Don Peppino Diana, prete anti-camorra

“Non voglio sapere chi è Dio. Voglio sapere da che parte sta”.

(Citato da Roberto Saviano in “Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra”)

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Questa voce è stata pubblicata in miti miei.

29 commenti su “Don Peppino Diana, prete anti-camorra

  1. anonimo ha detto:

    Non voglio sapere da che parte sta Dio, voglio sapere da che parte stanno il sindaco e il presidente della Regione.
    L’Osvaldo.

  2. avy ha detto:

    caro vincenzillo, io sospetto che sia imparziale, un po’ come fra l’onda tsunamosa e la donzelletta che vien dalla pianura, avendo già creato a suo tempo, assieme all’universo, la legge karmica che provvederà a far giustizia (divina) con effetti bonus e malus per tutti a seconda delle cause condotte in vita, di vita in vita.

    ma lo sospetto, non lo credo. %-)

  3. vincenzillo ha detto:

    L’Osvaldo, a volte gli uomini, e in particolare gli uomini politici, non bastano.

    avy, sull’imparzialità della sua condotta nel day by day, per così dire, sono d’accordo con te: di sicuro non si intromette con fulmini e saette.
    Ma a lungo termine, per me, non è imparziale. Come nel prologo del Faust, in cui fa espressamente il tifo per Faust.

  4. PV64 ha detto:

    “Non voglio sapere chi è Dio. Non voglio sapere da che parte sta. Mi basterebbe sapere SE ESISTE!”
    … eh eh eh

    P.S. Complimenti: HAI VINTO il concorso!!!! :-DDD

  5. vincenzillo ha detto:

    Vengo subito a vedere!

  6. melpunk66 ha detto:

    citatissimo da saviano anche in pubblico
    detto da un prete fa effetto

  7. Non voglio sapere da che parte sta Dio, voglio sapere cos’ha intenzione di fare per accrescere i danari in mio possesso.

  8. anonimo ha detto:

    Vorrei sapere da che parte stanno le schede bianche.
    L’Osvaldo.

  9. vincenzillo ha detto:

    Di ritorno dal febbrone.

    mel, sì, è proprio lì il busillis. Chiamare in causa Dio oggi è già di per sé una sorta di scandalo. Chiamarlo in causa in questo modo è uno scandalo doppio. Che lo faccia un prete, triplo.

    licenziamento, viste le dimensioni raggiunte dal tuo cinismo, suppongo che Dio si stia impegnando attivamente per farlo crescere, come precondizione alla tua futura, sfacciata ricchezza.

    L’Osvaldo, anche il tuo non scherza, comunque.

  10. laBuba ha detto:

    santo cielo, vincenzillo, ho appena trovato il tuo commento sul post sui testimoni di geova, devi davvero essere un ragazzo molto religioso!

    l’osvaldo è un genio e, con tutto il rispetto per peppino diana, aggiungerei da che parte stanno il ministro degli interni e il procuratore della repubblica.

  11. avy ha detto:

    caro vincenzillo, lo scandalo è chi chiama in causa dio per sostanziare una politica, per regolamentare la vita pubblica…

    un esempio lontano? il regime iraniano. %-)

  12. vincenzillo ha detto:

    laBuba, non sono religioso. Coltivo il senso del sacro.

    Che l’Osvaldo sia un genio, ho i miei dubbi. Soprattutto ora… 🙂

  13. anonimo ha detto:

    “Solo Dio sa tutto, peccato che lavora per il Mossad.”

  14. vincenzillo ha detto:

    utente anonimo, credo di aver capito chi sei. Non fare la furbetta. 🙂

  15. anonimo ha detto:

    ciao, sono DIO, ma voi da che parte state?

  16. vincenzillo ha detto:

    ciao DIO, tu stai dalla parte dei simpatici, vero?

  17. normal ha detto:

    ciao sono ancora DIO, ma che fine ha fatto l’umorismo?

    =)

  18. vincenzillo ha detto:

    Dio, quale umorismo?
    🙂

  19. vincenzillo ha detto:

    avy, mi era sfuggito il tuo commento.
    Io continuo a vedere due scandali:
    -uno è quello che dici tu, e avviene in Paesi più o meno remoti.
    -L’altro è quello di chi appena sente la parola “sacro” gli viene la scabbia. Perché rifiuta una riflessione sul rapporto fra sacro e vita pubblica. E questo, come tu ben sai, avviene dentro l’Occidente.

  20. normal ha detto:

    niente, niente, lascia perdere…

  21. avy ha detto:

    caro vincenzillo, chi rifiuta le riflessioni sul sacro non sa cosa si perde, chi rifiuta l’imposizione del sacro nella sfera pubblica, e quindi anche nella vita individuale, può avere le sue buone ragioni.

    per centinaia di milioni di persone anche le vacche sono sacre. %-)

  22. vincenzillo ha detto:

    avy, una volta per tutte: accetti che c’è una differenza abissale tra riflettere sul sacro in una democrazia e imporre leggi con una teocrazia?

    Non pretendo che faccia tua la battaglia per il sacro, lo spirituale, ma che almeno tu non continui a confonderla con ciò che non è.

  23. avy ha detto:

    vincenzillo ma certo che lo accetto, e lo riconosco anche, solo che la realtà in cui viviamo è un po’ diversa.

    altrimenti come spiegheresti che a un uomo ammalato da decenni, che definisce la propria esistenza “un incubo”, “una tortura” e la propria morte quindi solo “opportuna”, venga negata l’eutanasia in nome della “sacralità della vità” facendo scempio di quelle che per lui sono le sue “sacrosante ultime volontà“?

    non mi pare che in italia sia a rischio la libertà di riflesisone sul sacro, e nemmeno la facoltà di esprimere la propria spiritualità, se non nel baubau fondamentalista clericale.

    ma correggimi se sbaglio.

  24. vincenzillo ha detto:

    avy, oltre a Welby sono tante le cose che non si spiegano in questo “paese di merda” (cit. Antonello Piroso, tg di venerdì scorso).
    Personalmente, io vedo l’eutanasia molto vicina al suicidio, quindi li renderei equivalenti da tutti i punti di vista: morale, spirituale, legale.

    In Italia non vedo minacciata la libertà di parola, né per chi parla di spirito né per chi parla di ateismo.

    Invece, quello che a me fa brutto è l’assenza dello spirito nella cultura. Che fine ha fatto? Bisogna vergognarsi di coltivarlo?

    Dentro o fuori da una religione, bada.
    Ma coltivarlo come punto di incontro tra gli uomini, riferimento, mito (vedi questo blog); non solo come sfera privata, coscienza, orticello piccolo piccolo.

    Ne faccio un discorso culturale, prima che religioso o politico. Convinto come sono che tutto venga dalla cultura.
    La cultura oggi ha bisogno di spirito per rinascere.

  25. avy ha detto:

    caro vincenzillo, certo, certo, credo lo sappia anche welby che abbiamo pure altri problemi.

    ma secondo me non ci hai ancora riflettuto, altrimenti sapresti che lui non è in grado di suicidarsi, ha bisogno dell’aiuto di qualcuno, e che chiede solo di morire senza soffrire, addormentato (visto che gli mancherebbe l’ossigeno). chi lo aiuta va incontro ad “almeno” 6 anni di carcere, per omicidio del consenziente e istigazione al suicidio.

    sulla scomparsa di spirito nella cultura invece non sono d’accordo, col fenomeno new age mi pare ci sia stato un vero revival, ma soprattutto non capisco che spirito manchi alla cultura per dire che “è rinata”. cioè, messa così mi sembra fuffolese.

    facciamo un gioco così magari ti capisco: hai a disposizione 100 milioni di euro e una bacchetta magica per far tornare “lo spirito nella cultura”… come li investi? che giochetti fai?

  26. vincenzillo ha detto:

    caro avy, dai ma per chi mia hai preso?? Il paragone col suicidio l’ho fatto proprio perché so benissimo qual è la situazione e ci ho riflettuto! Se è suicidio, non è omicidio, giusto?

    New age?? Ma per carità! E’ come paragonare i cavalieri della tavola rotonda alle signore del circolo di cucito. Tanta simpatia, ma niente arrosto.

    Lo spirito che secondo me manca nella cultura ha tante facce. Una fondamentale è l’impegno. Amicizia profonda, (o anche inimicizie vere, non solo per squallide lotte di potere tra intellettuali), unità, affratellarsi o combattersi per un’idea, un sogno.
    Guarda che non parlo della luna e non è fuffa. Pensa a quante energie sono state buttate per esempio nell’impegno ideologico degli anni 60-70. Lì un po’ di spirito c’è stato, ma per me erano le prove generali, ed è finita in una bolla di sapone.

    Coi 100 milioni di euro cercherei di formare un comunità di artisti, scrittori, e perché no, architetti, forse perfino scienziati, ingegneri, economisti, per fondare una vera città, un’utopia in terra, la città della bellezza. Esempio per altre città sparse in tutto il mondo…

  27. avy ha detto:

    uh, qui ripasso domani che adesso la vita mi chiama.

    “be prepared”. %-)

  28. avy ha detto:

    calma, calma, eccomi… la vostra attesa non è stata vana. %-)

    sull’eutanasia, in definitiva saresti quindi per la legalizzazione dell’omicidio del consenziente? giusto? a me spaventa, avrei paura di truffe e abusi, preferirei una regolamentazione un po’ più burocratica, sul modello svizzero, o olandese.

    sul fenomeno new age: a me pare troppo ricco per ridurlo a una roba da cucito. certo, c’è stata – e ci rimane – molta fuffa, e molti non ne sono stati nemmeno sfiorati, ma so che molte persone hanno trovato lì, in un libro di spiritualità buddista, in un manuale di qualche autore cristiano, in qualche guida allo sciamanesimo, degli spunti di riflessione che li ha fatti “crescere”, che li ha distratti dal materialismo per porsi alcune domande e per ampliare la propria co(no)scienza.

    così come ho rispetto per il ’68: certo, il pacifismo che portò alla fine della guerra del viet nam con gli accordi di parigi, ai quali seguirono altri 3 milioni di morti e pol pot e la dittatura, era energia mal riposta, ma credo che noi tutti non saremmo quello che siamo senza quella piccola rivoluzione (così come tu dici che rousseau non sarebbe stato quello che è stato, non avrebbe pensato quello che gli è venuto in mente, senza elementi di cristianesimo nella sua cultura), e la bolla di sapone ha secondo me comunque lavato un po’ dell’ipocrita moralismo, falso perbenismo, che imperava all’epoca. anzi, io vorrei che anche il mondo arabo islamico vivesse un 2008 sul modello del nostro ’68.

    sui 100 milioni di euris… temo che quei soldi bastino solo alla costruzione di un paio di ospedali. e se c’è qualcosa di soggettivo, mi concederai, è proprio la bellezza… si sa mai che arrivi sgarbi e ti faccia buttare giù tutto. %-)

  29. vincenzillo ha detto:

    caro avy, legalmente non so, ma filosoficamente l’eutanasia la equiparerei banalmente al suicidio, che per quanto ne so non è penalmente perseguibile.

    La new age a me pare inconsistente perché la vedo come una fuga dal male, dal conflitto, dal brutto, e non un tentativo di comprenderli e affrontarli a viso aperto.
    Poi che abbia qualcosa di positivo, perfino parlare con te può averne… 🙂

    Così come il ’68. Pur rispettandolo, quello che ci trovo di aberrante non è il lottare per la pace: è il trasformarla in ideologia. No agli eserciti, no alle armi: balle, la politica è un’altra cosa, e non capirlo, e volere cambiare il mondo in quel modo è da irresponsabili.
    Altra cosa è la pace, che è sacra, così come il sogno. Ma un’altra pace e altri sogni, per me.

    Sulla bellezza non sono d’accordo. Il gusto è soggettivo, la bellezza no.

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