I dogmi nella blogosfera (e non solo)

In occasione delle discussioni su Sapienza e aborto, tocco con mano ancora una volta che nella favolosa blogosfera dominano convinzioni granitiche, che al confronto quelle di Ratzinger sembrano la dissenteria intellettuale di Vattimo. Che desolazione, la tecnologia più avanzata del mondo invece di essere usata per scambiarsi idee viene in gran parte sprecata in sfoghi narcisistici, insulti, aberrazioni varie. La fiera del conformismo, la morte del dialogo. Lo so, sono io che mi aspetto troppo, ma è più forte di me: quando leggo certe parole mi lascio attirare come un pollo e poi finisce che o vengo cacciato a male parole o rimango sconcertato da quello che leggo.
Ecco alcuni dogmi in neretto, corredati del mio commento.

1. Di verità si può parlare solo in ambito scientifico, e forse nemmeno lì. In qualsiasi altro ambito non ha senso parlarne perché la verità è relativa. Salvo quest’ultima frase, che invece è una verità assoluta. Chi non la pensa così o è persona sgradita o è ignorante o è oscurantista o è ratzingeriano che riassume tutto.

2. Di bene e di male non ha senso parlare perché sono concetti relativi. Vale commento precedente.

3. Della vita intesa come qualcosa di sacro non ha senso parlare. Oltretutto il sacro è un concetto arcaico, ridicolo, oscurantista. Vale commento precedente.

4. La fede non può essere imposta. E ci mancherebbe pure.

5. L’aborto è una conquista importante, quindi la legge 194 non si tocca. E pazienza se in realtà nessuno la vuole toccare e se proprio non si vuole capire e affrontare la sostanza filosofica ed etica del tema.

6. Tutto ciò che fa e che dice il Papa ha uno scopo meramente politico. Io pensavo che parlasse anche di religione e di morale, ma se lo dite voi…
Amen.

(Se qualcuno è incappato in altri dogmi si faccia avanti, li aggiungo volentieri)

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12 commenti su “I dogmi nella blogosfera (e non solo)

  1. ivanferrari ha detto:

    la verità è relativa è semplicemente stupendo…………………….
    perchè non lo metti al posto del tuo muffico bloch??? 😉
    certo, trovarla è altro discorso; direi che si trovano solo indizi di verità.. ma definire La Verità come relativa è da riderepiangere.

    purtroppo sta settimana sono presissimo e non riesco a star dietro a tutte queste stupende evoluzioni del pensiero.. cmq tra i vari editoriali che sono riuscito a leggere la scorsa direi che quello di domenica di magris sul corriere è magistrale.

    saluti!

  2. vincenzillo ha detto:

    Magris mi lascia sempre un po’ l’amaro in bocca. Anche quando, come domenica, condivido molte cose che dice, non riesco a non dirmi “Ok, e poi?”. Troppa testa, manca sempre quel passettino verso la vita, non so come altro spiegarlo.

  3. I primi due concetti non sono certo nati nella blogosfera ma sono molto antichi, e possono essere sintetizzati con il principio di Protagora, ovvero: “L’uomo è misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono, e di quelle che non sono in quanto non sono”. Protagora è uno dei padri della filosofia greca (autore degli importantissimi “Discorsi demolitori”, fondamenti del pensiero scettico e pragmatico). Con questa frase egli sottolinea l’assoluta relatività della verità: fa notare che ciascuno vede le cose alla sua maniera e in modo diverso rispetto agli altri: la verità è soggettiva. Non si possono conoscere le cose come realmente sono, ma solo come appaiono all’uomo, ovvero com’egli riesce a percepirle: nulla può essere definito completamente “vero”, anche se sussistono limiti spazi di accordo tra gli individui.

    Protagora si contrappone ovviamente a Platone e a tutta la scuola platonica, in quanto non nega solamente l’esistenza della verità, ma il valore di ogni idealità. Se ti interessa approfondire un po’ l’argomento, una pagina ben fatta su Protagora è qui

    http://www.filosofico.net/protag.html

    Cito proprio da lì: “Protagora propone un criterio di conoscenza puramente soggettivo. Sarà vero ciò che a me appare tale; viceversa, per lui sarà vero ciò che a lui appare tale, e così via. La conoscenza, in questo panorama, si riduce al sensismo: cosicchè il miele appare dolce a chi è sano, ma amaro agli ammalati. Tuttavia, in questo groviglio di verità ciascuna diversa dalle altre e ciascuna non meno valida delle altre, Protagora elabora un criterio per stabilire quale opinione (quella del sano che sente dolce il miele, o quella del malato che lo sente amaro?) sia migliore: tale criterio è incentrato sull’utilità“.

  4. ivanferrari ha detto:

    condividio, trovo magris solitamente stucchevole e pallosetto. ma domenica per me è stata una piacevole eccezione. e l’ “e poi?” lì non serviva nemmeno, quindi tutti a casa da amici.

  5. ah, dimenticavo: Protagora concorderebbe anche con i punti 3 e 4 da te elencati, essendo padre del relativismo conoscitivo

    http://it.wikipedia.org/wiki/Relativismo_gnoseologico

    per cui non un esiste un principio assoluto; e del relativismo etico

    http://it.wikipedia.org/wiki/Relativismo_etico_sofistico

    secondo cui non esiste un bene assoluto, ma varia da uomo a uomo. Come vedi, sono tutte proposizioni antiche, praticate da millenni, che con la blogosfera nulla hanno a che vedere: se sono diffuse ache lì, è proprio perché da millenni sono in opera.

    Questi concetti furono poi portati all’estrema conseguenza da Gorgia (“la verità non esiste, ogni sapere è impossibile, tutto è falso perché tutto è illusorio”; “non esistono valori, principi immutabili di comportamento ma ognuno di noi dovrà affrontare la situazione in cui si trova e semplicemente reagire ad essa”).

  6. vincenzillo ha detto:

    licenziamento, non ho mai detto che tali idee siano “nate” nella blogosfera. Ho detto invece che vi sono “dominanti”. Dove, quando, con chi sono nate lo so bene – per tua informazione sono laureato in filosofia. E in quanto tale, per inciso, ti faccio le pulci: Protagora non poteva “contrapporsi” a Platone e ai platonici per il semplice motivo che Platone aveva più o meno dieci anni quando Protagora morì. (E perfino lui avrebbe ammesso che le date non sono relative…)

    Tornando invece al punto e parlando tra dotti, ti cito ciò che vedo io come faro: i meravigliosi dialoghi di Platone in cui i Gorgia e i Protagora si confrontano con i Parmenide e naturalmente poi con Socrate. Platone non accetta che il sapere, la morale e la politica si fondino sul relativismo, né che vengano annichiliti dalla posizione opposta, quella parmenidea che esclude la varietà e il movimento (“L’essere è e non può non essere. Il non essere non è e non può essere”). Platone nei suoi dialoghi non riesce a confutare definitivamente Protagora & Co., ma inaugura quei concetti di logos, di sapere, di etica, che stanno a fondamento della nostra civiltà e dei suoi sviluppi. Fosse stato per Protagora e Gorgia, tutto sarebbe rimasto un guazzabuglio senza forma identico al mondo che c’era prima. Per questo come “faro” lo reputo migliore sia in assoluto sia relativamente alla nostra epoca in cui il relativismo è dominante.

    Anche sui blog lo scontro tra posizioni opposte è sempre in atto, e ciò è anche un bello spettacolo. Mi lasciano però sempre un po’ sconcertato due cose: vederlo avvilito da epigoni tristi (non è il tuo caso, ma la maggioranza dei casi sì); vedere come in casi come il tuo questi “discorsi demolitori” si accaniscano non solo contro il peggio della nostra società, ma anche contro i germi di vecchie e nuove speranze.

  7. Caro Vincenzo, hai ragione: non era mia intenzione dire che Protagora era “personalmente” contrapposto a Platone (e ai platonici in genere): so benissimo che viene cronologicamente prima. Mi riferivo alla contrapposizione tra le due scuole di pensiero.

    E a questo punto, sempre tra dotti, consentimi di farti le pulci a mia volta: i “concetti di logos, di sapere, di etica” non stanno a fondamento della nostra civiltà e dei suoi sviluppi, ma solo di una sua parte. La democrazia, ad esempio, viene molto prima: e anzi Platone e i suoi seguaci erano molto critici verso di essa. Inoltre, tutta quella parte della nostra cultura che si fonda sul predominio del linguaggio, della tecnica, dell’utile (insomma: la civiltà tecnologica intesa come civiltà della techné) è estranea a Platone e figlia invece di Protagora e dei sofisti. Coi quali io mi sento ovviamente ben più a mio agio che con Platone: al contempo augurandomi che il predominio del relativismo duri, quantomeno, per tutta la mia vita.

  8. vincenzillo ha detto:

    licenziamento, la democrazia va costruita oggi, insieme, sulle spalle di Platone e di Protagora. Non è retorica. Ragioniamo un momento come se fossimo noi i fondatori di una città. Io non vorrei mai mettere a tacere o peggio, Protagora. C’è un fatto però, se vogliamo metterla in politica: senza Platone manca l’unità, nella fattispecie il bene comune. La tensione ad esso crea una spinta ideale che fa parte del gioco, se la togli tutto precipita nel caos.

    Sulla durata del dominio del relativismo non so. Però guarda, ho una visione: nel giorno estremo, mentre il sole cala all’orizzonte e la tua dolce metà si strugge in pianti e strepiti, circondata da una nidiata di figli e nipoti belli e sani, un sibilo ti esce tuo malgrado: “la vita ha un senso”. Dopo di che seia ha un colpo, e figli e nipoti finiscono chi in seminario (dove incontrano figli e nipoti di Dolce & Gabbana), chi in fabbrica, chi alla Sapienza, chi alle Maldive, chi a Repubblica, chi nei Repubblicani, chi nell’Esercito, chi nelle neo-neo-neo-brigate rosse, chi girando per la città vestito di una futuristica botte di legno e titanio… and life goes on

  9. ipitagorici ha detto:

    beh spesso ci si imbatte in condizioni così dogmatiche ma se si cerca bene si trovano spazi dove potersi confrontare.

    Comunque è sintomatico che in un paese con così tanti problemi come il nostro si consideri il Papa il problema maggiore…

    Bruno.

  10. vincenzillo ha detto:

    Bruno, concordo sia sugli spazi di dialogo (anche sui blog dei relativisti, pensa!), sia sul significato simbolico di tanta acrimonia contro il Papa.

  11. vincenzillo ha detto:

    ah, Bruno, aggiungo che questa nobile sensibilità anti-papista la si ritrova abbondantemente anche nel mondo dell’arte, per esempio, notoriamente in mano ai radical chic e alla galassia gay. Una forma di vendetta la loro, forse, ma così brutta e noiosa…

  12. ipitagorici ha detto:

    beh forse la gente “di destra” deve lavorare per mangiare, quelli “di sinistra” hanno altre vie per procacciarsi il pane…

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