La bellezza sia con voi

Da domani vado in vacanza e voglio lasciarvi con una frase di John Armstrong (da "Il potere segreto della bellezza", da poco uscito): Forse la salute di una cultura non si misura sulle risposte che continua a darsi, ma sulle domande che continua a porsi. Se è così, quanto a bellezza la nostra cultura e la nostra arte sono messe male. Soffrono di amnesia grave. Infatti, avete mai sentito un artista, un critico, un giornalista, un semplice appassionato esprimere un giudizio su un’opera dicendo che è bella o che è brutta? Io mai. Perché? Troppo banale? Volgare? Fuori moda? Sarà. Eppure la domanda sulla bellezza, su che cosa sia, su quale sia il suo potere, su quale sia il suo segreto, ci accompagna fin dalle origini, dalla guerra di Troia raccontata nell’Iliade. Forse è ora di smetterla di relegarla sbrigativamente a questione meramente soggettiva, di gusto, e di tornare a interrogarsi sul segreto potere che influenza sia le scelte della nostra vita individuale sia le sorti della nostra vita collettiva. Nel frattempo, che la bellezza sia con voi.

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Viva i russi!

russiUn pensiero per l’impresa dei russi, popolo di esploratori, di scienziati, di petrolieri. La loro "fame" li ha portati a piantare la bandiera sotto il Polo Nord, a più di 4000 metri di profondità. Mai nessuno ci era arrivato. Qualunque sarà l’esito finale – che vincano o meno la corsa all’oro nero, e io spero che non la vincano – io li ringrazio. Fino a ieri il mondo sembrava più piccolo.

La politica, lingua occulta

Per più di un anno, fin dal giorno stesso delle elezioni, Silvio Berlusconi ha strepitato su irregolarità elettorali, illegittimità del governo, brogli. Non se ne poteva più. Poi, quando sul giornale nemico Repubblica sono uscite le prove inequivocabili che aveva ragione, ha dato un ultimo, orgoglioso colpo di coda e… si è azzittito. Come un drago che improvvisamente, di fronte alla fanciulla inerme, si addormenta. Perso la voce? Alzheimer? Fretta di partire per le vacanze? Sospetto che la risposta sia più semplice. Il mistero non sta tanto nell’oggi, ma nelle eterne leggi del linguaggio della politica. Che ci piaccia o no, c’è una lingua che i politici parlano tra loro, dentro le "sacre" aule del Palazzo e attraverso le pagine dei giornali, oggi come nell’antico Senato romano. Un codice simbolico i cui segni hanno sempre più di un solo significato, a seconda di chi li legge. Affascinante. Chissà se noi profani arriveremo mai a capirla.

Gheddafi: "Sono buono, parola di lupetto"

L’Onu ci crede. E voi?
"La Libia guida la Commissione dell’Onu per i diritti umani. Le Nazioni Unite hanno scelto lo stato africano per la presidenza della Commissione che nel 2009 dovrà organizzare una nuova Conferenza internazionale contro il razzismo. Ieri Tripoli ha anche ratificato la Convenzione dell’Onu contro il terrorismo nucleare, trattato approvato dall’Assemblea generale nel 2005. Il documento obbliga gli stati aderenti a incriminare, perseguire e punire i soggetti non sovrani che detengano illecitamente ordigni atomici o i materiali per realizzarli".
(Fonte: il Foglio)