Una testa rotolante e altri pezzi di corpi

decapitazSegnalo l’illuminante articolo di Ernesto Aloia sul giornalista Daniel Pearl, decapitato e tagliato in dieci pezzi dai terroristi in Pakistan nel 2002. Tante domande mi sovvengono. Tipo: perché mi fa tanto effetto il solo pensiero di un uomo decapitato e tagliato in dieci pezzi a scopi politici? Oppure: perché mi viene in mente che solo dieci giorni fa Hassan Nasrallah, il capo di Hezbollah, formazione terroristica libanese, ha rivendicato davanti a una folla osannante il possesso dei pezzi di corpi di soldati israeliani? (Poi, non pago, ha specificato: "mani, piedi, un corpo intero fino al bacino", come segnala Fiamma Nirenstein sul suo blog). E ancora: perché la scoperta avvenuta pochi mesi fa di un luogo in cui i terroristi iracheni torturavano i soldati americani ed europei non ha avuto nessuna rilevanza sui nostri media? A tutto ciò risponde uno stralcio dell’articolo di Ernesto. Dove dice che di fronte alla scelta se mandare o meno in onda le immagini delle varie atrocità commesse dai terroristi "si preferì l’oscuramento totale, la rimozione. Ufficialmente per salvaguardare la dignità delle vittime e la nostra delicata sensibilità di occidentali – in realtà, troppo spesso, per difendere il mito della "resistenza irachena" e poter continuare a sbattere in prima pagina Abu Grahib e Guantanamo. Per farci credere di non avere nemici. Per farci accettare le equivalenze balorde tra Bush e Bin Laden". Il messaggio che i terroristi volevano farci arrivare, messaggio che grazie a questa scelta dei nostri media non ci è mai arrivato è: "non potete vincere contro di noi perché noi siamo capaci mettere a tacere la nostra umanità". Sottolineo: "mettere a tacere la nostra umanità". Capito finalmente chi abbiamo di fronte?
(Sono in attesa di informazioni anche su un altro articolo illuminante di Carlo Panella a proposito di un Muro che non è quello innalzato da Israele come efficace difesa contro gli attacchi terroristici palestinesi, ma quello innalzato dagli egiziani per ostacolare l’ingresso dei loro tanto amati fratelli palestinesi)

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10 commenti su “Una testa rotolante e altri pezzi di corpi

  1. ivanferrari ha detto:

    Vinz… non so se risponderti e prendermi una tonnellata di pomodori in faccia… 😉

    ora devo scappare ma in brevissimo io la vedo così:

    1. il “loro” luogo di tortura ha avuto meno rilevanza rispetto ai due “nostri” perchè siamo noi ad avere in teoria bandito la tortura. Non loro. Non solo; ma siamo noi che ci siamo dichiarati anime belle che vanno a portare la democrazia e i diritti. Per quello torturare extra USA a Cuba, insultare il Corano (peggio a un credente musulmano non si può fare) e infligger loro pene di tutti i tipi non è stato accolto con grandissimo favore dalla nostra opinione pubblica, che ovviamente ha gridato allo scandalo. Oltretutto essendo noi europei e molti americani contro l’invasione in Iraq.

    2. come dicevo, anche tra gli arabi non molti amano i palestinesi. Cmq l’egitto, che è poverissimo t’assicuro, non può nemmeno permettersi un’invasione totale come quella di gaza.

  2. anonimo ha detto:

    posso segnalare a Vincenzo che Daniel Pearl è stato ucciso in Pakistan?

    EA

  3. vincenzillo ha detto:

    grazie EA, orribile errore dovuto a fretta, rimedio.

  4. anonimo ha detto:

    stai giocando duro, finalmente.
    mi piace.
    Una mamma disperata

  5. vincenzillo ha detto:

    ivan, tu mi dici: “il loro luogo di tortura ha avuto meno rilevanza rispetto ai due nostri perchè siamo noi ad avere in teoria bandito la tortura. Non loro.”
    Ma che significa? Forse la loro tortura è meno interessante della nostra? Il compito di chi ci informa è di farci capire chi abbiamo davanti davvero, non di occultare la sua vera natura e di farci credere che il problema non sono loro ma siamo noi. Non credi?

    Sul Muro. Sì ma anche qui, perché a noi i media parlano solo del muro cotruito dagli israeliani, per di più bollandolo apertamente come apartheid, nazismo, e invece dell’altro non ci parlano, se non per dirci che Hamas lo sta tirando giù, senza ovviamente spiegare niente di niente, né bollarlo in nessun modo?

  6. vincenzillo ha detto:

    #4, grazie. Mi incuriosisce da matti la tua firma…

  7. ivanferrari ha detto:

    Ciao Vinz,
    per la fretta ieri non ho messo una nota per evitare proprio mi contestassi quello che mi contesti. Volevo scriverti, fra parentesi, che è chiaro che io non sto giustificando la tortura. Sto rispondendo a quanto hai chiesto tu: perchè fa più scandalo Abu ghraib e guantanamo? Perchè noi siamo andati in pompa magna e molto, molto in teoria a portare diritti e democrazia. Non sto dicendo che la pratica della tortura sia apprezzabile. E’ chiaro che se i mezzi di comunicazione che tu accusi di non presentarci il nemico come davvero è al contempo ci bombardano di corbellerie su quelli che dovrebbero essere i motivi della guerra in iraq prendendoci oltremodo per stupidi per poi fare emergere una realtà di strazi e torture anche dalla nostra parte uno si domanda e scandalizza: ma non erano “loro” i boia, le bestie, e non era contro questo che noi democratici non-torturatori dovevamo combattere? La domanda mi sembra lecita e sacrosanta.

    e sul muro: ma perchè tiri fuori sta storia? vai al confine di varese con la svizzera, prova a passare senza permesso e vedi come ti accolgono. I confini ufficiali (non quelli unilaterali tipo muro d’israele) sono sacrosanti per l’ordine pubblico, che discorso è.. hamas lo ha tirato giù perchè gaza è strozzata da israele, come tutti hanno spiegato.

  8. vincenzillo ha detto:

    ivan, per essere ancora più chiari: la tua è una spiegazione che tralascia l’aspetto più importante. E cioè che Abu Grahib e Guantanamo fanno più scandalo perché qualcuno ha deciso di puntare il suo ditino solo contro le nostre colpe e di occultare quelle del nemico. Che nemmeno viene ancora chiamato nemico, perché “nemico” potrebbe offendere qualcuno. Di fronte a questo, per te rimane comunque più importante l’altro aspetto?

  9. ivanferrari ha detto:

    Secondo me sbagli a dire che tralascio l’aspetto più importante: per me è esattamente quanto ho scritto quello che più conta. Noi abbiamo messo sotto sopra un paese in nome di qualcosa (falsamente, appunto) che non abbiamo, noi per primi, rispettato. Come si fa quindi poi ad essere credibili? A chiedere rispetto?

    Secondo, il fatto che in una nazione invasa e messa sotto sopra vi siano moti di rivolta anche degeneranti mi sembra ovvio, soprattutto, ancora, quando siamo noi i primi a dare l’esempio. (E non mi rispondere che noi le teste non le tagliamo; ci mancherebbe facessimo pure quello, dopo esserci eretti a riferimento universale di retta condotta morale. Basta e avanzano le infamie che abbiamo perpetrato). Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.

  10. vincenzillo ha detto:

    ivan, prendo atto che per te “quello che più conta” sono le nostre magagne, più delle colpe acclarate e della ferocia di quei tagliagole. E su questo non sono d’accordo nel modo più fermo.

    Quello che invece non capisco è come tu possa pensarla così e poi dire che non stai giustificando il terrorismo. Per me alla fine lo fai. Tanta purezza di ideali sarà anche nobile, nel tuo caso so che è anche sincera, ma tutto questo idealismo è malriposto. Perché ha degli effetti devastanti. Ti porta a parlare di “credibilità” e di “rispetto” come se la questione fosse tutta interna a un mondo democratico, dove vige il dialogo tra persone civili, in punta di fioretto, discussioni, diatribe, parole insomma. Invece non è così. E’ una guerra e c’è un nemico. E questo nemico è un tagliagole. Capirai cosa gliene frega della nostra “credibilità“. Inoltre questo nemico non crede ai suoi occhi quando gli idealisti occidentali si mettono a giocare con le parole per mascherare la loro vera natura. Perché in democrazia le parole sono armi molto potenti, e i tagliagole lo sanno.

    Sul secondo punto. A me non stupisce affatto la rivolta dei terroristi all’interno dei Paesi invasi. Io sono esterrefatto per ciò che accade qui da noi, dove la maggior parte dei media, della cultura, perfino alcuni magistrati (!!) si sono di fatto schierati dalla loro parte per motivi ideologici. E perciò ci nascondono la loro vera natura. Oppure la mettono in secondo piano, come fai anche tu.

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