L’uomo ridicolo e la sua utopia

Nella notte del 3 novembre, cioè stanotte, è ambientato un racconto di Dostoevskij, “Il sogno di un uomo ridicolo”. Dunque, dopo il tramonto, dovunque sia, l’uomo ridicolo comincerà a sognare. Ma chi è l’uomo ridicolo, e perché è ridicolo? Se lo incontri oggi pomeriggio, rincasando dal lavoro, ti dirà che per lui "nulla ha più alcuna importanza", e infatti da tempo sta pensando di togliersi la vita. Ma in piena notte, proprio nel momento in cui starà per spararsi, vedrà una luce lontanissima, una piccola stella lassù, in mezzo alle nuvole, e sognerà. Sognerà di essere trasportato su quel pianeta, abitato da uomini che vivono in armonia con la natura senza conoscere la malvagità, l’inganno, la violenza. Gli sembrerà un mondo perfetto, eppure sotto i suoi occhi quel luogo meraviglioso comincerà a corrompersi. E con suo sommo orrore, scoprirà di essere stato lui, inconsapevolmente, ad avere introdotto il seme della corruzione! Il destino farà il suo corso, quel mondo andrà in rovina, ma qualcosa rimarrà. Quell’uomo conserverà nel cuore la verità. Fragile, esposta al ridicolo, ma non per questo meno degna di essere predicata. Domani quell’uomo diventerà ridicolo perché non sarà cinico e scettico come gli altri. Coltiverà la sua utopia, difendendola da chi non sa fare altro che distruggere e ridicolizzare. Comincerà a sperare in un mondo con una sola, semplice regola: “ama gli altri come te stesso, ecco cosa è importante, ed è tutto, non occorre proprio nient’altro”.

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