Caro Gigi Moncalvo, si procuri un editto bulgaro

Venerdì lei ha gettato nello sconforto gli affezionati telespettatori come me, annunciando che vogliono spostare il bel programma di approfondimento da lei egregiamente condotto, Confronti, a un’ora impossibile. Il perché non si sa. La qualità è buona, pure gli ascolti sono buoni. E allora? E allora niente, lo vogliono spostare lo stesso a partire dal 15 febbraio. A me piaceva già da un pezzo, ma venerdì durante il dibattito tra Sgarbi e Travaglio la sua assoluta equidistanza è arrivata addirittura al miracolo di farmi apprezzare le ragioni di Travaglio. Forse perché non sentendosi messo sull’altare come gli capita da Santoro, il chierichetto più informato d’Italia non ostentava quella supponenza acidula che lo contraddistingue e che me lo rende indigesto. Ma torniamo a lei. Educato, pacato ma fermo, mite ma capace di infervorarsi per una giusta causa, puntava l’attenzione su temi di attualità, di politica, di cultura, e faceva ascoltare l’opinione di due ospiti competenti, di vedute opposte. Sempre interessante, spesso appassionante. Forse talvolta era solo un po’ cerchiobottista, ma glielo perdonavo volentieri. Ecco, vede? Malgrado sia ancora in onda e continuerà a esserlo, sto già parlando di lei come di un caro estinto, o di una specie da salvare. Anzi, ho deciso: io devo salvarla! Ma come? Bisognerebbe creare consenso, trovare appoggi… Idea! Qui ci vorrebbe proprio un bell’editto bulgaro… Urbi et cucurbi, coda di rospo, dente di drago, rape e zolfanelli, tuoni e tempeste, io invoco Te, Silvio Berlusconi: vola in Bulgaria e dichiara immediatamente di voler cacciare Moncalvo dalla Rai! Moncalvo, faccia anche lei il rito, che magari funziona.

Per chi vuole sostenerlo, l’indirizzo è confronti@rai.it. Io gli ho già mandato una e-mail consigliandogli di procurarsi l’editto bulgaro…

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