Ancora il mitico 68

Riporto qui il mio commento in un dibattito sul blog lipperatura. Tema del post da cui è partita la discussione, il caro, mitico 68, criticato da sinistra (ohibò).

"Un giorno ero in treno, da solo, raggiungevo degli amici in Sicilia per le vacanze. Leggevo un bel tomo di svariate centinaia di pagine, Einaudi. Di fronte a me, forse a Bologna, si siede una coppia di eterni ragazzi sui 45. Tempo due secondi per capire che o avevano fatto il 68 o lo avevano mitizzato, o tutte e due le cose. Lui mi guarda, forse riconosce la casa editrice e mi chiede in tono complice, informale, da compagni di classe: "Sei studente?" Io: "Sì, Filosofia". "Dove?" "Statale di Milano". Lui: "Cosa leggi?" Io: "L’Iliade". Lui, totalmente spiazzato, aggrottando le sopracciglia: "Ma ancora queste cose vi costringono a studiare??". Io: "Veramente lo faccio perché non l’ho ancora letta tutta e mi sento ignorante". Lui mi guarda come si guarda un marziano. Da quel momento non mi ha più rivolto la parola. Se la sarà presa?
Morale: che li si guardi da destra o da sinistra, la stragrande maggioranza dei sessantottini non ha studiato e crede pure che sia stata una grande conquista. Imperdonabile, per chi vuole cambiare il mondo."

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