D'Alema dice no al Pd. Si candida con Hamas

Credevate che mi fosse sfuggita la dichiarazione dell’eminente statista? E invece no. Un gesto del genere non può passare inosservato. Soprattutto ora che si parla di candidature al Partito Democratico. Lui, che la democrazia ce l’ha nel sangue, ha deciso di candidarsi con chi la democrazia se la mangia a colazione: il partito del terrore Hamas. "Hamas", ci informa l’eminente statista, forte della sua esperienza internazionale, "è tanta parte del popolo palestinese". Ora, l’eminente statista dovrebbe avere l’onestà intellettuale di capire che la sua affermazione è falsa e tendenziosa. Infatti considera Hamas come un qualsiasi partito, per esempio il Pd, il che non è vero. Hamas ha un braccio militare terrorista. Inoltre, Hamas è sostenuto economicamente dall’Iran, Paese dichiaratamente ostile all’Occidente (tranne forse all’Italia…), che vuole radere al suolo Israele. D’Alema proviene da un Paese in cui la mafia è una realtà tristemente potente, quindi dovrebbe sapere come funzionano certe cose: se in Sicilia si fosse candidato Riina o Provenzano, avrebbero preso voti a palate. Il vero punto politico a parere mio è che l’Italia deve stare con Blair, Bush, l’Unione Europea, per fare sentire il fiato sul collo a quegli assassini travestiti da politici, perché questo sono, quei farabutti: assassini travestiti da politici. E chi può saperlo meglio di lui, barbiere di provincia travestito da politico?
(aggiornato il 19/7)