Forrest Gump e il 68

Il dibattito fra Segolene Royal e Sarkozy ha toccato anche il 68. E a me è venuto in mente Forrest Gump. In quel capolavoro io trovo simbolizzato al meglio il significato di quel momento storico così ricco di promesse e di potenzialità, ma anche di velleità e di aberrazioni. Forrest ama Jenny. Jenny, invece, ama una sua idea di libertà assoluta. Forrest è fedele, Jenny è infedele. Insieme fanno un figlio, il simbolo più primordiale della speranza nel futuro. Per un brevissimo periodo, prima che Jenny muoia, i tre formano una famiglia, simbolo tradizionale della continuità della vita civile. Poi, il figlio crescerà con Forrest.
In Forrest io trovo rappresentato il giusto rapporto che si deve avere oggi col 68. Non si può fare a meno di amare l’anelito alla libertà, ma la speranza nel futuro non può prescindere nemmeno dalla salvaguardia della tradizione. Un messaggio contraddittorio, forse, ma a mio parere molto fecondo. Di sicuro molto più fecondo di quello spirito anarcoide che lasciato a se stesso non costruisce nulla, perché si limita a minare le basi della società: il rispetto per l’autorità, l’orgoglio del lavoro, il senso di responsabilità (punti difesi da Sarkozy). Un esempio: in Italia il 68 ha contribuito a disgregare il senso dello Stato e del vivere civile già deboli di per sé. Per questo secondo me è ora di farci i conti.