Religione, potere, vita pubblica

Propongo un tema che io considero il nodo centrale della politica futura: il rapporto tra sacro e potere. Sembreranno paroloni, ma ne va della nostra identità e del destino del mondo. A fare da spunto sono le bellissime parole di Paolo Prodi (e sottolineo Paolo) riportate dal Foglio di oggi. Solo un piccolo brano: "… il problema è di sapere se l’Europa sarà capace di affermare una nuova laicità propositiva: una laicità non difensiva, come quella tradizionale, tendente a inglobare tutto il pubblico nella sfera politica (coscienza personale versus stato; libera chiesa in libero stato) ma una laicità che riconosca un ruolo pubblico delle religioni nella distinzione dialettica tra sacro e potere, rifiutando ogni religione politica, sia di tipo teocratico sia totalitario". Se così non sarà, se cioè non si riuscirà a "mantenere e reinventare i principi della responsabilità personale, della libertà e della democrazia nell’età della globalizzazione", la nostra identità è destinata all’estinzione, e il nostro mondo cadrebbe nelle mani di teocrazie e totalitarismi. E’ una grande sfida politica e culturale. Ne saremo all’altezza?