Un pensiero per Oriana Fallaci

Mi unisco al cordoglio dei tanti che oggi ricordano una donna coraggiosa.
Non l’ho mai scelta come mio maestro; di lei ho letto solo articoli ma mai un libro per intero; non l’ho mai incontrata di persona, né l’ho desiderato.
Eppure oggi mi sento di ringraziarla per una cosa. Una cosa semplice ma estremamente rara: essersi alzata in piedi per dire ad alta voce chi era e cosa voleva, dove stava il bene e dove il male, dove la salute e dove la malattia. Per se stessa e per la nostra civiltà.
Da quel momento non è stata più solo se stessa: rappresentava qualcosa, era un’icona, un simbolo. Amata, odiata, difesa, oltraggiata, anche e soprattutto per quello che rappresentava.
Personalmente l’ho apprezzata perché ha gridato la sua paura, perché anch’io ho avuto e ho paura.
Invece non l’ho apprezzata quando ha sputato veleno e ha insultato indiscriminatamente.
Ora, in questo venerdì piovoso, la saluto con rispetto.