Tu credi più a un politico o a uno scienziato?

Grande merito ad Al Gore che con il suo film e il suo libro intende sinceramente fare del bene all’umanità, all’ambiente e ai giovani offrendo loro "un obiettivo generazionale; l’euforia di un irresistibile dovere morale; una causa comune". Peccato che sbagli tutto il resto. A cominciare dai fondamenti scientifici. Nel suo libro – molto emozionante, non c’è che dire – cita in modo vaghissimo "duemila scienziati, in un centinaio di paesi". Ma la sua tesi, che è poi la stessa che si sente ormai in tutti i tg e programmi vari, è scientificamente falsa. A dirlo, ovviamente, non sono io, ma il presidente onorario della Società Italiana di Fisica, Renato Angelo Ricci, e un docente di Chimica Ambientale, Franco Battaglia. Cito: "Al Gore fonda tutto il suo ragionamento su due fatti, entrambi veri: la CO-2 è un gas serra e, dalle misure eseguite sulle carote di ghiaccio estratte dai ghiacciai polari, si osserva una correlazione tra le variazioni di concentrazione di CO-2 occorse nel passato e le variazioni di temperatura". Correlazione sì, ma Al Gore lascia intendere che sia la CO-2 a causare l’innalzamento delle temperature. Invece è vero esattamente il contrario. E’ il surriscaldamento a causare l’aumento di CO-2. "Cos’è allora che determina, oggi come nel passato, il riscaldamento? Anche qui, la risposta è semplice: bisogna innanzitutto essere consapevoli che tutte le attività degli oltre 6 miliardi di esseri umani sono un nonnulla rispetto all’attività di quel gigante, lassù nel cielo, che è il nostro sole". Bum. Ci risiamo. Un altro caso in cui il problema è reale, ma la colpa non è principalmente nostra. Questo vuol dire fottiamocene dell’ambiente? Assolutamente no. Ma facciamolo ascoltando prima la scienza, e non i politici masochisti.
(Citazioni da "L’inganno ambientalista. Verdi fuori, Rossi dentro". Seguiranno altri post sulle fonti energetiche e su altra paccottiglia che ci smerciano i nostri favolosi media)

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