Ai consiglieri di Al Gore l’Oscar per la sceneggiatura (di Rocky)

apollo creedAd Al Gore il Nobel per la Pace.
Ai politici, agli industriali, a chi ha dovuto aspettare l’ennesimo Profeta di Sventura per risvegliarsi dal coma e cominciare finalmente a pensare all’ambiente, il mio scappellotto sulla testa e uno sconsolato avvertimento: mò ve lo tenete, mò ce lo teniamo.
Ad Al Gore il Nobel per la Pace.
Ai giovani e ai meno giovani che non hanno trovato di meglio che eleggere a loro paladino un tale Profeta di Sventura, il mio abbraccio fraterno. Vorrei tanto che il vostro entusiasmo mi contagiasse almeno un pochino.
Ad Al Gore il Nobel per la Pace.
Agli amanti della bellezza come Stefano Zecchi, Frank Lloyd Wright e vincenzillo, che vedono nell’educazione al bello il principio base dell’educazione ambientale, il mio abbraccio commosso. Teniamo duro, amici: hanno dato il Nobel a cani e porci, prima o poi lo daranno anche a qualcuno che sostiene le nostre tesi.
Ad Al Gore il Nobel per la Pace.
Ai parrucconi di Stoccolma, un collegamento ADSL in omaggio per informarsi sugli scienziati che evidenziano la mancanza di basi scientifiche delle tesi di Gore, o su iniziative come quelle dell’Alta Corte di Londra che ha dato retta a quegli scienziati e si è opposta alla proiezione del film di Gore agli studenti britannici.
Ad Al Gore il Nobel per la Pace.
Ai suoi consiglieri per l’immagine, l’Oscar per la sceneggiatura di Rocky 3. Vi ricordate Apollo Creed, sconfitto in Rocky 2, riciclato come allenatore in Rocky 3? Un perdente trasformato in un maestro. Proprio come Al Gore! Ma il genio hollywoodiano non finisce qui. Sono anche riusciti a far dimenticare a miliardi di uomini, compresi i parrucconi di Stoccolma, che fino al 2002 Al Gore voleva far fuori Saddam con le sue stesse mani. Con quelle manone sante! Dai Bush, ce la puoi fare anche tu. Tu che sei notoriamente l’incarnazione del male sulla terra, comincia ad abbracciare la nobile causa della martora screziata della Kamchatka.

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23 commenti su “Ai consiglieri di Al Gore l’Oscar per la sceneggiatura (di Rocky)

  1. anonimo ha detto:

    ma l’ha vinto per la pace, non -chessò- per la scienza

    non hanno valutato la scientificità delle sue tesi, quanto la potenza del messaggio, ritenuto – a ragione o a torto – un messaggio di pace

    come beppe grillo, non gli si può dire che è un raffinato poltico e pensatore, ma certamente il suo messaggio è potente

    e nell’era della comunicazione, la potenza del messaggio è tutto

    citazione da non mi ricordo chi: “quando non hai niente da dire, è quello il momento di urlarlo”

    piaccia o no, è la nostra era, e con questa realtà (nè bella nè brutta, nè buona nè cattiva in per se stessa) bisogna confrontarsi.

  2. vincenzillo ha detto:

    anonimo, sono d’accordissimo sul dovere di confrontarsi con la realtà della nostra èra.

    meno d’accordo sul fatto che oggi la potenza del messaggio sia tutto. E’ molto, ma non è tutto. C’è anche il messaggio.

    Meno ancora d’accordo con i giurati sul fatto che SIAMO A UN PASSO DALLA CATASTROFE sia un messaggio di pace.

    Per me, oltre che l’èra della comunicazione, questa è anche l’èra della democrazia. Dunque, come sa bene anche Al Gore, bisogna creare consenso. Su cosa?
    Io non do il mio consenso a uno che urla SIAMO A UN PASSO DALLA CATASTROFE senza nemmeno chiedermi se sia la verità o no.

    Preferisco darlo a uno che urla LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO, COMBATTIAMO PER LA BELLEZZA.

    Qui, ora.

  3. Alessandro74 ha detto:

    Al Gore è il paradigma del nuovo modo di vivere, è vero. Ha perso tutto, anche quando aveva già vinto. Però ha conquistato il Nobel. Quando era vicepresidente, praticamente in America non l’hanno mai visto, salvo qualche comparsata assieme a Clinton. Il suo messaggio è chiaro, ma oggettivamente non propone soluzioni o quantomeno io non le ho percepite.
    Io credo che il Nobel dato a chiunque, sia il Nobel di nessuno: sia intermini di prestigio del premio in sè, sia, soprattutto, in termini di assenza di messaggio al mondo. Si percepisce molto di più il Nobel ad una persona veramente e quotidianamente in lotta per vedere vivere ed affermarsi un’idea, piuttosto che un fenomeno politico-mediatico peraltro di seconda fascia quale è Gore.
    Saluti.

  4. anonimo ha detto:

    me cojoni

  5. vincenzillo ha detto:

    Oppure: EDUCHIAMO TUTTI AL BELLO.

    Naturalmente so bene di espormi al ridicolo, perché miliardi di liberi pensatori sono già pronti a spiegarmi che il bello è soggettivo, che è un orpello, che i problemi veri del mondo sono altri e bla bla. Io non ne sono così sicuro. E nemmeno il mio amico Frank Lloyd Wright.

  6. vincenzillo ha detto:

    alessandro, nemmeno io ho percepito soluzioni. Forse ci diranno che il suo compito non è quello? Che lui deve solo “sensibilizzare”, “risvegliare le coscienze” con un messaggio chiaro e potente? Sarà.
    Poi ci diranno che in fondo è un premio politico, si sa che si assegna con criteri politici. E allora, dico io, qual è il suo vero valore?
    Ci diranno pure che il Nobel è un simbolo. Bene, benissimo. Proprio per questo, io che do molta, moltissima importanza ai simboli, farei altre scelte, se fossi in loro.

  7. anonimo ha detto:

    ma perchè pensi che il bello possa migliorare il mondo? in che cosa, dico?

  8. anonimo ha detto:

    Non è bello cio’ che è bello, ma è bello cio’ che piace.

  9. vincenzillo ha detto:

    #7, ti propongo una riflessione molto elementare, quasi banale: il bello catalizza energie costruttive, il brutto no.

    Ti è mai capitato di sentirti galvanizzato, o anche solo consolato, da una cosa bella? E invece, in negativo, gli orrori urbanistici e ambientali, non suscitano rigetto o addirittura violenza su chi è costretto a viverci in mezzo?

    Se questo sentimento elementare viene sviluppato e rafforzato dall’educazione, dallo studio, crescerà in tutti il rispetto. Rispetto per l’ambiente e per le esigenze delle persone. Questa è bellezza vivente, cioè vicina alla vita di oggi, al futuro, non al museo.

    Pensa che bello se già oggi gli spazi abitativi delle case e delle città fossero progettati con criteri nuovi, in linea con le vere esigenze della gente di oggi e non in base alle fisime degli architetti o alla mera ricerca del nuovo a tutti i costi che hanno i designer. Tipo le sedie dove non ci si può sedere! Quelle sono brutte, semplicemente.

    Io dico che ci sarebbe più rispetto per l’ambiente e per le esigenze umane. Meglio di così… 🙂

  10. vincenzillo ha detto:

    #7, dimenticavo: tra gli orripilanti criteri costruttivi attuali non ci sono ovviamente solo le fisime degli architetti celebri, colpevoli peraltro di orrori come i famigerati quartieroni delle periferie delle metropoli italiane, ma anche la pura economicità. Purtroppo l’impressione girando per le periferie degli anni 60-70-80 è che la maggior parte degli architetti e degli ingegneri sia andata a studiare in Unione Sovietica.

  11. vincenzillo ha detto:

    #1, mi ero dimenticato di aggiungere che nel titolo della formidabile opera di Al Gore, viene scomodata la parola VERITA’… non so se mi spiego.

  12. normal ha detto:

    spiegati questo: il comune di milano ha dichiarato che l’anno scorso sono morte 700 persone a cusa dell’inquinamento/
    a milano, non a calcutta/

    c’è da allarmarsi… oppure no?

  13. anonimo ha detto:

    IL CORRIERE DELLA SERA:12 settembre  2006
    A Milano 800 morti l’anno per smog  “Studio dell’Università Bicocca: troppi decessi prematuri per il pm10 La Provincia: subito interventi in tutta l’area metropolitana”

    la mia calcolatrice dice 800/365=2,1917eccetera
    sono due milanesi al giorno, se fosse di aviaria ci sarebbe il panico generale. invece è normale.
    un nobel alla mia calcolatrice!
    voi guerrieri del bello arriverete vivi alla morte?
    -stordito-

  14. Io, se proprio devo dare il mio consenso, non lo darò mai a uno che urla (non importa cosa). Se uno urla, vuol dire che manca di buona educazione. Ed io non vado d’accordo con la gente maleducata.

  15. normal ha detto:

    se uno urla, magari chiede aiuto…

  16. anonimo ha detto:

    tra l’altro il inghilterra hanno solo chiesto di scrivere all’inizio del fil che ci sono degli errori, non di non farlo vedere.
    Ecco i punti contestati:

    Gore parla delle carote di ghiaccio in cui si leggerebbe l’aumento dell’effetto serra dovuto alla CO2 negli ultimi 650.000 anni, mentre sarebbe riferibile solo agli ultimi 800-2000 anni.
    Il livello dei mari crescerà di 7 metri, quando si scioglieranno i ghiacci, ma Al Gore include nel conto anche quelli della Groenlandia, che impiegheranno centinaia di anni a sciogliersi, quindi il dato crea allarmismo ingiustificato.
    Nel film si afferma che alcune isole del Pacifico si sono spopolate per via dell’innalzamento del livello del mare, ma non ci sono prove.
    Non ci sono prove certe che correlino lo scioglimento delle nevi sul Kilimanjaro al riscaldamento globale.
    Non ci sono prove certe che l’uragano Katrina sia stato causato dal riscaldamento globale.
    Non ci sono prove certe che il prosciugarsi del Lago Chad sia causato dal riscaldamento globale.
    Non ci sono prove certe che lo sbiancamento dei coralli sia causato dal riscaldamento globale.
    Infine non ci sono prove scientifiche che gli orsi polari anneghino per via dello scioglimento dei ghiacci, solo la notizia dell’affogamento di 4 orsi dopo una tempesta.
    io comunque a milano per strada mi sento soffocare. parliamo di polveri sottili, non di sottigliezze. qui mi sembra che non si guardino i contenuti ma l’orientamento ideologico.

  17. vincenzillo ha detto:

    stordito, si arriva sempre vivi alla morte. E’ una legge universale cui sottostiamo anche noi guerrieri del bello.

    normal, certo che c’è da allarmarsi. Per l’inquinamento nelle grandi metropoli come Milano e Calcutta e per i gravissimi danni che provoca alla salute.
    Per me c’è una bella differenza rispetto ad allarmarsi per la presunta imminente fine del mondo.

    licenziamento, poni una giusta questione di stile. Per me chi urla una volta ogni tanto è umano. Chi urla ogni giorno invece è insopportabile.

  18. anonimo ha detto:

    arrivare vivi vuol dire non arrivarci con un cancro, capisci?

    quindi al gore urla? berlusconi invece viene sempre frainteso. ma pensa.

  19. vincenzillo ha detto:

    normal #15, chiedere aiuto va benissimo, ma per cosa?
    Riprendendo quello che ti rispondevo prima, c’è bisogno di gridare al fuoco sempre e in qualunque caso?

    #16, appena ho un attimo di tempo arrivo anche da te 🙂

  20. vincenzillo ha detto:

    stordito #18, che c’entra Berlusconi?

  21. vincenzillo ha detto:

    #16, purtroppo di contenuti si può parlare quando i contenuti ci sono. Nel caso di Gore, non ci sono. E sì che li ho cercati. Nel libro di Gore ho cercato le fonti e non le ho trovate. Ho cercato vere argomentazioni scientifiche e non le ho trovate. Lui non argomenta mai, facci caso, lui accosta come gli pare spezzoni presi qua e là, compresi gli errori da te segnalati. Ma allora con che faccia tosta scrive la sacra parola VERITA’ nel titolo?
    L’unica verità che io sono riuscito a rintracciare lì dentro è che sfruttare una mentalità diffusa fin dagli anni 70, il catastrofismo, funziona bene per rastrellare consensi, elettorali o no.

    Io a un ambientalismo serio chiedo di trovare strategie nuove, visto che l’allarmismo anni 70, in quasi quarant’anni non è servito a molto. Per me non è solo questione di pigrizia, di ignoranza e di interessi: è che bisogna toccare altre corde. E per capire quali bisogna mettersi lì con un po’ di testa e senza il panico da allarmismo.
    Per esempio, mi ricordo una puntata di Ferrara con ospite Roberto Della Seta, presidente di Legambiente. Da quello che diceva ho l’impressione che lui abbia capito bene che il catastrofismo non porta da nessuna parte.
    (E visto che mi tiri fuori l’ideologia, allora considera che dico tutto questo pur sospettando che la maggioranza dei militanti di Legambiente non vota certamente a destra).

  22. normal ha detto:

    800 morti nella città in cui vivi non ti sembra un grido di aiuto sufficiente?
    chiedi ai parenti delle vittime se non è una catastrofe…

    boh… francamente non capisco cos’altro ci vuole…

  23. vincenzillo ha detto:

    normal, è una catastrofe per le città, per le vittime, per i parenti, eccome se lo è.
    Ma nel cercare i provvedimenti sacrosanti e urgenti, perché partire dalla balla della catastrofe planetaria?
    Non ce n’è bisogno.
    Anzi, è controproducente.
    Piccolo esempio da cittadino abbastanza informato: quando mi vengono a dire che le domeniche a piedi servono a qualcosa, a me girano solo i coglioni perché è un’evidente presa per il culo. E smetto di ascoltarli.

    C’è il discorso della comunicazione.
    Quarant’anni di allarmismo a cosa hanno portato?
    La gente si è assuefatta, non ci crede più. Bisogna prendere atto di questo, non si può andare avanti alzando ulteriormente il tiro.
    (la versione comica, estrema, di questa tendenza l’hai vista con Pecoraro e la sua ultima puttanata)

    Per crescere nel consenso, secondo me l’ambientalismo deve cambiare strategie. Come dicevo nel #21 dove citavo Della Seta, secondo me oggi serve tutta la lucidità di mente e il coraggio di cercare nuove strategie.

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