vergognosa operazione culturale dello scrittore Erri De Luca nell’invitare l’altro terrorista citato, quello delle Brigate Rosse. Estraggo un brano da un articolo scritto da Benedetta Tobagi, figlia del giornalista Walter, vittima del terrorismo, sul Sole 24 Ore il 15 febbraio:

Un comunicato stampa sullo spettacolo “Chisciotte e gli invincibili” mi chiarisce cosa intenda De Luca con la parola “invincibili”, ossia: “tutti coloro che non si arrendono e che non smettono mai di combattere […] Questo Chisciotte è un omaggio ai sognatori che non si arrendono, a coloro che non si sottraggono al coinvolgimento, che non sono mai spettatori passivi di quanto accade. A quei seguaci delle cause perse che proprio in quanto tali sono in fin dei conti invincibili […] che non si fanno fermare da nessun campo di prigionia, da nessuna espulsione perché chi va a piedi non può essere fermato”. Invincibili sono gli innamorati, invincibile -dice De Luca- “non è chi sempre vince, ma chi mai si fa sbaragliare dalle sconfitte, chi mai rinuncia a battersi di nuovo”. Invitato a parlare di questo spettacolo, dunque, un ex BR irriducibile, nella città dove il 19 marzo 2002 Marco Biagi è morto assassinato dal piombo brigatista. Scandaloso e inquietante.

Erri De Luca dunque prende un volgare assassino sconfitto dalla storia e lo paragona alla geniale incarnazione del sognatore, anacronistico eppure sempre moderno, ridicolo eppure tragico. Il motivo di tale sconcezza è evidente. De Luca cerca di salvare la sua coscienza, ammantando di un alone nobile la sua stessa militanza in Lotta Continua. Un’operazione falsa e quantomeno di cattivo gusto. Perché i terroristi non erano sognatori. Non li si può spacciare per tali. Altro che sognatori! Il sogno è una cosa troppo seria e insieme troppo lieve per essere confusa con le farneticazioni ideologiche di quegli anni e con i loro esiti disumani. Per questo io disprezzo chi li spaccia per sognatori.
Altro piccolo aggiornamento: una lettera di Giuseppe Ardica, autore del libro sul terrorista nero, pubblicata sul blog lastorianascosta, cui segue tra le altre la mia risposta.

*upgrade del 22 febbraio: ho cambiato il titolo iniziale che era solo "Io disprezzo Erri De Luca" perché ho voluto dare più risalto al motivo.

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8 commenti su “Erri De Luca bara sui sogni. Per questo merita disprezzo*

  1. remomichelotti ha detto:

    limita il tuo “disprezzo” e volgilo verso persone meno superficiali. sono solo vecchi egocentrici egoisti , senza storia, con una gioventù vuota,una maturità vuota e una vecchiaia piena di rancore . Altro che invincibili , sono stati sconfitti dal loro IO. Di loro rimarrà solo un numero 68 tanta polvere e la nostra indifferenza.

  2. AlbertoAbenante ha detto:

    Così come avevi scritto del caso inglese partendo da una notizia falsa (l’avevi scritto qui), adesso te ne esci con questa storia incredibile, confondendo le idee delle persone che ti seguono per il semplice fatto di non dire come sono andate esattamente le cose, di che spettacolo si tratta, come viene eseguito, cosa è stata Lotta Continua, chi è Erri De Luca, cosa erano le Br, cosa ha fatto Vittorio Antonini, cosa fa adesso, ecc. ecc. Per non parlare di Concutelli, dal quale per carità, sono lontanissimo (allo stesso modo che dalle Br e da Vittorio Antonini) ma che, per esempio, è andato in tv nella trasmissione “Niente di Personale”, su LA7 e condotta da Antonello Piroso. Lo stesso giornalista che lo scorso anno ha realizzato una splendida intervista con il figlio di Calabresi e il suo “Spingendo la notte più in là”. Non si capisce quindi perché non possa presentare il suo libro in una libreria. Questo per dire che, secondo me, ogni libro, ogni intervista, ogni scritto, dei protagonisti negativi degli anni Settanta, può essere uno strumento per leggere quegli anni. Insieme, ovviamente, alle cose che hanno da dire i familiari delle vittime (che però, per quanto noi si possa fare, non avranno mai restituiti i loro cari).

    Detto questo, farei notare che lo lo spettacolo in questione è “Chisciotte e gli invincibili” scritto da Erri De Luca e rappresentato con la musica e le parole di Gianmaria Testa e Gabriele Mirabassi.
    Lo spettacolo è giocato attorno alla figura di Chisciotte e sono citati diversi poeti (Hikmet, Sarajlic, Brecht, tra gli altri). Chisciotte, per lo spettacolo in questione, è l’archetipo del perdente ma che non per questo, vinto. E oggi i nuovi Chisciotte sarebbero, per esempio, i migratori quelli “che attraversano il mondo a piedi per raggiungerci e che non si fanno fermare da nessun campo di prigionia, da nessuna espulsione perché chi va a piedi non può essere fermato”, dice De Luca.
    Questo per dire solo davanti a che tipo di spettacolo siamo. Tu ne scrivi come se fosse una storia edulcorata delle Brigate Rosse, dicendo il falso.
    Come viene eseguito lo spettacolo? Qui trovate un esempio.

    Ci sarebbe da dire cosa è stata Lotta Continua, ma potresti chiederlo tranquillamente al tuo idolo Giuliano Ferrara il quale sa bene come sono andate le cose, tanto da fare scrivere sul suo giornale Adriano Sofri, il capo di quella compagine, condannato per l’omicidio Calabresi (secondo me è innocente, ma è un’altra storia). E lo stesso Sofri, per dire, scrive sul giornale sul quale scandalizzata ha scritto il celebre articolo (un tantinello censorio, da buona democratica, insomma) Miriam Mafai. Mi chiedo: come mai un ex br non può andare a uno spettacolo teatrale tanto da suscitare lo sdegno della Mafai e poi non censurare, sempre su Repubblica, Sofri? Sarebbe una bella domanda da rivolgere alla Miriam.

    Infine, sul pentimento e sul perdono. Sono due sentimenti, chiamiamoli così, tanto personali che non è possibile scrutarli da vicino. Da un lato lo Stato deve perseguire i reati, arrestare le persone, processarle e se condannate fare scontare loro la pena cercando di recuperarli alla società. E così per il terrorismo di destra e di sinistra lo Stato ha vinto, la democrazia ha trionfato e noi, tutti noi, con essa. E questo risultatoè sotto gli occhi di tutti, vivaddio. Se lo Stato ha fatto poco per ricordare le vittime, se il giornalismo ha scritto poco delle vittime, se la televisione dà poco spazio alle vittime della ferocia di quegli anni, beh, non è colpa delle Br o di Ltta Continua. Ma proprio di quelle istituzioni che quello spazio hanno negato. E quindi anche mia e tua, mio caro. Cominciamo dalle nostre responsabilità, poi parliamo di quelle degli altri.

    Un saluto

  3. AlbertoAbenante ha detto:

    Scusate ma il post non ha preso alcuni link.
    Per lo spettacolo potete andare qui: http://www.youtube.com/watch?v=_V4jKQcl3H4

  4. vincenzillo ha detto:

    remo, il problema è che questo loro rancore lo usano per falsificare la storia e per distruggere i sogni dei giovani di oggi. Chi cinicamente, chi in buona fede, ma il risultato è sempre quello.

    albertoabenante, forse quello confuso sei tu: hai scambiato il mio post per un trattato storico sui terroristi e su Lotta Continua? Qualche minimo link a wikipedia l’ho messo, ma per il resto do per scontate le conoscenze storiche dei lettori, o in alternativa la loro volontà di informarsi.
    Il mio post parte da un fatto di cronaca, cita fatti storici inoppugnabili e cerca di dare loro un senso. L’accostamento tra don Chisciotte e l’ex brigatista non l’ho fatto io, ma Erri De Luca, ex dirigente di Lotta Continua, invitando l’ex brigatista non pentito. Che c’entra uno così a uno spettacolo che parla di sognatori? I terroristi erano dei sognatori? No. Ma questa è la domanda fondamentale per me, e al di là di tutto io sarei curioso di sapere la sua su questo punto.

    Quanto ai rapporti tra Mafai e Sofri, francamente non me ne importa nulla.

    Sui non pentiti e sulla presunta censura nei loro confronti, ti copio quello che ho scritto sul blog già da me linkato nel post:

    “io invece sono d’accordo con Mafai: bisognerebbe dare risalto solo a chi si è pentito. Trovo di cattivo gusto dare risalto a chi non si è pentito.
    Il motivo principale è che non vedo proprio che cosa un non pentito possa apportare di nuovo e di originale al dibattito sulle ragioni di atti tanto scellerati, che un pentito non possa apportare. Il pentito e il non pentito hanno fatto le stesse cose, l’unica differenza tra loro è venuta DOPO quei fatti e riguarda solo loro e la loro coscienza. Con quei fatti e con la sacrosanta necessità di fare luce non c’entra nulla. Invece vedo bene come il loro salire alla ribalta possa riaprire ferite non ancora sanate. Qui sta il cattivo gusto, al di là di come vengano presentati. Non dovrebbero essere lì e basta.
    Quanto al modo, sono convinto che agitare lo spettro della censura sia scorretto e fuorviante. Infatti in democrazia esiste un modo molto più semplice, legittimo e infallibile: il disinteresse. Puro, sano, democratico disinteresse. Chi non si è pentito faccia quel che vuole, pubblichi pure un libro, ma il mondo della cultura, dello spettacolo, della tv, dovrebbe trattarlo come merita: con quel silenzio distratto che invece viene solitamente dedicato alle vittime. Piroso ha già intervistato anche Mario Calabresi. Ottimo. Ora, se non avesse intervistato Concutelli, sarebbe stata censura? No. Sarebbe stato puro, semplice, democratico disinteresse.”

    Ultimo punto, le responsabilità. Lo Stato ha le sue, e gravi. La cultura ha le sue, altrettanto gravi. Infatti mettere in circolo l’idea che i terroristi erano sognatori è un fatto esteticamente, eticamente, educativamente molto grave. Non trova?

    Infine, il pentimento: io chiedo a chi vuole ancora dire la sua il pentimento di fronte alla società, il pentimento civile. Quello giudiziario e quello privato sono correlati, ma sono cosa diversa.

    Un saluto

  5. remomichelotti ha detto:

    Ricordo quel periodo con precisione.
    ricordo i volti dei giovani di Praga ,guardare i loro coetanei sulle torrette dei carri del “patto” , ricordo le espressioni dei soldati i loro sguardi e la loro complicità al limite della diserzione.Un momento estetico di rara potenza. Chisciotte?? si si un popolo intero e una armata intera di Chisciotte di sognatori.
    Ricordo però anche sociologia di Trento ricordo la pochezza che usciva dalle bocche dei vari Curcio e Franceschini Ricordo la loro inettitudine e come venivano scacciati dalle nostre assemblee per palese stupidità. Ricordo la distanza abissale tra quel embrione di B.R. L.C. P.O. e tante altre sigle e noi , la società dove pretendevano di operare in virtù di quattro lezioncine uni… mal seguite.( ma che cattivi maestri ..loro piuttosto cattivi allievi che per palese difficoltà a capire rielaboravano a loro piacere quelle poche informazioni che erano in grado di recepire, tipico dei mediocri ) Ricordo dei personaggi privi di qualsiasi progetto sociale privi di qualsiasi responsabilità , privi di qualsiasi morale , arroganti egocentrici Ricordo quasi tutti inesorabilmente benestanti e quasi tutti stupidamente violenti. Ricordo il loro “parlare” solo con il tono di chi urla.
    Una sintesi ? “eschimo” vuoti che urlano
    Ditemi pure che non tutti erano cosi , che molti erano in buona fede, però per me che li vedevo erano e rimarranno vuoti.
    Invincibili? ma di cosa? per favore!!!
    Solo la storia personale di Alex Alanger può coinvolgermi a riconsiderare il tutto.

  6. vincenzillo ha detto:

    remo, grazie per aver condiviso il “momento estetico di rara potenza” di Praga.

    Quanto ai presunti rivoluzionari italiani che hai visto in azione a Trento, tu li definisci “Inetti”, “cattivi allievi”, “distanti dalla società“, “irresponsabili”. Mi piacerebbe che tutti quelli che hanno visto all’opera ideologhi o esecutori parlassero con tanta chiarezza. Basta reticenze. Si smontino finalmente i falsi miti, si liberi lo spazio per altri sogni e altri modelli.

    Quanto alla buona fede di tanti, ci posso anche credere. Ma non è una giustificazione sufficiente, quantomeno nel caso di gente che ha fatto cose molto gravi.

  7. anonimo ha detto:

    Veramente il titolo originario era “mistifica i sogni”. rendeva di più non trovi…a domani. mi sono decisa a scrivere qualcosa in merito

    federicapaola capecchi

  8. vincenzillo ha detto:

    fedepaola, perché dicevi a domani?
    e che cosa hai scritto in merito?

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