Tutti a Parigi! (Anche la sinistra)

Non so chi sia, non lo leggo mai, ma oggi mi è caduto l’occhio sul suo pezzo di sabato "Andrea’s version" e mi ha fatto ridere.

"Quindici ministri, quindici sottosegretari, trenta in tutto mentre da noi centootto. Sette donne ministro, un paio delle quali più sfiziose della Royal. Tre socialisti, uno dei quali più fascinoso di Intini. Segato in un nanosecondo il segretario generale dell’Eliseo. (…) Facciamola corta, vogliamo andare a Parigi. Sia detto con la massima delicatezza e il maggior garbo del mondo. Ma vogliamo andare a Parigi. E toccare Sarkozy. E dire quindi a Rossanda e alla Mazzonis, alla Tabboni e a De Paolis, a Mingione, Canterella, Pinnarò, a Martinotti e Mafai, e a tutta la sinistra italiana raffinata e ipersensibile con casuccia a Parigi, che abbiamo capito il loro dramma e ce ne stiamo facendo una ragione. In lutto o no, sciagura o no, sconvolgimenti o meno, quelle e quelli si tengono casuccia. Non vendesi. Bon. Assolutamente. Bon. Affittasi, peut-être?"

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